Il direttore marketing vuole “rifare il sito”

Benchè nessuno lo abbia invitato, il Direttore Marketing del mio blog si presenta a casa mia all’ora di pranzo, mentre sto scolando i fusilli. Entra spavaldo con sotto il braccio la mazzetta dei giornali (Sole24Ore, MilanoFinanza, Il Giornale, Libero, GQ e Armi & Pistole) e già questo mi turba.
Pretende che scriva subito un post sul marketing nell’era del digital divide ma io, per tutta risposta, gli verso la pasta calda con l’acqua bollente sulla testa.

Questo insolente, però, si aggiusta la cravatta, si leva un fusillo dall’orecchio e proclama che il template del mio blog fa ribrezzo e va cambiato. Appena lo dice, io senza fiatare gli assesto una cucchiaiata di sugo sulla camicia azzurra nuova. Lui incassa (non può reagire, è un mio dipendente) e mi guarda sostenuto. E parte con la filippica sulle statistiche:

“Qui è un disastro, l’audience del blog sta crollando, ieri ti hanno letto in 10 e oggi solo 8! Hai perso il 20% dei telespettatori in 24 ore. Con questo trend, al post del 30 gennaio saremo a zero visitatori, cioè non ti leggerà nessuno, e all’11 febbraio farai persino a -12, ossia a meno 12 visitatori! Te ne rendi conto?”

Fatico a capire come si possa avere meno di zero visitatori, ma finisce che, per levarmi dai piedi il mostro da me creato, devo assecondarlo: almeno rifare il template, la grafica…

(continua)

Orchi, elfi, blog e ingegneri

La mia dipendenza da blog sta diventando preoccupante: ieri sera ero al cinema a vedere Ilsignoredeglianelli2 e durante la spaventosa battaglia tra orchi ed elfi non riuscivo a distogliere il pensiero dal mio blog, poverino, che era a casa da solo. Nell’intervallo volevo telefonargli per sapere se stava bene e per dirgli di non piangere, però avevo il dubbio che lui non fosse capace di rispondere al telefono.

Vita reale: il mio nuovo capo, l’ing. Y, deve aver letto anche lui il manuale Come Motivare i Dipendenti: ogni volta che passa davanti alla mia scrivania sorride, saluta e mi chiede come sto. L’ing. Y è invero un uomo malvagio.

Drinnnnn

Drinnnn! Ore 6.15 del mattino, dal letto sento che squilla il telefono nel mio salotto (anche se salotto forse è un termine un po’ forte, diciamo che che si tratta di quella stanza che non è la cucina, non è il bagno e non è nemmeno dove dormo, quindi immagino sia il salotto. Ma torniamo all’alba del telefono furioso). Mentre mi alzo dal letto, auguro svariati malesseri intestinali al chiamante chiunque egli sia. Alzo la cornetta, da cui esce una voce stridula e maschile:

– Chi parla?
– Sono io!
– Io chi, mi scusi?
– Io! il Direttore Marketing del tuo blog!
– Ommerda. Ancora?
– Silenzio! Voglio un post per addetti ai lavori! Devi entrare nel giro!
– Senti, facciamo così, tu mi lasci andare a dormire, e io giuro sulla vita tua e della tua famigl…
– No! Giura su una cosa a cui tieni. Giura sull’anima di Ella Fizgerald!
(orrore) – No, Ella no!

(continua?)

Il direttore marketing del mio blog

Anno domini 2003. Poiché il mio blog ha superato i 10 visitatori giornalieri, su consiglio di alcuni amici ho deciso di assumere un Direttore Marketing. Dicono che dovrò pagargli un generoso stipendio, ma costui potrebbe aiutarmi a rendere fruttifera l’esperienza del blog. Ho molte perplessità, però il fatto che io mi trovi a pochi passi dall’abisso della disoccupazione finisce per convincermi a questa disperata avventura.

Il tizio si presenta in casa mia, in giacca e cravatta, abbronzatissimo: è sulla porta, non ha ancora aperto bocca e mi sta già antipatico.
Entra, critica il mio arredamento e la musica che esce dall’impianto stereo: “Ma cosa fai, che robaccia ascolti? Sei fuori dal tempo, ma non ce l’hai qualcosa di alternative? E poi, questa sarebbe una casa? Cos’è, 5 metri quadri? E perché ti vesti così, sei un hippy?”

Inizia subito a esporre le sue teorie: innanzitutto sentenzia che ci vuole un logo: “Questo è branding!” esclama trionfante. E approfondisce con uno sproloquio di innovazioni:

1. “Innazittutto la grafica fa vomitare, è troppo leggera, bisognerà incaricare un designer americano di prepararne una nuova. Sono già in contatto con artista di mia fiducia. Ah, e poi manca il payoff”.

