Buonasera a tutti, cari lettori, e benvenuti al consueto appuntamento con l’intervista notturna: oggi, 31 dicembre, come nostro ospite abbiamo il personaggio più famoso (e controverso) del momento. In esclusiva mondiale su tutti i media cartacei, digitali e televisivi del globo, è con noi, in carne e ossa, il signor Anno Nuovo. Un bell’applauso!
Grazie, grazie. Auguri a tutti! Un po’ di spumante?
Piano con gli auguri, caro Anno Nuovo, c’è poco da scherzare.
Gradisce dello zampone con lenticchie? Un petardo, due mortaretti?
Queste cretinate le farà dopo. Sia serio, lei è qui per l’intervista. Dunque, non vorrei sembrare offensivo, e nel caso la prego di scusarmi, ma in certi ambienti, diciamo così, si vocifera che lei sarà un anno di merda.
E chi glielo ha detto, scusi?
Ci vuol poco, non ha letto il giornale di stamane? Crisi economiche spaventose, guerre, catastrofi meteorologiche. Come inizio non c’è male, bravo.
Vabbè, ma queste robe qui ci sono sempre state, dai. Non vorrete dare la colpa a me.
D’accordo, passiamo alle cose serie: il 25 aprile cade di giorno feriale, vero?
Ohimè, no. È un sabato.
Vede, dottor Anno Nuovo? Che le dicevo? Lei non è neppure cominciato e già porta jella.
E il primo maggio è una domenica.
Ma complimenti, complimenti. Bravo. Andiamo avanti: il ponte di Ognissanti. Ci dica.
Guardi, un vero peccato: anche il 1 novembre capita proprio di domenica.
Ecco.
Aspetti, aspetti, ho in serbo una sorpresa: l’Immacolata.
Sentiamo.
Cade di sabato.
Mah, non ho parole. Su Natale e Santo Stefano che ci racconta?
Un sabato e una domenica, purtroppo.
Ragazzi, per piacere, questo signore me lo buttate fuori a calci nel culo?
Calma, calma, poteva andare peggio, il Lunedì dell’Angelo poteva essere una domenica.
C’è poco da ridere. La smetta di fare il simpatico. Regia, levatemi dai piedi questo cialtrone. E voi, amici lettori, perdonatelo: l’intervista con il sig. Anno Nuovo termina qui: l’ospite risulta già indesiderato, speriamo finisca presto. Intanto siamo fieri di scaraventarlo fuori da questo studio, giù dalle scale. Abbiate pazienza. A prestissimo. Sigla, perdìo, sigla!