Mese: Marzo 2012

Marina Abramovic è divertente ma non lo sa

Calata sulla contemporaneità, l’arte non deve più cercare l’armonia, e rinunzia a dipingere, scolpire o creare manufatti: preferisce stupire attraverso i gesti. Lo intuisce forse per primo Duchamp quando si fa radere sulla nuca una tonsura a forma di stella, con il plauso della critica. Nel 1971 l’artista Chris Burden dà vita a una curiosa opera d’arte: durante una mostra ordina al suoi assistente di prenderlo a fucilate con una carabina. Ed questi obbedisce, ferendolo a un braccio: l’opera consisteva appunto in questo. Più originale (e poco meno dolorosa) l’idea perfomativa di Vito Acconci: di fronte al pubblico, si spalma…

Appunti sulla profezia autoavverantesi

Brevi annotazioni raccolte al corso serale di ontologia funzionalista. No dai, ma dove andate? Un po’ di pazienza, non bisogna spaventarsi, si tratta di argomento passibile di interesse: la profezia che si si autoavvera, mannaggia a lei. Il fenomeno psicosociologico assai curioso consistente in questo: una previsione, per il solo motivo di esser stata fortemente espressa, alla fine si compie sul serio. A questo meccanismo, scoperto (?) dal professor Robert K. Merton nel 1948, si devono assurdità quali l’andamento delle borse, il successo degli oroscopi, la tragedia Edipo Re di Sofocle, numerose guerre, il raffreddore psicosomatico e svariate altre meraviglie…

Il rinoceronte di Dürer

La vicenda e’ già stata narrata da altri, ne esiste persino una versione zeppa di bugie in un (pessimo) libro di Lawrence Norfolk. Vale la pena di riassumerla brevemente qui. Nel 1515 l’ammiraglio portoghese Alphonso de Albuquerque, di ritorno da un viaggio in India, portò con sé il dono offerto dal Sultano di Khambhat agli invasori: un rinoceronte vivo. Negli ultimi mille anni, anzi sin dall’epoca dei Romani, nessun europeo aveva mai visto di persona un rinoceronte, animale leggendario, reputato inesistente, frutto di fantasie da scrittori di bestiari. Il rinoceronte fu quindi scortato in processione per le strade di Lisbona, tra la folla incredula…

Spedizione notturna intorno alla mia stanza

La mattina del 21 febbraio 1790, a Torino, Xavier de Maistre, nobiluomo appassionato di scherma e voli in mongolfiera, viene arrestato dalla polizia. Non perché la sera prima avesse ucciso a sciabolate un signore che aveva osato sfidarlo a duello – figuriamoci – bensì per aver partecipato al duello stesso, pratica allora come oggi vietata per motivi di ordine pubblico. La pena è mite: 42 giorni di arresti domiciliari nel suo appartamento servito dal domestico e in compagnia del cane. De Maistre si trova quindi costretto a passare questo periodo chiuso in casa. Essendo personaggio dotato di notevole spirito d’intraprendenza, ne approffitta per…