2. “I link ad altri blog devono essere a pagamento: tutti i blogger che sono stati linkati prima di oggi riceveranno regolare fattura entro 15 gg.; maggiorazione del 300% per quelli linkati nel post quotidiano, d’ora in avanti”.

3. “In testa al blog ci mettiamo un bel banner pubblicitario di un casinò on line”.

4. “L’accesso all’archivio dei post vecchi diventerà a pagamento”.

5. “Il blog delle foto va trasformato: basta con le tue vacanze, chi se ne frega delle tue vacanze, deve diventare una grande galleria con immagini di donne in costumi discinti. Via tutto quel bianco e nero che fa solo tristezza”.

6. “All’apertura del blog sullo schermo si spalancherà un enorme finestra pop up con advertising animato e sonoro. Finestra che si sposterà seguendo il puntatore del mouse finché non verrà cliccata”.

7. “Tutti i visitatori saranno obbligati a rilasciare email, indirizzo postale, numero di telefono di casa, dell’ufficio, del cellulare proprio e di quello di tutti i parenti, dati della carta di credito, pin, eccetera”.

8. “I testi dei post vanno venduti! Un call center telefonerà a tutte le redazioni d’Italia proponendo l’acquisto dei post tuoi, e già che ci siamo anche di quelli dei blog competitor (sic), che possiamo copiare, tanto loro non sono mica coperti dal copyright”.

8bis. “A supporto della commercializzazione dei favolosi servizi offerti dalla PersonalitàConfusa Corporation, introdurremo una strategia di spamming a tutti gli indirizzi email dell’universo, senza la possibilità di essere rimossi dalla mailing list”.

9. “Stop a questo tormentone che scrivere sul blog è una terapia della tua anima. Balle! L’anima non esiste e il blog deve diventare una macchina che sputa quattrini, punto”.

10. “Farsi pagare da case discografiche ed editori per citare i libri che leggi e la musica che ascolti, anche se a me quella musica lì fa schifo. Lo stesso vale per i cibi che mangi e così via”.

11. “Riempire la pagina di pubblicità”.

12. “Far pagare 2 euro a chi vuole commentare un post; tessera annuale ricaricabile ConfusaCard a 1.000 € per poter inserire commenti in modalità flat”.

13. “Commercializzazione dell’unico antivirus che debelli il malware che si installerà automaticamente sul computer del visitatore appena accede al tuo blog”.

14. “Creazione della versione instantanea via messaggistica: ci penso io, conosco tutti in TIM”
[inciso: lui non dice “la TIM” ma solo “TIM”, senza articolo, come se TIM fosse una persona: è una strana regola di grammatical-makerting che vale solo per i sostantivi che indicano (a) aziende che fatturano più di 100 triliardi – nessun manager direbbe mai “conosco tutti in F.lli Papagna Elettrauto!”, anche perché non se ne vanterebbe – e (b) quando l’azienda è quella per cui si lavora… vabbe’, torniamo al business].
E qui lui inizia a ciarlare della quotazione in borsa della PersonalitàConfusa SpA, prevista per il 2007, dell’acquisizione di altri blog (“A giugno lanceremo l’OPA su MondoInvisibile.blogspot.com!”) e quindi di altre società. Nel suo progetto c’è persino un tentativo di scalata alla Apple nel 2046. Poi tira fuori dei grafici e straparla di business plan, public relations, budget, sales, ROI, trading, redemption, marketing mix, management, opportunity… Finché sbotto:

– A parte il fatto che tutte le cose che dici sono irrealizzabili senza un investimento iniziale di tonnellate di milioni, e io non ho una lira, ma a parte questo…
– Bè, potresti aprire un mutuo, conosco una banca che…
– …a parte questo: hai rotto i coglioni.
– Prego?
– Vattene. Esci da casa mia prima che…
– Ma sei fuori di testa? Io sono la tua salvezza, io ti farò fare un sacco di soldi! O preferisci restare tutta la vita nel tuo ufficio del cavolo a fare la fame?
– Tu adesso esci di qui o chiamo i carabinieri. Anzi, la nettezza urbana.
– Non respingermi! (aiuto, ora lui sembra invasato, il suo viso si trasfigura come Linda Blair nell’Esorcista) Io sono l’uomo del business!
– Appunto!
– E comunque mi devi 1.000 euro solo per la consulenza.
– Vattene prima che ti strangoli con la tua cravatta.

