Mi hanno prestato un cane

Dunque certa gente che conosco va in vacanza e mi chiede di tenerle il cane. Il cane è un bracco di piccola taglia, femmina, razza beagle (forse la preferita dai vivisezionatori) e si chiama Tea. È scatenata. Quando io sono a tavola, il cane Tea si arrampica sul tavolo e mi mangia gli spaghetti dal piatto. Torno a casa con la spesa e il cane Tea subito si alza sulle zampe posteriori, infila la testa nei sacchetti e addenta il salamino da 2 euro che ho comprato per me.

Di notte porto il cane Tea fuori per pisciare, perché ieri me la ha già fatta due volte in salotto. E subito il cane Tea si mette a fraternizzare con un suo simile. Curioso il modo di darsi la buonasera tra cani: invece di stringersi la mano si annusano reciprocamente il sedere.

Mentre i due animali fanno conoscenza, mi si avvicina la più grave seccatura che i-portatori-a-passeggio-di-cani possano incontrare: un altro portatore-a-passeggio-di-cani che vuole a sua volta fraternizzare. E meno male che non vuole annusarmi il sedere.

Costui è un signore sui 60 anni, elegante e loquace. Ha tanta voglia di parlare, e io no. Mi chiede come si chiama la bestiola, quanti anni ha, se morde, se è sterilizzata, se abbaia di notte. Io taglio corto: “Guardi che questo cane non è mio, me lo hanno prestato”. Lui prosegue imperterrito con le sue lezioni di cinofilia. Ed è in quel momento che il cane Tea con le zampe anteriori cinge la gamba del signore e prende a muovere il bacino come se volesse sodomizzare il polpaccio. Dicono che sia il comportamento in uso tra alcuni cani per mettere in soggezione gli umani, per comunicargli il proprio disprezzo.

Il tizio si divincola, ma il cane Tea non vuole staccarsi. Quasi un quarto d’ora per separare cane e signore berciante che lancia in aria biscotti per allontanarlo.

Q_intostato (post solo per addetti ai lavori)

Dopo il doppio di Luca Sofri, nasce qINTOSTATO, il nuovo clone per gli addetti ai lavori. Mi sa che stavolta ce menano.

Aggiornamento: non ci hanno menati, ma quasi. Il signor Quintostato (quello vero) ci ha scritto, e il tono non pare troppo amichevole: “Con la vostra bravata, che non mi è per niente piaciuta, visto che si tratta di satira di pessima qualità, avete creato delle grane legali non indifferenti. Forse ignorate che Quinto Stato è una testata registrata in tribunale e, in quanto tale, soggetta alla regolamentazioni della FNSI, che richiedono l’autenticità del marchio e soprattutto della testata! Ora, non mi interessa la vostra satira e quallo che fate, ma vi chiedo cortesemente di rimuovere il logo della testata e soprattutto di cambiarne la url. Chiamatela intostato, sestostato, come meglio pare a voi, ma non quintostato.splinder.it, perché così si originano davvero dei problemi che potrebbero essere sgradevoli per tutti.”

Cerchiamoci un avvocato.

Anna Masera ci sarai tu

Un blogger crudele di nome Manteblog va in giro a dire che io in realtà sarei tale Anna Masera. Ma magari. Lavorerei per un giornale e sicuramente guadagnerei il quadruplo del mio attuale stipendio, o ancora di più. Invece sono sempre in un ufficio di impiegati rincoglioniti a tirar la lima. Oltre al danno, le beffe.

Aggiornamento: chiamata in causa, Masera in persona è intervenuta nei commenti qui sotto per smentire. La ringrazio. Ho controllato gli indirizzi IP: il mio e quello di Anna Masera sono diversi.

 

La nuova sales strategy del Direttore Marketing

Fuori dal lavoro, il Direttore Marketing del mio blog è un uomo dagli interessi molto singolari: il calcio, la formula 1 e le prostitute. Ma anche sul lavoro si diverte. Stamattina, mentre facevo colazione, lui si materializza in casa mia, abbronzato come un cretino, in testa una colata di gel, in tasca 3 cellulari che squillano assieme e si cantano le melodie tra di loro. Ridacchia sventolando Il Sole 24 Ore. Non lo ha mai aperto, lo compra solo per nasconderci dentro la Gazzetta dello Sport, ma lo ostenta come se fosse un attestato di merito. Sgrana il suo sorriso a 75 denti e saluta con la sua solita domanda:

– News?

Per tutta risposta gli arriva un calcio nei coglioni, forte, che lo piega in due. Rantola qualcosa accasciato al suolo.

– Ma piantala, non sei credibile. Non esisti, quindi non puoi esserti fatto male.

– Venivo appunto per sviluppare un nuovo concept rivoluzionario. È proprio questo l’item: vendiamo! Vendiamo cose!

– Eh?

– Basta con le pageviews! Diamoci nuovi obiettivi! Vendiamo una campaign di promotion di libri scritti da blogger, vendiamo conference tenute da blogger, o blog scritti di blogger. Noi qui abbiamo un’utenza profilata e targetizzata: i nostri lettori sono i loro prospect, i loro potenziali clienti. Vendiamo pubblicità, vendiamo banner a caratteri cubitali, cose così!.

– Complimenti, davvero un’idea originale. Io adesso ti strozzo, pezzo di deficiente.

– Aspetta! Possiamo applicare una policy di discount, e includere nel package il database degli email address  dei blogger con cui ti scrivi! Così offriamo un full service molto appealing: il cliente potrà fare spamming sui tuoi amici blogger e conquistarsi una vision sul blog market share.

– Bastaaaaaaaaa!

– Lasci che ti mostri alcune slide del mio sales planning…

(continua)

Vendesi numero di telefono privato di Selvaggia Lucarelli

Regà, con ‘sti blog voglio fare qualche lira anche io.Vendo il numero di cellulare privato di Selvaggia! Non scherzo. GIURO che ce l’ho veramente, me lo ha dato lei tempo fa in un momento di sconforto, era stata appena stata scartata a un provino per il ruolo di comparsa nell’ultimo spettacolo teatrale di Eva Grimaldi. A quell’epoca non credeva che pochi mesi dopo, grazie ai blog, sarebbe diventata famosa (Selvaggia, non la Grimaldi).

Fanatici di Selvaggia, COMPRATE il suo numero di cellulare! Potrete chiamarla di notte per ansimarle alla cornetta, o mandarle gli SMS zozzi. E se vi sta antipatica, potrete scrivere il di lei numero sulle porte dei gabinetti degli autogrill!

Vendo anche email personali di Selvaggia in cui io e lei parliamo del più e del meno. Selvaggia scusa ma ho le rate del mutuo cinquantennale in scadenza e l’Enel che non mi fa più credito, in qualche modo, devo campare pure io.