Che fine hanno fatto i personaggi di questo blog

Sempre più spesso qui arrivano messaggi email da folli che domandano notizie di alcuni personaggi di cui si è parlato su questo sito. Ebbene, non c’è di che preoccuparsi. Stanno tutti in salute:

Il Direttore Marketing – Mostruosa creatura manageriale assunta per trasformare il blog in fonte di guadagni: come si può vedere, ha miseramente fallito. Il Direttore Marketing è ancora vivo, passa le giornate a studiare statistiche, classifiche dei più linkati, classifiche dei più commentati, popularity index, incroci di survey con chart su grafici a colori ecc., ma oramai non ci capisce niente. Per consolarsi, trascorre le serate giocando a squash nel privè di un loungebar arredato con mobili in wengè e mosaici bisazza.

La collega dirimpettaia – la collega della scrivania di fronte sta ancora organizzando il suo matrimonio con il fidanzatino (cornuto). La data delle nozze continua ad esser rimandata perché lei non riesce a trovare un abitinooo che lasci scoperto l’ombelico e il tatuaggino tribale sui lombi “con tutto quello che mi è costatooo!” Per il resto, è “occupatissi-missi-missi-missimaaaa” in attività quali lo shopping sui siti di cosmesi e la pianificazione di una lunga lista natalizia di regali (quelli per sè).

Il Papa – Come è noto, aveva un’età. Karol doveva cedere il posto a un carrierista più giovane di lui, e così è andato in pensione, cioè in Cielo. Lassù internet funziona alla grande (18 trilioni di terabyte al secondo) e lui avrebbe ancora la password per postare qui, ma non se la ricorda. A parte qualche problemino di memoria, non ha più quei fastiodiosi disturbi di salute nè si cura delle cose terrene. Però ogni tanto è costretto a frequentare i colleghi defunti santi o beati: ieri è dovuto andare all’aperitivo con Padre Pio, Maria Goretti e Don Giussani di CL: grasse risate.

La cassiera del supermercato – Lavora ancora al supermercato Esselunga ma è stata promossa: adesso nei giorni dispari è alla cassa veloce, quella da dieci pezzi. Una responsabilità, specie quando deve sgridare i pensionati che si mettono in coda con il carrello. Durante la pausa sigaretta ha fatto amicizia con la promoter di una marca di yogurt sua coetanea e sabato prossimo escono insieme, portano i bambini a pattinare.

Gli animali – Il Tonno che vive nella vasca da bagno sta bene, ha imparato a dormire a pancia in su. Fatima e Zamira, le due mosche domestiche, spaventate dal gran freddo, già un mese fa sono partite per una vacanza: attraverseranno tutto il Mediterraneo in volo per atterrare in Nordafrica. Al momento, però, risultano disperse nei dintorni di Pavia.

Giovane Blogger – L’unico di cui non si abbiano notizie è Giovane Blogger. Alcuni dicono che in questi anni sia divenuto una decadente e decrepita ex blogstar. Altri che sia riuscito a disintossicarsi e abbia smesso di lasciarsi ossessionare da Internet. Altri ancora, che sia morto.

Vieni in vacanza a Lambrate!

Progetti di partenze? Stai prenotando le ferie natalizie ai Caraibi ma ti sei accorto di non avere i soldi nemmeno per l’autobus che va all’aeroporto? Vorresti partire per la settimana bianca ma ti hanno detto che per acquistare lo skipass bisogna prima passare dallo strozzino? Sei in cerca di nuove emozioni ma non c’hai una lira? Abbiamo la soluzione per te.

Una vacanza davvero originale, un’avventura irripetibile. Al tuo ritorno lo racconterai ai tuoi amici e loro resteranno a boccaperta: fidati, vieni in vacanza a Lambrate!

Lambrate la bella: quartierino all’estrema periferia di Milano. E a Lambrate c’è un sacco di roba da visitare (ma sì, ma sì), gli alberghi non costano una ceppa (e ci credo, manco ci sono!), le pizzerie accettano i ticket restaurant anche a cena e le discoteche sono davvero economiche, anzi, non esistono proprio (meglio, così la sera potrai andare a letto presto e riposare). Avanti, che aspetti? Prepara le valigie, si parte!

