Quando ti ritrovi il bricco del latte sulla mensola del bagno e delle bucce di mandarino fra le lenzuola, forse vuol dire che ti sta succedendo qualcosa di strano. Guardi dalla finestra e nel parcheggio il portinaio e sua moglie giocano a moscacieca. Allora scendi, cerchi la loro automobile e con la punta dell’ombrello sul cofano incidi in braille la poesia che hai imparato a memoria tanti anni fa, alle elementari. Il portinaio è sorpreso, sua moglie anche. Poi si avvicinano alla tua, di automobile.
Al bar-tabacchi di via XXX stai comprando le vigorsol e la signora ha un’aria stanca quando ti chiede sei hai 50 euro. Ma tu non li hai, i 50 euro, anzi non hai proprio niente, e il portafogli contiene solo biglietti dell’autobus usati e scontrini sbiaditi, e allora le chiedi se puoi pagare con la carta di credito. E lei ti guarda in silenzio, mentre i marziani in piedi sul tavolo da biliardo stanno cantando la messa in latino.
Sì, ora dovresti riposare, è stata una notte insolita, tutta la notte in salotto ad ascoltare la radio e costruire questa grande riproduzione tridimensionale della Piramide di Micerino con alghe, sabbia e fogli bagnati. Fogli con i buchi, a quadretti piccoli. Meno male che la donna verniciata di marrone e l’omino di sughero ti hanno aiutato, però dopo questa fatica l’omino di sughero ha chiesto un fiammifero e dato fuoco a tutto. Un tipo bizzaro, questo omino: indossa scarpe a punta e porta campanelli alle orecchie. Rideva, mentre lo prendevi a calci per le scale.
Un giorno potresti portarmi con te sul treno intercontinentale: ce ne staremmo chiusi nello scompartimento con le tendine abbassate per non lasciar entrare nessuno. Oppure a casa tua per realizzare allegre statuine zoomorfe con il bianco del salame, tenerle in frigo di notte e la mattina dopo andare a venderle su una bancarella al mercatino, in una domenica di sole.