Appello per la rimozione delle statue di Ronald McDonald quando piove

Oggi piove che Dio la manda e il povero Ronald McDonald dell’omonimo fast food in piazzale Cordusio se ne sta seduto sulla panchina all’aperto a prendere l’acqua. Ride da solo come uno scemo e rimane immobile in posa. Tende affettuoso il braccio a cingere qualcuno, un umano che dovrebbe farsi fotografare in quella posa. Qualcuno che però non c’è.

Il poverino da anni si è ridotto a fare il pupazzo, tingersi i capelli di arancione e vestirsi da deficiente per rendere più simpatica l’immagine di una catena di negozi dediti a vendere hamburger ricavati da chissà quali parti di corpo bovino (non oso pensare) tritate e infiocchettate con cetrioli e cipolla.

Che ognuno di noi, liberi un Ronald McDonald di plastica, uno dei suoi tanti sosia sparsi per l’Italia e il mondo. Si sviti il povero Ronald dalla panchina e nottetempo lo si porta di nascosto a casa, dove lo si potrà tenere in salotto assiso su un comodo divano davanti al televisore, o verniciarlo di altri colori per poi mostrarlo agli amici.

Oppure lo si lasci lì dove è, al freddo, ma almeno gli si dia un ombrello.

Dal diario di Heidi666

“cestino di lumache cestino di lumache cestino di lumache
cestino di lumache cestino di lumache cestino di lumache”

“In realtà io mi chiamo Gianfranco, ho 39 anni e faccio il controllore sugli autobus della linea Abbiategrasso-Mortara. Sono in lieve sovrappeso e ho il pelo toracico continuativo con la barba. Mia moglie indossa dei pantacollant a zampa zebrati.”

“Gli skills che voglio acquisire nei prossimi mesi: capacità di fare le uova; partenogenesi; capacità di far ricrescere gli arti mozzati; autofecondazione; resurrezione.”

Fonte: Heidi666.splinder.com

La Collega Dirimpettaia va a Sharm El Sheik

Si avvisa la spettabile clientela che la collega della scrivania di fronte sarà assente per tutta la settimana causa trasferta a Sharm El Sheik, dove godrà di un periodo di relax forzato al fine di poter tornare più produttiva e laboriosa di prima. La rigenerazione prevede soggiorno all inclusive al Venta Supervillage con pensione completa, colazione al buffet, morning snack a metà mattina, merenda sushi a metà pomeriggio, free drinks purchè analcolici dalle 07.00 antimeridiane fino alle 22 presso l’egyptian bar sulla piscina d’acqua dolce o sulla spiaggia dell’hotel, gita nel deserto con cammello ammaestrato + guida mascherata da tuareg (o da Amenophi IV, o da Bin Laden), minigolf, miniclub, discoclub, danza del ventre show, boutiques, souvenirs.
La poverina non potrà effettuare l’escursione di snorkeling sul reef perché ha paura degli animali acquatici e gli unici pesci che non la spaventano sono il tonno sottolio e l’orata ai ferri.

Nonostante l’11 settembre e Al Qaeda, in questo momento storico Sharm El Sheik (o più confidenzialmente “Sharm” per gli amici) continua a essere la località balneare più battuta dal turismo impiegatizio arrivista milanese. “Urca, ma hai fatto la doccia solare?” “No, sono stata a Sharm con un lastminute” è un dialogo molto frequente negli uffici della metropoli lombarda, e nessuno se ne stupisce più. Noto che il 99% dei colleghi trascorrono o hanno trascorso almeno una settimana della loro vita “a Sharm” (io rientro nel 1% di poveri che vanno al mare soltanto in Italia)

Non lo so, non ci sono mai stato, ma mi chiedo: in questo periodo dell’anno ci sono gli squali a Sharm? E può succedere che aggrediscano i bagnanti così, anche senza motivo? C’è qualche speranza?