Sì perchè Lambrate ti stupirà: scoprirai arte, cultura, itinerari, misteri, divertimento e nostaglia di un paradiso perduto – ma stavolta molto, molto perduto. Prossimamente su queste pagine, la vera guida Routard di Lambrate, compilata da un indigeno – cioè lo scrivente, qui. Gratis, come sempre, sul tuo blog preferito! Stay t.. ehm, pardòn, continua a seguirci, non te ne pentirai (forse).

Intervista a un uovo che sta per diventare sodo

Caro uovo, prima di mangiarla vorrei farle un intervista.
La ringrazio, caro confuso.
Si tratta della prima volta che le chiedono un’intervista, spero.
Sì, è la prima volta.
Quindi è emozionato?
Un poco.
Si sieda.
E come faccio, scusi?
Ha ragione. Si sdrai, allora.
Grazie. Spero di non rotolare giù dal tavolo.
Cominciamo: le dispiace che tra poco morrà?
No. Non temo la morte, perché non sono mai nato.
Giusto.
Però vorrei tornare nel frigorifero con i miei fratellini.
No. Facciamo un gioco: io le dico delle frasi, e lei le commenta.
Va bene.
“Ab ovo omnia.”
Non so il latino.
“Meglio un uovo oggi che una gallina domani.”
Meglio la gallina domani, mi creda.
“La gallina che canta ha fatto l’uovo.”
Ero appena uscito, non ricordo se cantasse o meno.
Chi è il suo uovo famoso preferito?
Direi l’uovo di Colombo. Colombo il navigatore, intendo. Insomma, l’unico uovo che sia stato capace di restare ritto in piedi da solo. Per noi uova, un eroe.
Altri?
Boh. L’uovo di Pasqua.
Mi convinca a non mangiarla.
Mia madre è morta di influenza aviaria subito dopo il parto.
Bugiardo. Ci riprovi.
Sono scaduto otto giorni fa, ti verrà la salmonellosi.
Non le credo.
Peggio per lei.
Domande rapide. Chi butterebbe giù dalla torre tra: l’uovo fabergè e l’uovo di legno per rammendar le calze.
Il primo. Si crede di essere chissà chi.
Tra il proprietario di un allevamento industriale di polli e un cuoco fanatico di maionese.
Ambedue son personi crudeli.
Abbiamo finito. Dica le sue ultime volontà prima di esser bollito.
Non mi avrai, bastardo. (si tuffa nel vuoto e si spacca sul pavimento della cucina)

Dialogo con un uovo che non vuol diventare sodo

Dramma in un atto, liberamente ispirato una ricetta molto semplice: l’uovo sodo.

Ingredienti:
– 1 uovo;
– acqua.

Preparazione: mettere un uovo in un pentolino con l’acqua. Quando
l’acqua bolle, lascia passar 8 minuti, poi scolare l’uovo.

Personaggi:
l’uovo;
l’uomo.

