Lo sciopero di Natale

Attenzione, fermate tutto perché di quella roba del 25 dicembre prossimo non se ne fa nulla, è stato indetto uno sciopero generale delle statuine del presepe: pastorelli, pecorai, contadini, re magi e cammelli si asterranno dal lavoro a partire dalle 6 del mattino sino alla mezzanotte. I piccoli manifestanti intendono scendere in piazza e ostacolare le normali operazioni di festeggiamento del natale sabotando le riunioni familiari con ogni mezzo. Ogni mezzo, compresa la forza.

La protesta infatti prevede sit-in, cortei e il blocco della circolazione automobilistica dei parenti che si recano a pranzo dai nonni o dagli zii. Gruppi più estremisti come i sangiuseppi autonomi e gli asini insurrezionalisti hanno già annunciato forme di contestazione ancora più violente – e pare che gli asini siano pure armati.

Aderiscono alla lotta anche gli abeti finti, le stelle comete di plastica, le lucine intermittenti, tutte le luminarie da strada e i babbi natali di pezza che si arrampicano alle finestre.
E non è tutto: per il 31 dicembre, una nuova agitazione è stata proclamata dal sindacato dei mortaretti e da quello dei cotechini con le lenticchie: queste ultime, particolarmente agguerrite, si dicono pronte anche allo scontro fisico con le forze dell’ordine.

Questa sì che è una notizia

Buone notizie: stamattina, approfittando dello sciopero dei giornalisti e tra lo stupore dei presenti, il papa si è autoincoronato Imperatore dell’Universo.

Al termine di una messa cantata di sei ore, il santo padre ha dichiarato solennemente che d’ora in avanti al mondo esisterà una sola nazione, la sua, e il resto non conta un fico un secco.

Ma soprattutto: alla cerimonia di investitura c’era Dio in persona, seduto in prima fila tra Gesù e la Madonna, elegantissima. Le tre divinità si sono complimentate in pubblico con il nuovo padrone del pianeta. Poi hanno firmato alcuni autografi e sono andati tutti a pranzo in un ristorante del centro. Pare che Dio, al momento del conto, abbia detto al ristoratore che gli dei non pagano.

Il papa ha anche svelato che il Vaticano possiede la bomba atomica, e la possiede dal II secolo. I suoi predecessori stavano per usarla contro i Romani, alle Crociate, contro il Piemonte dopo la breccia di Porta Pia e come fuoco d’artificio per i festeggiamenti al giubileo del 2000, ma poi hanno pensato che fosse uno spreco.

Tutto ciò è stato appunto illustrato durante una conferenza stampa andata ahinoi deserta per via dello sciopero: un vero peccato, perché, per la prima volta nella storia, all’incontro con i media era presente anche Dio, sponsor ufficiale dell’evento. Tra l’altro, il papa ha avuto modo di dimostrare che Dio esiste (“Vedete che esiste? Eccolo lì.”), che l’uomo in realtà non discende dalle scimmie ma da Adamo, e che, al contrario di quanto si è soliti credere, il Sole gira intorno alla Terra, la quale è piatta e finisce poche miglia al largo del Portogallo. E comunque da adesso è tutta roba sua.

Il clamoroso annuncio ha colto di sorpresa i governatori degli altri paesi, che sono stati subito arrestati dai soldati pontifici, moltiplicati con un miracolo dall’alleato Gesù. Stormi di arcangeli armati sorvolano le capitali del globo, pronti a sedare ogni tentativo di rivolta. Il papa stesso da oggi vola ed è immortale.
Un vero peccato che televisioni e giornali non possano raccontare la giornata più importante di tutti i tempi. Per fortuna ci siamo noi di questo blog, e a quanto pare, per una volta, siamo primi a dare la notizia. Che scoop, ragazzi, che scoop.

Il vicino di casa

Ci mancherà, qui nel condominio, il vicino di casa, quello dell’appartamento di fianco al mio.

Era un tipo assai mattiniero, appassionato di bricolage. In particolare si dilettava nell’utilizzo del trapano a ore antelucane, ma solo il sabato e la domenica. Questo peraltro non gli impediva, nei martedì e nei mercoledì, di organizzare, in casa, fragorose feste che si protraevano sino all’alba.

