Venezia, secondo chi scrive, è senza alcun dubbio la più bella città del mondo. Sul serio. Solo, bisogna prenderla per il verso giusto. Qui di seguito alcuni consigli, spero utili per chi si appresta a visitarla magari per la prima volta.
A Venezia non ci sono strade, quindi non serve la macchina – al massimo, il motoscafo, o il canotto. Tuttavia Venezia può essere raggiunta con l’automobile, che però dovrai lasciare nel parcheggio di Piazzale Roma, all’ingresso della città (dopo, c’è il mare). Codesto piazzale non solo è l’unico luogo brutto di Venezia, ma anche il parcheggio più costoso dell’intero sistema solare. Prezzi del tipo 150mila euro al minuto o giù di lì. Dunque, di norma, le persone sane di mente preferiscono evitarlo. La cosa migliore è arrivare a Venezia in treno. La stazione di Venezia si chiama Santa Lucia: si esce dall’atrio ed è già lì fuori, all’improvviso, compare la città incantata.
Dunque, come avrai intuito, a Venezia le vie sono fatte d’acqua, e quindi ci si può muovere in diversi modi peraltro poco convenzionali per una città: a nuoto, a remi, in battello.
Ora, a nuoto magari meglio di no, è pericoloso e poco igienico, e infatti nessuno, nemmeno i veneziani stessi, nuotano nei canali.
Sconsiglio anche la gondola. La gondola è un mezzo di trasporto spaventosamente lento (la guida un tizio con un remo solo, e per di più costui talora indossa un cappello di paglia, rema e intanto – chissà perché – canta) dicevo, un mezzo spaventosamente lento e spaventosamente costoso. Per questi motivi la gondola è prerogativa dei turisti stranieri sbronzi, dei miliardari, al limite delle coppie in viaggio di nozze pagato da terzi. A noi, pitocchi celibi, non resta che il battello (costoso pure lui, ma meno della gondola) o i piedi.
Prima di salire sul battello, occorre procurarsi un biglietto. Attenzione, poiché i nativi non comprano i biglietti (hanno il tesserino), da secoli ogni bigliettaio di Venezia, poverello, è abituato a interloquire con due sole categorie di umani:
1) gitanti di nazionalità estera;
2) studenti fuori sede iscritti all’università di Ca’ Foscari.
Perciò in entrambi questi casi, e non del tutto a torto, il bigliettaio è portato a pensare che i compratore siano esseri poco intelligenti, e quindi con loro tenterà di esprimersi a gesti o in inglese, e di provare a confonderli. Rassicuralo: comunicagli che parli un italiano fluente e cerca di non farti vendere merci strane tipo il biglietto di sola andata per Marghera o l’abbonamento annuale per l’isola di Torcello.
Venezia, si diceva, è di gran lunga la più bella città del mondo, quindi non si elencheranno qui le sue infinite bellezze: ai viaggiatori conviene vagare a casaccio a piedi e guardarsi attorno, prima o poi da qualche parte si arriva. È vero, si tratta di un labirinto e anche se hai con te una mappa in scala 1.10 ti smarriresti lo stesso (né riusciresti a piegarla). Del tutto inutile chiedere informazioni ai passanti: costoro sono anch’essi turisti, di norma stranieri che si sono persi a loro volta ma senza volerlo, oppure sono indigeni malvagi che si divertono a dare indicazioni sbagliate.
Tuttavia è utile sapere dell’esistenza del luogo più noto e più affollato, quantomeno per orientarsi: la piazza di San Marco. Non so, hai presente il campanile, le cupole bizantine, il palazzo ducale? Ecco, è quella piazza lì. Che sarebbe anzi di certo è una delle piazze più belle del mondo (insieme a parecchie altre, quasi tutte a Venezia). Peccato per tutto quel casino di gente che ci va solo per riprendere col telefonino il figlio interamente coperto di piccioni.
Ci sono tre cose da non fare mai in Piazza San Marco. Mai mai mai. Esse sono:
– sedersi a uno dei bar all’aperto: per pagare il caffè dovresti aprire un altro mutuo;
– salire sul campanile: le ore di coda previste sono almeno cinque, otto il sabato e la domenica:
– lasciarsi adescare dai numerosi trafficanti di biglietti per escursioni, finti pittori, spacciatori di maschere, scafisti truffaldini, pessimi disegnatori di caricature, fidanzati americani che pretendono che gli fai una foto.
In definitiva, è meglio frequentare la piazza all’alba, o a tarda notte, o almeno di giorno feriale purché non vi siano scolaresche (ed è assai raro che non ci siano).
Dice: sì ma con tutti questi pericoli, tutta ‘sta gente, mi hai fatto passare la voglia. Errore gravissimo: i pericoli finiscono qui. Il resto, tutto il resto, è pura meraviglia. Chiudi gli occhi e immagina una metropoli del settecento, e immagina che risplenda d’oro e di marmo. Ora prova a calarla in mezzo al mare. Fatto? Riesci a immaginarla? Ecco, Venezia è infinitamente più bella. Infatti è la più bella città del mondo.