(l’uovo, assopito, nel pentolino) – Zzzzz..
– Dormi dormi, ih ih ih.
– Ehi, cos… AIUTOOO!!
– Ma cosa urli, cretino?
– Che sucede? Si crepa dal caldo qua dentro!
– E vorrei anche vedere: l’acqua deve bollire.
– Cosa? Bollire con me dentro? Ma è una tortura insopportabile!
– E allora?
– Allora tirami fuori di qui, perdìo!
– Aspetta. Ancora qualche minuto.
– Perché mi stai facendo questo?
– Ti voglio sodo.
– Sodo? E che significa?
– Fra poco lo saprai.
– Ti prego, non puoi rimettermi in frigo, con gli altri miei parenti?
– Spiacente, no. Troppo tardi.
– Oggesù, ma io mi sento male! Qui brucia tutto!
– Immagina di essere in una sauna, o in una vasca idromassaggio, o in piscina.
– Ma vaffanculo, va’! Aiutoooo!
– Zitto.
– Va bene, allora te lo dico: non puoi uccidermi.
– Cosa?
– Non puoi: sono incinto.
– Tu?
– Sì. Aspetto un pulcino.
– Balle. Ora cuoci, non fare il difficile.
– Qualcuno chiami i pompieri! Al fuoco! Un folle mi vuole ardere vivo!
– Silenzio, ho detto.
– Pietà! Accorruovo!
– E basta, dai.
– Ecco, l’acqua bolle, lo sento: tirami fuori, son cotto.
– Non mi fido. Resta lì dentro ancora un poco.
– Ma se ti dico che son sodo!
– Non ti credo, dentro sei ancora mezzo crudo. Ti voglio sodo, non alla coque.
– Sodo, coc… Non ti capisco.
– Se non sei sodo, non posso spellarti.
– Spellarmi? Come sarebbe a dire?
– Insomma, dopo ti sbuccio.
– Uè, ma sei scemo?
– Smettila di far storie: adesso ti tiro fuori da lì.
– Ah, che sollievo.
– E ora sotto il rubinetto.
– No, dai, basta giocare con l’acqua calda.
– Questa è fredda. Senti.
– Ooh, che bellezza. Mi sento rinascere. Grazie. Ti sei ravveduto?
– Giammai. Adesso ti levo il guscio.
– No, bastardo, il guscio no!
– Sì, invece.
– Aiuto! Voglio la mamma!

(continua?)

Documentario sul raffreddore

Oggi parleremo di salute, e in particolare della patologia epidemica più diffusa tra gli umani. Essa consiste nell’infiammazione del naso ed è conosciuta con il nome scientifico di “raffreddore”.

Molto spesso tale malessere sorge con l’abbassamento della temperatura ambientale tipico dell’inverno. Questo bizzarro fenomeno climatico è detto anche “freddo”, e proprio da esso prende nome il “raffreddore”. Una corrente d’aria o degli spifferi possono quindi rappresentare la causa del morbo. E’ per questo motivo che i medici suggeriscono di coprirsi per bene, prima di uscire di casa: ad esempio, indossando il cappello e la sciarpina di lana. Se piove, è sempre meglio ripararsi con un ombrello.

Un altro comune veicolo del raffreddore è l’essere a stretto contatto con persone a loro volta “raffreddate”. Infatti recentemente numerose e autorevoli ricerche scientifiche hanno verificato che il raffreddore può essere contagioso. Lo si è capito studiando il comportamento dei malati: talora l’individuo infermo avverte quello sano con espressioni quali “Stammi lontano sennò t’attacco il raffreddore” o anche, al momento di un commiato, “Non ti bacio perchè ho il raffreddore”.

Il raffreddore si presenta dapprima con sintomi quali il pizzicorino al naso e l’arsura, accompagnato molte volte dalla sensazione di non stare mica tanto bene.
Se tali sintomi persistono, in alcuni giorni può subentrare un senso più generale di spossatezza e un certo fastidio alle vie respiratorie. In questa seconda fase, il linguaggio del paziente assume nuove caratteristiche: parlando sostituisce la lettera M con la B, e la lettera N con la D. Esempio: “Bi sa che sto covaddo ud raffreddore”.

Il raffreddore si manifesta poi in modi piuttosto curiosi: il soggetto può starnutire, cioè emette secrezioni di colore terso dal naso, e farlo in maniera improvvisa, a getto, accompagnate dalla parola “Etcì” (“Eetciuuum!” nelle forme più virulente) e, se l’infetto è un tipo educato, dal gesto di coprirsi il viso.

All’acuirsi della sindrome, si passa poi al momento più sgradevole per il paziente e per chi gli sta intorno: quello del cosiddetto “naso-che-cola”. Per alleviare tale sintomo del raffreddore, i medici consigliano di munirsi di fazzoletti, in carta o tessuto (ma meglio se in carta, almeno non bisognerà lavarli) e di applicarli alle narici, stringendole, per raccogliere la sostanza espulsa: questa operazione è meglio conosciuta come “soffiarsi il naso”.

