10 pensieri non funzionali

Qui nel poco tempo libero si sta leggendo un libercolo di tal Cesare Pietrojusti dal titolo Pensieri non funzionali. L’opera (consultabile anche qui) è un elenco di possibili attività atte a sviluppare la consapevolezza del pensiero non funzionale, ossia un pensiero che apparentemente non serve a nulla e quindi viene rimosso (in realtà ho dei dubbi sul fatto che non serva proprio a nulla). Per dare un’idea, annoto alcune voci dell’elenco qui sotto, ad uso e consumo di me stesso e degli eventuali interessati.

1. Sottrai da una cartoleria i fogli su cui i clienti provano penne, matite e pennarelli.

2. Osserva attentamente alcune persone mentre si rifanno il letto.

3. Fai in modo di portare persone qualsiasi, non interessate all’acquisto, a visitare alcune case in vendita insieme ad un agente immobiliare.

4. Osserva e cataloga i diversi modi in cui diverse persone usano, in cucina, la carta d’alluminio.

5. Osserva i volti delle persone che incontri in autobus e pensa per ciascuno a chi somigli tra tutti quelli che conosci o hai conosciuto.

6. Pratica in un muro un’apertura grande come una finestra che consenta di guardare dall’altra parte.

7. In abiti eleganti, con un atteggiamento normale e senza mostrar alcun intento particolare, passa un’ora stando seduto su una comoda sedia posta al centro di un marciapiede. Nei giorni successivi fallo di nuovo, ma sempre con vestiti diversi, oppure con diverso atteggiamento. Osserva la reazione dei passanti.

8. Prova a vivere un giorno dal punto di vista di un oggetto. Per esempio un bicchiere.

9. In un libro o un giornale, osserva gli spazi vuoti fra una lettera e l’altra, fra una parola e l’altra, fra una riga e l’altra.

10. Realizza delle targhe commemorative in bronzo ed inserisci nel testo alcuni errori di grammatica.

3 recensioni di libri che non esistono

Alessandro Bericco – Oceano Mere
I lettori di Baricco (con la A al posto della E) si accorgeranno quasi subito che questo romanzo rappresenta un plagio completo, parola per parola, di un’opera del noto scrittore torinese quasi omonimo (quasi un omaggio al Pierre Menard di Borges). Persino le due copertine sono identiche, se si esclude il quasi impercettibile refuso nel titolo (Mere), così come sono uguali l’impaginazione, il font e la foto dell’autore sul risvolto (Bericco millanta di assomigliare moltissimo a Baricco). L’unica differenza tra i due libri, oltre al titolo, sta nel prezzo: quello di Bericco costa 1 euro meno di quello di Baricco con la A. Il Baricco ha già denunciato Bericco, ma una volta giunto in questura ha scoperto che il suo sosia aveva appena fatto la stessa cosa con lui.

Deborah Rossanda, La ragazza del Nostro Secolo
Autobiografia della diciottenne nipote di Rossana Rossanda. La giovane Deborah Rossanda, un tipo assai diverso dalla più attempata prozia Rossana, è una ragazza del nostro tempo: va malissimo a la scuola, passa i pomeriggi nei negozi di scarpe con le amiche e le serate al sushi bar. Le piacciono i reality show, la rivista Cosmopolitan, i ragazzi che vanno in palestra e sperperare il patrimonio di famiglia in negozi di cosmesi. Non ha mai letto un libro in vita sua e si disinteressa di politica, ma vota Forza Italia per far dispetto alla nonna, che infatti l’ha diseredata (giustamente).

C. S. Lewis, Le Cronache di Narnia: L’Armadio, il Comodino e la Sedia Pieghevole
Episodio conclusivo e sinora inedito della celebre saga per bambini ambientata in un epico universo nordico teatro delle solite guerre tra il Bene e il Male. Questa volta, però, vince il Male: la foresta abitata da elfi, fatine e leoni parlanti viene rasa al suolo dai bulldozer e trasformata in un colossale deposito di legname.

La pubblicità su questo sito

Come dicevamo, abbiamo grandi novità su questo blog: d’ora in poi su questo sito si parlerà soltanto di calcio e televisione. Di questi argomenti non sappiamo una beata ceppa ma il mercato va in questa direzione e noi (ma noi chi?) la seguiamo. Ma soprattutto ci sarà un sacco di pubblicità, allo stesso tempo invasiva e subliminale. Questo ultimo elemento è tutto sommato rassicurante giacchè di tale pubblicità non te ne accorgerai nemmeno. Comprate i cetriolini sottaceto al supermercato che c’è lo sconto del 12% per i possessori della carta fedeltà. In edicola il dvd della prima imperdibile puntata del Gesù di Zeffirelli versione integrale con in allegato un’intervista multimediale al nero dei re magi.
Bene, cominciamo, l’era dell’acquaio si apre festosa di fronte a noi. Non perdere il kit fai da te per costruirti in casa una vera caffettiera napoletana, prima uscita: il manico. 5,9999 euro.