Statistiche sulla popolazione dei parchi cittadini di una decadente megalopoli dell'Europa meridionale in una domenica primaverile di sole

(Nota: la somma delle percentuali non dà 100 per una serie di motivi che la mente degli esperti contemporanei di statistica non è ancora pronta a conoscere.)

a) bonghisti: 10%
b) giocatori di freesbee: 0,5%
c) giocatori di pallone: 44%
d) vecchietti feriti da un freesbee in pieno viso: 11%
e) portatori compulsivi di cani al guinzaglio (varie taglie): 91%
f) persone in costume da bagno e tatuaggi sdraiate sui prati: 98%
g) senza tatuaggi: 2%
h) persone sdraiatesi per errore sopra freschissimi escrementi di cane lasciati da e: 1%
i) trainatrici di passeggini: 23%
l) coppiette di teen ager limonanti sulle panchine in pietra: 0,2%
m) cani inferociti e rompicoglioni che continuano a sospendere la partita di pallone con invasioni di campo, corse e morsi pensando di essere stati invitati: 34%
n) sudamericani con barbecue e musica del loro paese ad altissimo volume: 61%
o) statue in bronzo raffiguranti sconosciuti: 100%
p) pesci rossi vivi nel laghetto: 25%
q) anatre: non sa/non risponde
r) gelati il cui prezzo è inferiore ai 6 euro: 0%
s) appassionati di misterioso gioco solitario con bastoncini legati da un filo e oggetto aereo da pigliare al volo per ore e ore e ore: 2%
t) eremiti occhialuti che leggono libri con l’aria di chi pure nelle giornate feriali non fa nient’altro beati loro: 12%
u) venditori di palloncini colorati: 0%
v) ciclisti in calzamaglia da competizione: 4%
z) piccioni: 96%

Cose che capitano

Incontrare per caso la fidanzatina del liceo dopo dopo tanto, tanto tempo.
Credevi fosse rimasta cristallizzata nei suoi sedici anni e nella tua fantasia del ricordo.
E invece all’improvviso è proprio lì.
Arrossisce e sorride.
E spinge la carrozzina con dentro un neonato.

7 cose che piacciono alla Collega Dirimpettaia

1 – Mostrarti le foto della festa di compleanno della sua amica indicandoti tutte le persone ritratte con dettagliata spiegazione analitica di chi siano (“questo è il cugino del mio fidanzato, questo è l’altro cugino, questa invece è la mia migliore amica, questa è la migliore amica della migliore amica…”)

2 – Mandare via email a tutti i colleghi e amici (in copia) la poesia If di Kipling

3 – Annunciare ad alta voce, urbi et orbi, che durante la pausa pranzo andrà dall’estetista

4 – Informarsi sui trendissimi fuori salone del Salone del Mobile
(ignorando che è finito ieri)

5 – Cambiare ogni giorno lo sfondo del pc
(quasi sempre paesaggi marini tropicali)

6 – Tenere brevi conferenze sui seguenti temi:
a) “Il Grande Fratello fa schifo, è meglio la Fattoria o quello dei cantanti?”
b) “Mia mamma sta leggendo la Fallaci, io il libro di Tiberio Timperi”
c) Norme e consigli per la compilazione del piano ferie estivo
d) “Che bella giornata avete visto che fuori c’è il sole?”
e) “Ho sonno”

7 – Mimare con le dita il segno delle virgolette ogni qual volta usi l’espressione “tra virgolette” (e succede molto ma molto spesso).

8 cose che si imparano leggendo il libretto d'istruzioni di un forno a microonde

– Non immergere mai l’apparecchio acceso dentro acqua o altro liquido.

– Nemmeno se è spento.

– Non introdurre mai vasellame in plastica a scaldare nel tuo microonde. La plastica si scioglie, e ti assicuro che è un bel casino avere un microonde con plastica fusa al suo interno.

– Non usare il microonde per cucinare uova alla coque o lumache: potrebbero esplodere.

– Non usare il microonde per riscaldare forchette o coltelli: faranno certe scintelle che levati. Sì, può essere divertente ma meglio.

– Non usare il microonde per riscaldare solventi, etere, candeggina, ammoniaca o soda (ma come ti sei ridotto? riscaldi la candeggina? e poi che ci fai con della candeggina calda?)

– Non usate il microonde per far le caldarroste.

– Non fare mai funzionare il tuo microonde a vuoto. In primis, perché se ci pensi bene, non avrebbe alcun senso. In secundis, il microonde non capirebbe cosa vuoi da lui. Alla lunga, impazzirebbe, e ne morrebbe.

All'interno del frigo

Ore 20,30. La visione del frigo da vicino:
– una confezione di 5 piccoli wursrtel woui di puro suino senza polifosfati aggiunti da consumarsi previa cottura;
– una barattolo di olive con dentro numero 2 olivette nere galleggianti in un circa mezzo litro di salamoia;
– un antico limone con curiose macchie grigioverde sulla scorza;
– una birra moretti, aperta;
– basta.