Per combattere il raffreddore occorre stare in casa e riposare evitando attività all’aperto. Un altro suggerimento è quello di bere molta acqua e mangiare frutta o verdure, che contengono vitamine. A questi antichi rimedi, taluni vi aggiungono la fruizione di farmaci: tuttavia, nella maggioranza dei casi, è sufficiente attendere il naturale decorso.

Fomentatore di rivoluzioni

Perché gli immigrati italiani non fanno come quelli francesi? Perché le colf filippine, gli indiani che vendono rose in pizzeria, i muratori rumeni, le prostitute ucraine e i senegalesi specializzati nel commercio ambulante di romanzi – perché tutti costoro all’improvviso non si uniscono in una grande alleanza per mettere a ferro fuoco la bella veterocapitalista e opulenta città di Milano?

Ciò è quello che ho chiesto stamattina, dalla guida del mio veicolo, fermo immobile nel traffico al semaforo di via Casoretto, al giovane cordialissimo, sorridentissimo pedone nordafricano che come ogni altra mattina tentava di imbastire conversazione per poi pulirmi il parabrezza. Con cipiglio da fomentatore di rivolte, lo istigavo:

– Spiegami una cosa: perché voi non fate come come quelli di Parigi?
– Parisgi? Cosa sc’è a Parisgi?
– La banlieue.
– E chi e?
– Ma scusa: non li leggi i giornali?
– Ah ah, ora io c’ho da spendere soldi in sgiornali. Mi fai ridere.
– Nemmeno guardi la televisione?
– E chi sce l’ha, la televisione.
– Vabbè, allora te lo racconto io. Gli immigrati francesi, a Parigi, si sono arrabbiati di brutto. E per giorni e giorni hanno combinato un bel casino, per le strade.
– Casino? Cosa vol dire?
– Per esempio, distruggevano le automobili altrui.
– Oooh. E perché lo fascevano?
– Come perché? In segno di protesta, no?
– Ah.
– Come mai voi invece non protestaste? Come mai sorridete sempre? Non siete un pochino incazzati?
– Incassati sì, lo siamo.
– E allora come mai non vi ribellate?
– Uhm.
– Eh?
– Giusto. Hai ragione. Mi hai convinto.

A questo punto lui, dopo aver preso la ricorsa, ha cominciato a pigliarmi a calci la portiera.

