Prove certe dell’esistenza degli extraterrestri


Amici, anche oggi siamo in possesso di un’esclusiva sensazionale, un’altra scoperta da edizione straordinaria. La notizia del millennio. Fonte confidenziali ma sicure che preferiscono restare anonime ci hanno rivelato quanto segue. Sedetevi perché è un vero scoop: gli extraterrestri esistono. Non ci sono dubbi. Di più: l’universo è pieno zeppo di pianeta popolati da varie forme di vita. Eccone alcuni esempi:

– su Tkwtyp3 prospera una razza di molluschi muti, simili alle nostre vongole; non parlano, pensano poco, non si muovono, esistono da 5 miliardi di anni ma si sono rifiutate in maniera categorica di evolversi in qualcos’altro;

– su UyqZ6510 non c’è quasi niente, ma l’anno scorso vicino a un sasso sono cresciute spontaneamente alcuni mazzetti di margherite;

– la superficie di Lwcm500 è completamente ricoperta di funghi porcini, vivi, vegeti e buonissimi, che però nessuno mangerà mai. 

Si obietterà: ma porca miseria, e gli extraterrestri con i dischi volanti e le astronavi per venirci a trovare, come ce lo siamo sempre immaginati noi nei film di fantascienza? Ci spiace ma erano tutte balle: gli extraterrestri esistono, certo, ma le astronavi no. Solo noi umani siamo così pirla di pensare di andare in giro coi razzi ad inquinare, gli altri se ne stanno a casa a farsi i fatti loro. Se ne fottono. E anche se i nostri vicini più prossimi, i funghi porcini di Lwcm500, un giorno cambiassero idea e divenissero capaci di costruire un’astronave (ancora ci sfugge come dei funghi porcini possano progettare e costruire un’astronave o anche solo avvitarle un bullone, ma supponiamo, che impegnandosi molto, alla fine ci riescano) ebbene neppure in quel caso essi potrebbero raggiungerci né fare la nostra conoscenza visto che il loro mondo dista ottocento quadrilioni di anni luce dal nostro. Anche andando parecchio veloce, non arriverebbero mai.

Tuttavia, vi è una lodevole eccezione. una civiltà aliena straordinariamente progredita, con cui presto potremo entrare in contatto: su Hshm305 prospera una specie di animali del tutto simili a noi nell’aspetto, ma di noi molto molto più intelligenti.

Si tratta di umanoidi con poteri paranormali: pur sprovvisti di ali sono capaci di volare, e non conoscono il dolore fisico.Hanno imparato a camminare sui fluidi e a simulare un sonno che dura giorni, identico alla morte. Si spostano ovunque nell’Universo con la sola forza del pensiero. Possono materializzarsi ovunque vogliano.

Secoli fa uno di loro, figlio di un ricco industriale del luogo, fu incaricato di visitare la Terra per caricare nuovi schiavi che avrebbero poi lavorato nelle miniere del genitore.

Questo esploratore alieno si teletrasportò sul nostro pianeta, e dopo un paio di errori (una volta finì nella taiga deserta, un’altra precipitò in mare) atterrò in una zona che più o meno corrisponde all’attuale Asia occidentale. Qui il giovane imbonitore tentò di convincere alcuni indigeni a seguirlo in cielo (“il padre mio che è nei cieli” ripeteva sempre). Nella selezione del personale prediligeva i meno abbienti, più adatti alla manodopera (non è facile “che un ricco entri nel regno dei cieli”, sosteneva). Con enorme fatica, raccolse un piccolo gruppo di nativi disposti a dargli credito.

Purtroppo lui stesso ero uso dichiarare che prima o poi comunque l’intera umanità si sarebbe dovuta trasferire in massa su Hshm305 – o nel regno dei cieli, come diceva lui per farsi capire – alle dipendenze del babbo, e questo discorso non piacque: lo arrestarono e condannarono a morte. Lui, stremato da quella missione disastrosa e dalla stupidità umana, finse di morire, come sapevano fare quelli della sua razza. Poi, una volta tumulato e rimasto solo, volò via e rientrò alla base, sul suo pianeta.

Ma non c’è di che preoccuparsi: presto ci sarà un nuovo incontro con quel popolo alieno. Su Hshm305 stanno pianificando un’invasione di massa. Questa volta non manderanno un solo esploratore, ma un esercito di miliardi di soldati, armati e feroci, addestrati per tornare e rapirci tutti. Con le buone o con le cattive.


Sul leggere libri gratis nei supermercati

Ma sono davvero l’unico che al supermarket di sera o di sabato – quando un sacco di altra gente ha avuto la stessa malaugurata idea – risolve il problema dei tempi morti in coda alla cassa (o al banco dei salumi (quello con i bigliettini numerati, loro stanno servendo il 3 e tu hai il 700, ossia ore di coda per farsi tagliare sottile sottile un mezz’etto di mortadella)  risolve il problema dei tempi morti in attesa leggendosi un romanzo sottratto al reparto di libri, e selezionato con cura tra tutto il ciarpame colà in mostra, per poi abbandonarlo di nascosto proprio nei ripiani a fianco delle casse senza comprarlo?

Idee inedite per organizzatori dell’altrui tempo libero

In quest’epoca di attività frenetica, di eventi e di iniziative, mi onoro di suggerire alcune idee inedite a organizzatori dell’altrui tempo libero:

La conferenza muta

Il rischio di convegni e dotte conferenze, si sa, è che il pubblico non riesca a seguire il filo del discorso, non riesca a capire ciò di cui si parla. Nella conferenza muta, invece, questo pericolo viene rimosso a priori. Funziona così: gli oratori, anche numerosi, salgono sul palco e vengono applauditi. Si piazzano davanti ai microfoni, salutano e poi se ne stanno lì, zitti. Per ore e ore, a guardare il soffitto. Se in platea qualche sciagurato osa fiatare o protestare – sssst! – è subito redarguito dalle maschere o dai vicini.
Al termine, uno dei conferenzieri invita il pubblico a porre domande, ma nessuno si sente autorizzato a farsi avanti. L’assemblea viene sciolta tra nuovi applausi di ringraziamento per tutto ciò che non è stato detto.


