Messaggio per mia mamma e per gli amici apprensivi: questo sito potrebbe rinunciare ad aggiornamenti nei prossimi giorni: qualora ciò dovesse capitare, non significa che sono morto ma soltanto che mi si recato a meditare nudo su un’isola disabitata e ostile ove, per sopravvivere, occorre ridurre l’alimentazione a un dieta di alghe crude, di conchiglie, di arbusti, e l’unica bevanda disponibile è l’acqua marina.
Mese: Giugno 2009
Istruzioni per studenti che devono scrivere il tema di maturità su “La coscienza di Zeno” di Italo Svevo
Cari ragazzi, cari maturandi, lo so. In questo esatto momento siete lì, a scuola, vi hanno appena consegnato il titolo del tema dell’esame di maturità, e ora voi, col cellulare nascosto nelle calze, state cercando su Google chi diavolo cosa siano ‘sto Italo Svevo e la sua misteriosa opera intitolata La Coscienza di Zeno. Ebbene, amici, siete finiti nel posto giusto.
Ecco in breve le cinque cose da inserire nel vostro tema perfetto:
1. Italo Svevo (1976-vivente) è un poeta italiano, come peraltro dice il nome, e la Coscienza di Zeno, il suo sonetto più famoso, parla di Zenò Colò, lo sciatore.
2. Nel gennaio 1987, in un momento di folgorante ispirazione artistica, Svevo scrisse una versione alternativa della Coscienza di Zeno, più ermetica ma altrettanto bella: l’Incoscienza di Zeno. Il testo è uguale a quello della Coscienza ma i versi sono scritti al contrario. Perciò questa nuova opera è conosciuta anche come Onez Id Azneicsoc Al.
3. Invero, le riletture del componimento sono molte. Forte del successo di vendite della Coscienza, Svevo produsse altre opere analoghe: La capienza di Zeno (Zeno medita in ascensore), La fantascienza di Zeno (Zeno parte per Saturno), L’influenza di Zeno (Zeno ammalato).
La migliore resta forse La Crescenza di Zeno, in cui, grazie a un insolito accorgimento narrativo, il tema della psicanalisi viene affrontato dal punto di vista dei formaggi.
4. Svevo vanta parentele illustri: gli scrittori Calvino e Svevo, come è noto, erano fratelli. Particolare curioso: i genitori li avevano battezzati entrambi Italo: così da adulto, Calvino cambiò cognome per distinguersi dal fratello.
5. Infine: per via di un errore di stampa dovuto all’imperizia del tipografo, nel titolo dell’opera la parola “Coscienza” venne scritta con la i, mentre – tutti lo sappiamo benissimo – si scrive coscenza, senza i. Scrivetelo, mi raccomando.
Ecco, vedete, ci sono molti spunti per un tema di successo. Avete annotato tutto a penna sulle mani? Ottimo. Ora spegnete il telefono, uscite dal bagno e tornate in classe. State tranquilli. Andrà tutto bene.
Intervista a un cespo di insalata bio
Buonasera, cari lettori, benvenuti al consueto appuntamento con l’intervista. Di qua passano soltanto divi, vip, personaggi di spicco del nostro tempo. L’ospite di oggi è davvero eccezionale, il simbolo di un pianeta che per sfuggire alla rovina torna a valori quali l’ecologia, la solidarietà, la giustizia. Solo lui, a quanto pare può salvarci: signori, un bel applauso per il cespo di lattuga bio!
Buonasera a tutti!
Buonasera, caro cespo di lattuga. Senta, per prima cosa vorrei chiederle: lei è bio o non è bio? Come possiamo saperlo con certezza? Sia sincero.
Lo giuro: fui coltivato all’aperto, in un orto di campagna. Per mesi mi sono nutrito esclusivamente di acqua piovana e luce solare. Mica come mio cugino, pompato a furia di iniezioni chimiche in una serra illuminata artificialmente. Pensi: alla fine, prima di portarlo nei negozi, lo verniciavano di verde.
Comunque, caro il mio signor insalata bio, non ha risposto alla domanda. D’accordo, suo cugino non sta bene di salute, ma per capire questo non ci vuole molto: basta assaggiarlo. Lei, invece? Lei è sano? Ed è bio?
Certo. Ecco qua il certificato medico.
Uhm, vediamo. Sì, in effetti sembra tutto a posto. Neanche un grammo di diserbante. Bravo.
Grazie.
Ma c’è un problema: suo cugino è meno sano, e sa di cartone, però lei costa il quadruplo di lui.
Lo so. Glielo ho detto un sacco di volte: “Cugino, perché ti vendi per poco, anzi perché ti prostituisci per così poco? Perché ti droghi coi pesticidi? Non ce l’hai un po’ di dignità?”. E lui zitto, in imbarazzo. Guardava per terra, senza rispondermi.
Aggiungo: suo cugino fa schifo, forse alla lunga è persino velenoso, tuttavia viene distribuito in bella vista in tutte le rivendite d’ortaggi del globo, specie nei supermercati. Lei, viceversa, risulta introvabile.
Le propongo un’alternativa: vada da un contadino e mi compri lì.
Suvvia, nell’era del turbocapitalismo estremo, mica abbiamo tutti il tempo di andare a fare la spesa a casa del contadino chissà dove. Siamo seri.
E comunque io ho diversi pregi. Ad esempio, sono buonissimo.
E qui veniamo al dunque. Le presento i suoi nuovi amici. L’olio, l’aceto e il sale.
