– Giusè, siamo in questa grotta gelida da sabato, io son stufa. Quando torniamo a casa? Qui si crepa dal freddo, e questo asino continua ad alitarmi in faccia.
– Lo fa per tenerci al caldo, Maria.
– Sì, ma gli puzza il fiato. Io voglio tornare a casa mia, Giusè.
– Non si può, Maria.
– Voglio dormire su un vero letto, Giusè. Basta con la paglia.
– Abbi pazienza, Maria. Resteremo in questa grotta solo fino al 6 gennaio.
– Il 6 gennaio??? Ma è tra nove giorni, Giusè!
– Ho appuntamento qui con i re magi. Gente ricca. Chissà che regali!
– Altri nove giorni qui, roba da pazzi. Speriamo che questi tuoi amici ci regalino almeno il passeggino. O almeno dei pannolini, ché li ho finiti.
***
(voce al megafono) – Attenzione siete circondati, uscite con le mani in alto.
– Oddio, chi parla?
– Qui è la polizia di Erode, signor Giuseppe. consegnaci il pargolo e non ti verrà fatto alcun
male.
– M… M-Maria? Sei tu?
– Ah ah ci sei cascato come un pollo.
– Maria! Davvero uno scherzo cretino.
– Che risate. Dovevi vederti, dovevi.
***
– Giusè, che facciamo a Capodanno? Hai prenotato da qualche parte?
– No, Maria.
– Eddai, una festicciola, una discoteca. Almeno un brindisi con gli amici. Che
facciamo?
– Maria, bisogna accudire il neonato.
– E allora cerchiamo una baby sitter.
– Una baby sitter? In questo secolo?
– Potremmo chiedere a uno di questi pastori. Almeno si rendono utili, anzichè starsene qui intorno inginocchiati.
– Maria, basta.
– Prova a chiederglielo, su.
– Io?