Il limone occupa solitario un intero, sterminato ripiano del frigo.

Guardo nel vano dietro la portiera del frigo e scopro che esso cela altri segreti dimenticati:
– 20 grammi di filetti di alici distesi in olio d’oliva;
Magia d’Aromi Knorr aglio e prezzemolo (sottotitolo: “Tutto il sapere delle erbe!”)
– un vasettino contenente sette capperi Esselunga immersi in piccola piscina di aceto di vino
– stop.

Uova: zero
Formaggi e/o carni: zero.
Cibi per la cena e/o per la colazione di domattina: zero.

Ci rifletto, e il cervello macina a fatica i seguenti pensieri:
1) devo ricordarmi di fare la spesa;
2) tuttavia, oramai è tardi;
3) forse con gli ingredienti rimasti potrei creare una singolare ed inedita ricetta.
4) forse è meglio cibarsi di wurstel crudi davanti al televisore. E di finire pure le olive, crepi l’avarizia.

La Festa della Quiete

Altro che pasqua e pasquetta. E’ stata indetta la Festa della Quiete, una sorta di primomaggio fai-da-te e senza code ai caselli. Una festività che solo il proprio calendario individuale prevede. Essa cade nella giornata feriale che più garba a chi ne usufruisce. La data può essere decisa in qualsiasi momento, tre mesi prima come la mattina stessa. Poiché non è prevista dal resto dell’umanità, in occasione della Festa della Quiete occorre richiedere un giorno di permesso per oscuri “motivi personali” (?). Se il vostro attuale impiego è tanto gravoso da non consentire licenze di questo genere, bè, o fai un mestiere divertente e molto ben remunerato oppure è probabile che a tua insaputa, sotto sotto, ti stiano fregando.

Caratteristiche della Festa della Quiete: essa cade nel bel mezzo della settimana lavorativa, mai di venerdì e mai di lunedì. Evitare compleanno, onomastico o altro anniversario. E’ importante che parenti, fidanzati, coniugi, colleghi e soprattutto genitori non ripeto non sappiano alcunchè della Festa della Quiete, pena l’abolizione di quest’ultima. Costoro ne approfitterebbero per coinvolgervi in altre attività, o peggio per rinfacciarvi che non fate un cazzo: la Festa della Quiete è di per sé una ricorrenza segreta. In particolare, le mamme sapendovi inoperosi vorranno a tutti i costi invitarvi a pranzo, cosa che la Festa della Quiete non contempla affatto. La Festa della Quiete esclude altresì trasferte, viaggetti e gite fuoriporta, benché possano presentarsi rare eccezioni.

Il programma della Sagra della Quiete può essere più o meno il seguente:

10.30. – Poltrire nel letto incuranti che il mondo là fuori sta lavorando alacremente per far crescere il PIL.
11.30. – Colazione lunga (circa 1 ora): in pigiama, lettura del quotidiano con sottofondo di musica classica. Osservare come da questo punto di vista una giornata feriale possa apparire pacifica e serena.
12.30. – Un’ora netta nella vasca da bagno con indotto di pisolino, bolle di sapone e libri mentre ancora una filodiffusione a scelta allieta lo scorrere del tempo. All’esterno, curioso che l’universo continui a produrre benissimo anche in vostra assenza.
13.30 – Cerimonia di toletta lenta e pigra. Segue altrettanto indolente attività domestica di ordinaria amministrazione.
14.30 – Pranzo alla comemipare: menù libero; è ammesso cibarsi con le mani e bere a canna dalla bottiglia.
15.30 – Disbrigo della posta elettronica ed eventuale breve tournèe sui blog preferiti o ove più vi sembri opportuno.
16.00 – Passeggio in città. Ad esempio, visita di una bella e fornita libreria che date le circostanze si presenta semivuota. Tra gli scaffali si aggirano solo studenti e altri celebranti della Festa della Quiete. Non è necessario acquistare alcunché (la Festa della Quiete è la vacanza meno costosa del mondo, come vedete)
17.00 – La Festa della Quiete, ohimè, sta per terminare. Presto anche gli altri esseri umani del pianeta verranno liberati e vomitati nel traffico dell’ora di punta. Conviene tornare a casa per concludere con l’ultima ora di ozio solenne al fine di poter affrontare la sera con aria molto ma molto riposata. Facoltativo rivelare al prossimo come si sia davvero svolta la vostra giornata.