Padre Pio

Stanotte mi è apparso di nuovo Padre Pio sul soffitto della camera da letto. Era in pigiama e russava forte, e infatti mi ha svegliato. Ho accesso la luce e aperto le finestre per lasciarlo volar fuori, come si fa con le falene d’estate. Ho dovuto pure dargli un paio di bastonate con il manico della scopa, non se voleva andare.

La Grande Libreria del Centro

Che bello andare alla Grande Libreria del Centro. C’è di tutto, da passarci giornate intere. Peccato per le persone che la abitano. Mi spaventano.
Ad esempio. Fuori, all’ingresso, c’è la bodyguard. La bodyguard è un maschio alto due metri, largo due metri, giacca nera, cravatta nera, occhiali da sole, auricolare. Quando sto per varcare la porta scorrevole, la bodyguard mi si piazza davanti:

Bodyguard – Ehi ehi! E lei chi è?
Io – Dice a me?
B – Dove crede di andare?
I – Dentro, direi.
B – Ha appuntamento con qualcuno?
I – N-no, vorrei solo entrare.
B – Sèèè.. Aspetti che chiedo. (Parla nel microfono dell’auricolare) Qui Kobra 6, qui Kobra 6, c’è un intruso che sta tentando di entrare nell’edificio, passo. Lo mando via? Ricevuto, un attimo, glielo chiedo. (Si rivolge a me) Perché vuole entrare?
I – Per comprar dei libri, credo.
B – Ah. (Nel auricolare) Comprare dei libri, dice. Lo lascio passare? Sì? Davvero?
(A me) Occhei, entri, entri pure
I (tremante) – Grazie.
B (strattona per un braccio la signora anziana subito dietro di me) – Ehi! E tu chi cazzo saresti?

La commessa del banco informazioni. della Grande Libreria del Centro, una donna mezz’età, piuttosto imbronciata, siede dietro un banco su cui sta scritta la parola “Informazioni”. A testa bassa, pare occupatissima nel segnare a matita dei numerini su un foglietto (cose d’archivio, codici, isbn, conti, forse il sudoku, chissà).

Commessa (immersa nel computo) – …
Io (sussurrante) – Mi scusi…
Commessa (non alza neanche gli occhi) – …
I – Mi scusi,  posso?
C – …
I  (bisbiglìo quasi impercettibile) – Signora, scusi..
(finalmente solleva la testa, stupita) – Ma cosa urla?!?
I – Volevo sapere dove posso trovare il libr…
C – Sssst!!! Silenzio! Siamo in una libreria, mica al mercato del pesce!
I – Appunto, e in libreria io cercavo un lib…
C – Ma la vuole piantare di disturbarmi? Non vede che sto lavorando?
I – Sì ma volevo solo chiedere se avete il libr…
C – Ancora?!? Ancora con ‘sta storia del libro?!?

La cassiera. La cassiera, più giovane della commessa, ma ha la stessa espressione ostile.

Cassiera – Avanti il prossimo, forza!
Io – Buongiorno.
C – Buongiorno lo dici a tua nonna. Ce l’hai la card?
I – La che?
C – La card. La nostra card di identificazione cliente.
I – Mi spiace ma no, non ce l’ho.
C – Che pirla.
I – Non ho capito, scusi.
C – Nulla, nulla. Visa, Mastercard o Amex Platino?
I – Platino in che senso?
C – Tsk. Pezzente.
I – Non ho capito, cosa dice?
C – Dico che fanno 49 euro.
I – Mi darebbe un sacchetto per favore?
C – Sacchetti solo a chi spende più di 50 euro. Levati che c’è gente. Il prossimo!

Infine, l’uscita, che poi è la stessa porta da cui sono entrato. Mi tocca un nuovo match con la bodyguard. Passo fischiettando, senza guardare. Ma non basta.

Bodyguard – Ehi! Dove scappi con quei libri?
Io – Calmo, stia calmo. Li ho comprati. E poi non sto affatto scappando. Esco, tutto qui.
B – Sèèè, bravo. E dove li hai presi?
I – Nel negozio, dentro. Dove vuole li abbia presi?
B (mi punta la pistola in fronte) – Lo sapevo! Hai confessato!
I (terrorizzato, alzo le mani) – Lo giuro, li ho pagati, guardi, ho anche lo scontrino.
B – Uhm. Aspetta che chiedo. (Parla all’auricolare) Qui Kobra 6. Capo, c’è un ladro che sta fuggendo con della refurtiva. Sì, si tratta proprio di libri, esatto. Che faccio, lo arresto, lo ammanetto? O mi limito a giustiziarlo sul posto?
Io – Ma quale ladro e ladro: ho lo scontrino, non vede?
B – Capo, questo dice che ha lo scontrino. Sì, in effetti ce l’ha. Lo lascio andare? Senza ucciderlo? Sicuro? Occhei, vada, se ne vada.
I – Arrivederci.
B – Eccone un altro… (Con un scatto afferra per il collo l’innocuo signore che esce dopo di me) Ti ho preso, bastardo!

(Mentre mi allontano correndo odo rumore di schiaffi e le urla del perquisito che protesta la sua innocenza)