Cospargendomi il capo di polvere e guano, chiedo perdono per non averti dato notizia di me per tutti questi giorni. Il fatto è che ho deciso di abbandonare questo mondo malvagio e fuggire lontano, molto lontano. In questo preciso momento mi trovo su Marte.
Marte è un bel posto. Tutti ne parlano male, e invece ci sono parecchie cose che si dicono di Marte e non sono vere. Ad esempio.
Il clima di Marte è inadatto alla vita.
Falso. Io sono qui senza nemmeno la giacca, ho solo un golf e una maglietta e sto benissimo. Anzi, tra un po’ mi metto in costume.
Su Marte non si può respirare.
Falso: è una leggenda metropolitana messa in giro dalla scienza, forse per evitare flussi di emigrazione umana verso questo bel pianeta. Su Marte si respira da dio. C’è una bella arietta fresca che manco lì da voi in montagna.
Su Marte ci sono solo sassi e deserti.
Falso. Avete presente quelle foto del robottino a quattro ruote che passeggia sui ciottoli? Le foto sono finte. Le hanno scattate in una pietraia alla periferia di Piacenza, di mattina presto e poi ritoccate col computer per farci il cielo rosso. In realtà, anche su Marte il cielo è blu. E non ho mai visto una natura rigogliosa come qua. Boschi. Foreste di alberi da frutta. Mare pescoso. Il paradiso.
Su Marte non ci ha mai abitato nessuno, nemmeno i microbi.
Altra bugia. Qui è pieno di gente. Il vero problema di Marte casomai è che iniziano ad esserci troppi turisti, e i prezzi non son più quelli di qualche anno fa.
Marte è lontana e irraggiungibile dall’uomo.
Palle. E non serve nemmeno l’astronave, né i razzi, né l’aereo: ci si può andare anche in macchina. Ad esempio, io sono venuto qui con una Fiat 500L. Certo, il viaggio è davvero molto lungo, sul tragitto non ci sono benzinai e capita di aver voglia di tornare indietro. Ma con un pieno di gasolio, due caffè per star svegli e un panino al cotto mentre guidi, se non fai soste e non trovi traffico, in un paio di giorni ce la si può fare.