Ciao a tuti amici, sono il vostro amico Papa Karol. Come sapete o l’aceso a questa pagina grazzie all’amico bloger confuso, che Idio lo benedica. Mi piace questo mondo dei blog, e un hobby molto divertente, se solo Ruini mi lasciase usare il computer piu speso invece di portarmi alle mese cantate la matina presto posterei tuti i giorni.
Duncue volevo racontarvi un altro retroscena inedito di un fato che vedo se ne parla molto li da voi in italia.
Alora, ero ala solita udienza con preti e vescovi, stavo facendo un bel pisolino sul soglio pontificio e intanto questi preti parlavano e parlavano, sembrava una nina nana. A un certo punto il mio segretario Navaro mi a dato una gomitata piano e mi a sveliato, e io mi a deto sotovoce:
– Rispondi, Karol, non senti che un prete ti a fato una domanda?
– Eh? Scusame, a Joaquì, ma mi ero distrato un atimo, non stavo seguendo… che vuole ‘sto prete?
– Ti ha domandato di dire due cose in romanesco, cosi, per ravivare la seduta.
– In romanesco? Ma io facio gia fatica con litaliano!
– Avanti Karol, stai al gioco, di’ qualcosa di simpatico, che so, prova con “Mi piace la pajata e pure e puntarele, a cicoria e li carciofi ala giudia”
– Ufa. Et sia, cerchero di di dir cualcosa, ma di piu semplice e breve, va bene?
Alora io me ne sono uscito con due o tre frasette, che insoma io a roma ci abito da quasi trentani e un po di romanesco dale suore lo imparato – qualcosa tipo: “Damose da fà”, “Volemose bene” e “Semo romani”. E tuti i preti ridevano, alora io volevo continuare e recitare le poesie di Trilusa ma Navaro mi a sconsiliato perche gli sembrava che avrei cosi esagerato.
Adeso pero sembra che il vostro ministro Bosi, quelo che grida, si mete la cravata verde e cela coli estracomunitari come me, si sia ofeso perche o parlato romanesco anziche in piemontese o lombrado, o veneto, e mi vuole spedire per posta dei vocabolari di quei dialeti cosi la prosima volta saluto in milanese e faciamo pari. Eco io vorei dire al vostro ministro di non spedirmi niente, che io i suoi vocabolari al masimo li poso usare per il fuoco del camino nel saloto picolo, o per la gamba del tavolo che mi bala in sagrestia, ma nula piu. Casomai mi spedise una gramatica italiana, o un dizionario italiano-latino-polaco, che come vedete fazio ancora un po fatica.
Amici, sono stanco e vado a leto. Vorei salutarvi in napoletano o in sardo ma ora non mi viene niente.
A presto, un abaracio dal vostro,
Papa
Ciao
Dove sta il tasto invio? A, ecolo. Ciao di nuovo.