La mostra di quadri al buio

Una mostra di pitture esposte in una sala nel buio più totale, così il fruitore non deve più logorarsi nello sforzo di decidere se l’opera che sta guardando gli piaccia o meno – infatti, non vede un accidente – né in quello di commentarla in maniera appropriata. Egli sarà tuttavia impegnato in altre svaghi quali evitare di perdersi, di finire a sbattere contro i muri, di inciampare addosso ad altri visitatori, eccetera. Le fotografie alle opere sono ammesse, ma senza flash.


Il ristorante senza cucina

Un ristorante perfetto, con tutti gli elementi del caso: tavoli apparecchiati, persone sedute, camerieri. Però, manca l’azione specifica: qui non si cucina, e quindi non si mangia. I clienti se ne stanno lì, digiuni, per un’ora o più, e nessuno gli porta niente, neppure il menù (che peraltro non esiste, perché non serve a nulla). Tutto questo ci sottrae all’imbarazzo nelle scelte delle pietanze e alla fatica di armeggiare con le posate secondo le regole del galateo. E in più, aiuta a dimagrire. In assenza del cibo i commensali possono così occuparsi d’altro: parlare tra loro, alzarsi per andare alle toilette, fingere di aspettare; il cameriere è presente, ma li ignora, e solo al termine del non-pasto si presenterà loro con il conto. Che è onesto, va riconosciuto: si paga il coperto e basta.

(continua?)

Diretta in mondovisione dal confine dell’universo

– Cari amici, un attimo di attenzione per favore: state per assistere al più grande evento mediatico di tutti i tempi. Della storia. Di tutta l’eternità. Sì, amici, il nostro reporter, il nostro blogger, sta realizzando un servizio da molto molto più lontano. Reporter, ci senti?

– Ehm. Sì.

– Reporter, vuoi dire ai nostri spettatori telematici dove ti trovi?

– Sono di fronte al confine estremo dell’Universo, a circa 100×10.000²²²²²²² decatriliardi di anni luce dalla Terra.

– Stupefacente, amici! Reporter, dicci: come si sta lì?

– Si crepa dal freddo, anzi se per favore possiamo sbrigarci ve ne sarei grato.

– Benissimo, amici! Abbiamo già la più grande notizia di sempre: l’Universo non è infinito come qualcuno di voi poveri illusi sognatori idealisti pensava, bensì finito. Sì, amici esso ha un limite, a un certo punto, paf, bisogna fermarsi. E il nostro reporter è lì, proprio al termine della Realtà. E ora sta per svelarci come diavolo può finire un Universo. Cosa ci sarà dopo? L’empireo? La metafisica? L’antimateria? La sesta dimensione? Dio? Tra poco lo sapremo. Reporter, mi senti?

– Eccomi.

– Reporter, il momento è solenne! Parla: cosa vedi?

– Boh, c’è un muro.

– C-come un muro? Ma che dici, imbecille?

– Un muro. Ohè, ragazzi, qui c’è un muro. E anche abbastanza alto. Col filo spinato e i cocci di bottiglia.

– Ma non è possibile, tutto ‘sto casino e poi lo fanno finire con un muro in mattoni?!

– O di cemento, calcestruzzo, non saprei. Mi spiace ma è così. Ah, aspetta.

– Ecco, lo sapevo! Dunque?

– Aspetta, c’è pure un cartello.

– È straordinario, amici! Tutto ci saremmo aspettati tranne questo: al Termine dell’Universo c’è un cartello! La Natura, l’Assoluto o chi per loro ha voluto lasciare un messaggio per il primo essere vivente che fosse giunto sin lì a decifrarlo! Si tratterà senza dubbio di una rivelazione suprema.! Leggilo, o reporter. Scandisci le parole: l’umanità intera muore dalla curiosità: cosa c’è scritto?

– C’è scritto… C’è scritto “Fine”.

– Cosa?

Fine. Dice solo questo. Fine.

– Pazzesco, ci prendono per il cu.. – scusate amici, sapete com’è, l’emozione. Reporter, guarda meglio, la Fisica non può concludersi in una maniera così cretina, perdìo!

– Aspetta, ho acceso la torcia. Sul muro ci sono altri cartelli.

– Altri messaggi dal Trascendente, amici spettatori: anche alla sua frontiera l’Universo non smette di stupirci. Leggi i cartelli, reporter.

– “Attenti al…”

– Ecco la Risposta, amici! Attenti! Dunque le Leggi del Creato ci vogliono avvisare, dobbiamo stare attenti a qualcosa! Ma cosa?

– “Attenti al… attenti al cane”.

– Al cane. Da non crederci. Altri cartelli ne vedi, reporter? Che dicono?

– “Pa…. Pass…”

– Passa? Passato? L’uscita dal Cosmo è forse un Grande Varco che conduce a ritroso nel Tempo?

– No, dice “Pass… passo car.. carrabile”. Passo carrabile.

– Ma come “Passo carrabile”, reporter? Tutto qui?

– E poi anche: ”Proprietà privata.”

– Reporter, guarda meglio, maledizione.

– E: ”Divieto di sosta”. Ecco, provo a inquadrarlo meglio. Lo vedete?

– Sì, sì, lo vediamo…

– Mi pare sia tutto. Che faccio, adesso? Posso tornare indietro?