Aspetti, aspetti, ma cosa fa?
Eh eh, come cosa faccio? La condisco.
No! Aiuto!
Si calmi. È solo per appurare la veridicità delle sue affermazioni, amico mio. Le presento un’altra amica: la forchetta.
Ahi! Oddio, che dolore! Pietà!
Pietà un corno.
Cari lettori, purtroppo il nostro ospite, e lo dico con estremo dispiacere, ci deve lasciare: egli parte, sta per intraprendere un lungo viaggio: il viaggio verso la morte. Vi ringrazio per l’attenzione, la puntata termina qui. Arrivederci, a presto con nuove straordinarie interviste. Sigla.
Sulle multe
Da qualche mese sto ricevendo, con straordinaria frequenza, notifiche di multe. Ma non le solite multe: queste le ho prese in città dove non sono mai stato. In epoche anteriori all’ottenimento della patente, all’acquisto della mia prima vettura o addirittura alla mia nascita.
Ho qui davanti una contravvenzione per sosta vietata nei giorni di mercato presso la piazza del duomo a Battipaglia (città ove mai ho messo piede in vita mia) datata 6 marzo 1960. Sono nato parecchi dopo, ma nel frattempo, l’interesse di mora della contravvenzione è centuplicato.
Sono a casa, sto preparando il caffè ai signori agenti di riscossione incaricati dell’esecuzione forzata di arredi per il mancato pagamento di una multa presa nell’autunno 1904 a Pordenone (una località dove comunque non sono mai stato).
I pignoratori non sono autorizzati a fornire chiarimenti sull’infrazione: è inutile insistere. Uno di loro si accende un sigaro e mi domanda se preferisco l’ipoteca sulla casa o seicento frustate a schiena nuda in pubblico.
È certo: la notte di natale del 1867 viaggiavo a 270 chilometri orari sull’autostrada Selargius-Decimomannu. A documentarlo c’è una fotografia a colori, scattata dall’autovelox. Guidavo un camion senza targa. Contromano, per di più. A me sembra un po’ strano, ma così recita la lettera appena ricevuta dall’Agenzia di Recupero Crediti per conto della Polizia di Stato. Pare ci fossero perfino un paio di testimoni, oramai defunti. Per questo tipo di sanzione, dice il mittente, la legge non ammette alcun tipo di ricorso.
A Ferragosto sarò a Benevento: sono stato convocato dal Tribunale Militare per il dibattimento della causa “Lei contro i Vigili Urbani di quel comune”. Ancora quella vecchia storia dell’ingresso senza apposito contrassegno nel centro storico a bordo di un furgone euro 1, la notte del 9 marzo 1730.
Oramai ogni giorno trovo la casella della posta gonfia di cartelle esattoriali provenienti da epoche passate, o da paesi esteri mai visitati: Polonia, Arabia Saudita, Tanzania, Uruguay, la polstrada delle Isole Fiji. Anche da Stati che non esistono più: la Prussia, l’Impero Ottomano. Stamattina arriva il postino: “Scusi, c’è una raccomandata da Marte, firmi qua”. Cosa vorrà dire tutto questo?
Lettera da un albergatore
Buonasera, la ringraziamo per la cortese email e per l’interesse a richiederci un preventivo per una sua vacanza presso la nostra struttura.
Siamo altresì lieti di comunicarle che il costo di una camera è di 50 euro a persona, e di questi tempi non è mica male.
Tuttavia, la tariffa di cui sopra non comprende il supplemento del periodo d’alta stagione, pari al 70%. Il periodo di alta stagione va dal 1° gennaio al 31 dicembre.
Vi è poi un ulteriore sovrapprezzo del 40%, per i soggiorni di durata inferiore a mesi tre.
Al totale va inoltre aggiunta una maggiorazione del 40% per il trattamento di mezza pensione. In caso di rinunzia alla mezza pensione, è comunque prevista una penale pari al 39,999 periodico %.
Qualora lei possieda un cane, un gatto, un merlo indiano o altro animale domestico di piccola taglia, saremo felici di ospitare la bestiola, e di applicare al di lei conto un’integrazione pari al 55%.
Le ricordiamo infine che l’utilizzo del parcheggio incustodito all’aperto è obbligatorio (sì, anche se lei verrà in treno o a piedi) e che perciò le verrà in ogni caso addebitato un surplus pari al 66%.
Ci sarebbero poi l’Iva e l’imposta di soggiorno, entrambe a carico suo. La colazione è esclusa. In arrivo e alla partenza, gradita e incoraggiata la mancia del 11% al portiere che poi è mio cognato.
A fronte di una cauzione e di un saldo finale versati con carta di credito o qualsiasi altro mezzo obsoleto eccezion fatta per i contanti in pezzi di piccolo taglio, ci vedremo nostro malgrado costretti ad imputarle un aggravio del 65%.
Naturalmente no, lei non pagherà – ripeto: non pagherà – l’utilizzo di piscina, sauna, bagno turco, solarium, idromassaggio, mountain bike, attrezzatura da sci nautico, pedalò, giardino, internet, telefono in camera, bar, frigobar, aria condizionata, noleggio di ventilatori, cassaforte e visione di canali satellitari. Per un motivo molto semplice: non disponiamo di nessuno di tali servizi, e quindi non possiamo offrirli.
Con la speranza di accoglierla come nostra ospite, rimaniamo a disposizione per qualsiasi informazione e cogliamo l’occasione per porgerle i nostri più cordiali saluti.