Un uomo allegro, pieno di vita, ma anche di amore per il prossimo, e per le cose: ad esempio amava la sua moto, parcheggiata ogni sera di traverso sul passo carraio. E amava il suo cane, un lupo enorme che lui stesso aveva addestrato a far la cacca soltanto sui marciapiedi e a mordere i bambini quando tentavano di carezzarlo.

Era, codesto vicino di casa, un giovinastro che sapeva esser maleducato (sì sa, son ragazzi, li si perdona volentieri) ma a volte anche socievole, simpatico. Un gran conversatore: quando ti incontrava nel cortile si fermava sempre per parlarti, lungamente e con dovizia di particolari. di argomenti interessantissimi quali se stesso, il suo lavoro, o il suo fuoristrada nuovo. Sì, oltre che gioviale era pure ricco di famiglia, beato lui.

Sì, ci mancherà.
E no, non ha traslocato. È finito all’ospedale. Due mesi di convalescenza. Ieri sera una banda di ignoti incappucciati lo ha riempito di schiaffi e di calci in culo, proprio nell’androne sotto casa. Chissà come avranno fatto ad entrare. Forse eran ladri, che però non gli hanno rubato niente. Che tempi, signora mia, che tempi.

Nuovi modi di festeggiare il compleanno di Gesù

Ciao, amici, sono Gesù. Ho una notizia importante per l’umanità e questo sito è stato sorteggiato tra sei miliardi di diversi mezzi di comunicazione esistenti per darla. Sì, lo so, avrei potuto fare una conferenza stampa in mondovisione e, in termini messianici, il risultato sarebbe stato senz’altro più valido, ma a me la tivù non piace, e poi, come l’altra volta, preferisco manifestarmi in luoghi umili e fatiscenti, come questo.

Dicevo: come forse saprete, fra pochi giorni sarà il mio compleanno. Grazie. Sì, duemila e rotti anni, e non li dimostro. Ma lasciatemi finire: il mio compleanno, stavolta, vorrei celebrarlo in maniera diversa. Sono stufo marcio dei soliti natali che ho visto in questi ultimi secoli. Così non va. Innanzitutto, il natale è l’unico compleanno in cui il festeggiato è assente. Vi pare bello? A voi piacerebbe che i vostri amici organizzassero la vostra festa di compleanno ma senza invitarvi? Vi sembra una cosa normale? No, nemmeno a me.

Inoltre: non capisco tutta l’attenzione per il tizio con la giacca, il cappello e i pantaloni rossi che da parecchie edizioni è diventato il vero protagonista della mia festa. Cosa c’entra, quello lì? È il mio compleanno, mica il suo! E poi, perché si veste così? È scemo?

E infine: vedo che da molto tempo avete preso l’abitudine di farvi regali tra voi. Fate regali a cani e porci: familiari, amici, colleghi, compagni di scuola, zie, nipoti, cognate. Scusate se mi intrometto, ma: e io? È il mio compleanno, non il loro. I regali dovreste darli a me. Tutti. Si è mai vista una festa di compleanno dove gli invitati arrivano, si scambiano i regali tra di loro e al padrone di casa invece non portano un bel niente?

E quindi: d’ora in avanti e sino all’eternità, il giorno della mia nascita verrà commemorato in altro modo. Niente cenoni e ritrovi fra di voi, niente alberelli con le luci. Nella data che sapete, l’intera popolazione cristiana del vostro pianeta (ma se lo desiderano possono partecipare anche gli atei) dovrà presentarsi nel deserto del Sinai. Il posto è assai spazioso ove dovremmo starci tutti, almeno in piedi. Lì voglio una grande torta, una crostata di alcuni chilometri quadri, in modo che sopra possano starci le oltre duemila candeline che io in persona spegnerò mentre voi terrestri, tutti assieme, in coro, mi canterete “Tanti auguri a te”. E dopo che avrò soffiato sulle candele, voi mi applaudirete e mi direte bravo.

Mi raccomando, i regali dovete farli a me. A me e basta. Poi fra di voi arrangiatevi come vi pare, ma negli altri giorni dell’anno, e a casa vostra.

Ah, portate da bere, e se volete delle patatine, o altro da mangiare. La musica però la scelgo io.