Dialogo con un operatore commerciale telefonico

– Buonasera sono..
–  Aspetta, aspetta che indovino io! Sei Marco di Fastweb!
– Ehm, no.
– Giuseppe di Vodafone?
– No.
– Enzo di Sky?
– No. Sono Paolo di Tim.
– Oh, caro Paolo, che bella sorpresa. Come stai? Che piacere sentirti all’ora di cena. Volevi augurarmi il buon appetito?
– Ehi, non trattarmi male, sono un povero interinale dell’Adecco, un poveraccio,  insomma uno come te.
– Hai ragione, ragione. Dimmi pure, caro Paolo di Tim.
– Volevo sapere se sei a conoscenza della nostra ultima offerta.
– No, non ne sono a conoscenza.
– Strano. Ma è facile. In estrema sintesi, funziona così: l’attivazione del primo numero personale è gratuito, ma per i numeri personali successivi al primo è previsto un abbonamento mensile pari un euro al mese iva inclusa per ciascun numero: si applicano i prezzi base, a meno che non venga attivata l’offerta Tim Voce, Tim Mia, Tim Tua o Tim 3 x 2 Sette su Sette.
– Uhm. Non mi è molto chiaro.
– Ma è semplicissimo! Seguimi: se attivi Tim Free entro il quindici novembre non paghi né il contributo una tantum né il contributo aggiuntivo per il comodato del modem. In più, dalle dieci di sera alle sei del mattino navighi gratis anche senza wifi fino al trentuno gennaio! Questo servizio però è attivabile solo sui numeri personali mobili ed è incompatibile con le offerte tariffarie attive sulla linea principale, a fronte di un costo di abbonamento mensile di quindici euro iva inclusa, aggiuntivo rispetto agli abbonamenti mensili comunque dovuti per il servizio telefonico di base e per il servizio mobile all’estero.
– E quindi?
– Quindi abbonandoti al servizio Tim TeleFree Gratis No Problemforyou sei finalmente libero di navigare….
– … gratis?
– No, ma a condizioni molto ma molto vantaggiose con un abbonamento mensile di soli trentasei euro iva inclusa rinnovabile entro la mezzanotte del tre marzo.
– Tre di marzo? Ma non era il quindici novembre?
– No, entro il tre di marzo puoi chiamare sempre a soli sei virgola seicentodue euro al minuto iva esclusa tutti i numeri esteri fuori dall’Unione Europea , e a soli sette virgola quarantaquattro euro al mese iva inclusa altre hai settemila sms gratis all’anno. Un’offerta davvero speciale se pensi che che acquistando una ricarica da dieci virgola ottannove euro puoi scegliere se effettuare una normale ricarica con sei virgola settandue euro di traffico incluso o anche una maxi ricarica week-end verso i numeri internazionali.
– Ohibò, sarò scemo ma ancora non ho mica capito. Quanto costa?
– L’attivazione è gratis, e poi se vuoi accedere a internet su rete fissa ma anche mobile tutti i giorni dalle tre di notte alle cinque del mattino in tutti mercoledì feriali o prefestivi, anche la notte di capodanno, senza alcun limite, puoi sottoscrivere anche l’offerta pagando in più un abbonamento di soli ottantavirgolacinquantanquattro euro al mese
– Urca. Iva inclusa?
– No, esclusa.
– Non mi sembra un’offerta così vantaggiosa.
– Ma cosa dici, devi ricordarti che nell’abbonamento è compreso il servizio TimFakeNews, con cui puoi ricevere le notizie sul telefonino gratis per tutto il mese senza neppure collegarti a internet! Ti rendi conto?
– Boh. Senti ci penso e ti faccio sapere. Casomai ti richiamo io.
– Dai, è un’offerta straordinaria, devi dirmi di sì subito!
– MA NON CI HO CAPITO NIENTE!
– Tu sei libero domani sera all’ora di cena?
– Perché?
– Qui al call center ho finito il turno, devo andare a casa. Domani ti richiamo e te lo spiego meglio.

Prossimi sequel di romanzi famosi

In omaggio qui di seguito, i riassuntini dei sequel delle opere letterarie più diffuse. Una guida utile per raggiungere la sufficienza in italiano e stupire gli insegnanti.

I Malavoglia 2 – La rivincita della famiglia più sventurata della storia della letteratura italiana: ‘Ntoni Junior, uscito di galera, emigra negli Stati Uniti come clandestino, si stabilisce a Brooklyn e in pochi anni diviene milionario grazie al gioco d’azzardo e al contrabbando. Torna ad Aci Trezza da ricco sfondato e si fa costruire una colossale villa abusiva con vista mare ed enorme piantagione di nespole in giardino.

Moby Dick II – Storia del discendente del cetaceo bianco, che era suo nonno: il giovane Moby Dick II si trasferisce dall’oceano al mar Tirreno, e nei mesi estivi aggredisce a testate i traghetti della Moby Lines che fanno la spola tra Civitavecchia e la Sardegna. Il romanzo si conclude con la famosa, raccapricciante scena del pasto nel porto di Golfo Aranci: il primo sabato di agosto, la balena infuriata cola a picco un aliscafo e poi, ripresa dalle telecamere del Tg5, si ciba dei passeggeri e delle loro valigie.

I Promessi Sposi 2 – Renzo e Lucia ora sono una coppia di quarantenni sposati e felici: Lucia fa la casalinga e tutti i giorni va alle messa delle sei, Renzo lavora come muratore e trascorre le serate al bar del paese a giocare a biliardo con gli amici e a sbronzarsi di Braulio – poi torna a casa e a volte mena la moglie. La quale però, una sera, ispirata dalla Madonna, lo denuncia, lo fa arrestare e grazie alla raccomandazione del cardinale di Milano ottiene l’annullamento del matrimonio dalla Sacra Rota.