Stenografia di una conversazione avec la collega dirimpettaia

Terapia d’urto: continuo a scrivere corbellerie qua sopra, per curarmi (pare che scrivere faccia bene, chissà se è vero).
Gli unici che si lamentano del mio nuovo hobby, che è anche la mia terapia, sono i miei colleghi, i quali si domandano cosa faccia in silenzio con le mani danzanti sulla tastiera per ore. Loro sono totalmente esclusi da questa cosa dei blog, non sanno nemmeno che i blog esistano, e anche se lo sapessero, non ne capirebbero il funzionamento.

Ecco, si avvicina la collega dirimpettaia. Trentenne, laureata, nubile, parrucchiere ogni settimana, aperitivi al Gattopardo (il locale più frequentato da scemi della città). In ufficio, se il mio hobby è il blog, il suo è mandare 800 messaggi al giorno al nuovo fidanzato. Il quale però, quando va allo stadio, è pure cornuto, poverino. E non lo sa. Non lo conosco ma un giorno dovrò trovare il modo di avvertirlo, ad esempio con una lettera anonima scritta coi ritagli di giornale:

 

Stai CON una scema E 6 pure becco

 

Per attaccare discorso la dirimpettaia mi pone il quesito più brillante che le passa per la testolina ben pettinata. Da ora scrivo in diretta, in questo istante, il dialogo.

– Ma tu hai visto ieri sera il film con Giooorg Cluneiiii?

– Quello dello spumante?

– Cheeee???

– Dico, George Clooney, quello che per andare alle feste deve portarsi lo spumante altrimenti non lo fanno entrare (riferimento colto alla pubblicità tv, No martini no party).

(lei mi guarda, aggrotta la fronte, poi si illumina: ha capito) – Aaaaaaaaaaahsssssì! Lo spot! Nomartininopartiiii!!! Cheeee fico, neh?

Neh?

– Ma si può sapere cosa stai scrivendo? La tua autobiografia?

– Sì, direi di sì. Più o meno.

– Uuuuuuuuuh dai-dai-dai-dai!! Fammmmmela leggere, dddddaaaiii!!

– Senti…

– Edddaiiiii!!!!

– Ma una padellata di cazzi tuoi, fritti, non te la vuoi fare?

– Uffaaaa, sei sempre cosssssssì volgare!

E si allontana. Meno male.

Forse ho esagerato. Non so come mi vengano queste oscenità, sparate in faccia a un essere innocente e privo di intelletto.

Impietoso raffronto fra i libri a mille lire

Martedì sera. Prima chiacchiero con Antonio “Zop” Zoppetti e di palo in frasca passiamo a discutere dell’idea di pubblicare i blog su carta, e quindi dei gloriosi tempi in cui esistevano i libri a 1000 lire (li dovettero togliere dalle classifiche perché vendevano troppo, adesso non esistono più, vai a capire).

Ricordando alcuni titoli, Z. cita il favoloso Elogio della Mosca di Luciano da Samosata (uno di quei sofisti del I sec. che per allenarsi in oratoria componevano elogi sui temi inelogiabili, come, appunto, la mosca), e il delirante 101 cose da evitare a un funerale di un giovane Luttazzi (“Presentarsi vestito da Elvis”; “Chinarsi sul cadavere e disegnargli gli occhi sulle palpebre chiuse”). Io gli rammento i libretti di Stampa Alternativa che raccoglievano le frasi incise sui cessi delle stazioni e quelle trovate sulle schede elettorali annullate o sulle banconote da, appunto, millelire.

Un altro librettino di Stampa Alternativa che mi viene in mente è l’antologia incensurata delle trascrizioni delle telefonate a Radio Radicale. Anni fa, per protestare contro la cronica mancanza di fondi, la radio aveva deciso di mandare in onda 24 ore al giorno, ininterrottamente, tutto ciò che veniva registrato sulle sue segreterie telefoniche. Qualsiasi cosa, senza nessun filtro. Pur di riascoltarsi alla radio, migliaia di italiani telefonorano alle segreterie. A parte qualche sprazzo di geniale follia, dall’esperimento venne fuori un quadro antropologico disastroso. Gli italiani telefonavano solo per registrare bestemmie, insulti, parolacce, apologie del fascismo. Una nazione razzista, ignorante, cretina, mandata in onda in tutto il suo lordume. Un mostro.

Capodanno al cinema

La mattina del 31 dicembre, in preda alla follia, disdico la mia presenza alle tre feste di cui avevo già accettato incautamente gli inviti. Peraltro, almeno nella mia esperienza, le lenticchie a capodanno portano scalogna anzichè soldi.
Si va al cinema, alle 22.30, a vedere il nuovo film del grande Aki Kaurismaki, nientemeno, roba per noi pezzenti snob, che adesso ci permettiamo persino di fare ostruzionismo contro l’industria degli spumanti e quella dei petardi. Il film finirà poco dopo mezzanotte: giusto in tempo per perdersi l’imbarazzo del brindisi.