Anno 2006 dopo Cristo. Stamattina riunione: è venuto l’amministratore di condominio a spiegarci come si butta via la spazzatura. Pare che negli ultimi tempi alcuni abitanti del caseggiato abbiano commesso errori gravi, imperdonabili: il signor Nettezza Urbana ha rinvenuto delle bottiglie di vetro nel bidone dove sta scritto, appunto, “Bottiglie e flaconi di plastica”: qualcuno deve aver fatto confusione perché, come ci ha gentilmente spiegato l’amministratore, il cartello voleva indicare che sia le bottiglie che i flaconi devono essere di plastica, e non solo i flaconi. Noi gli abbiamo replicato che allora sarebbe stato più corretto scriverci sopra: “Bottiglie di plastica e flaconi di plastica”, oppure semplicemente “Plastica”.
Ma l’amministratore non ha capito.
Siamo nel vano dell’immondizia, riuniti tra bidoni, sacchi di vari colori e una gran puzza. L’amministratore sta in cattedra, come un insegnante. Mostra un piglio deciso, troppo deciso per la mattina presto. Legge brani da una specie di manuale colorato che immaginiamo gli sia stato fornito dall’azienda municipale della nettezza urbana in persona.
– “Dunque, ragazzi, ricapitoliamo” – ha esordito l’amministratore – “nel bidone bianco vanno i giornali, le riviste, i libri, i quaderni, i cartoni dei succhi di frutta, le scatole di cartoncino e i cartoni in pezzi ma non, ripeto non, la carta contaminata da alimenti…”
– “Sarebbe a dire?”
– “Sarebbe a dire che se dovete buttare il giornale in cui avete giustamente fasciato il pesce, lo buttate nel sacco nero, quello dell’indifferenziato.”
– “Quindi il pesce va nel sacco nero?”
– “No, il giornale contaminato dal pesce. Tutti i rifiuti non oggetto di raccolta differenziata vanno nel sacco nero.”
– “Tutti, certo.”
– “Nel sacco giallo, invece, vanno le bottiglie e i flaconi e di plastica, le vaschette per alimenti…”
– “Anche quelle in polistirolo?”
– “Sì, anche quelle in polistirolo. E poi i barattoli in metallo, le lattine e tutte le cose di plastica. Ma non i piatti di plastica sporchi, contaminati dal cibo.”
– “E perché?”
– “Perché no!”
– “E i barattoli di metallo?”
– “Nel sacco giallo (l’amministratore legge il manuale) tranne quelli per vernici, solventi, oli minerali…”
– “Cosa sono gli oli minerali?”
– “Non lo so (perde la pazienza) e non me ne frega niente! E non mi interrompa, per favore, sennò mi confondo pure io. Dicevo: Il vetro va nel bidone verde.
– (qualcuno prende appunti e ripete) “Tutte le cose di vetro nel bidone verde…”
– “Tutte, tranne gli specchi.”
– “Ma se devo buttare via uno specchio in che bidone devo metterlo?”
– “Se lo tenga in casa, il suo specchio!”
– “Scusi, amministratore, una domanda: ma allora nel bidone bianco cosa dobbiamo metterci?”
– “C’è scritto sopra! Le cose di carta!”
– “Ma se io devo buttare via un oggetto che è fatto di carta, vetro e plastica, in quale bidone devo metterlo?”
– “Ehm… Mi lasci guardare il manuale… Dipende.. ma che razza di oggetto sarebbe, scusi?!”
– “Un oggetto che ha parti di metallo e parti in cartone?”
– “Oggesù..”
Poco fa l’amministratore è andato via, piangendo e senza salutare. La riunione si è sciolta così. Mentre salivo le scale, ho sentito i vicini di casa che discutevano su quale fosse il bidone giusto per le stoviglie in ceramica.