Sull’importanza della salute

Amici lettori, benvenuti al consueto appuntamento con l’angolo della salute. La puntata di oggi è appunto dedicata alla mia, di salute. Un argomento di certo avvincente.

Cosa dire? Sto bene. Oddio, è vero che negli ultimi giorni ho giaciuto con febbre a 39 gradi e ferite sanguinanti su tutto il corpo, e che mi trovo in un letto madido di sudore circondato da medici e infermieri. Ma è cosa da nulla. Sto bene. Sì, pure io ho notato che quando fingevo di dormire, i medici scuotevano la testa e a volte piangevano. Ma sono stati loro stessi a rassicurarmi: i motivi della loro preoccupazione erano altri. Certe faccende personali.

Ed è altrettanto vero che ieri, oltre a medici e a parenti, con mia somma sorpresa si è presentato anche un prete. Con i chierichetti. E dopo di lui, i rappresentanti di un’impresa di pompe funebri. Accompagnati da un falegname, per di più.  Ma alla mia richiesta di spiegazioni, tutti costoro hanno balbettato giustificazioni, con imbarazzo. Abbiamo sbagliato indirizzo, scusi.

Insomma, sto benissimo. D’accordo, d’accordo: non nego vi siano state altre visite inaspettate. Un tizio cui dovevo dei soldi. Un fiorista specializzato nei crisantemi. Un sedicente agente immobiliare interessato all’appartamento. “Qui ci abito io adesso“, gli ho detto. “Adesso“, ha risposto lui scrutando l’interno e i soffitti dalla porta, per poi andarsene sfregandosi le mani. Che matto.

E tutti questi sconosciuti erano ansiosi di sincerarsi circa la mia salute. Chissà perché.
Ma sto bene, sto benissimo.

Una prece

Siamo molto spiacenti di annunziare alla spettabile clientela che l’autore di questo blog è deceduto durante il weekend.

Il tempo è vicino

Quando arriverà l’apocalisse, a poco servirà aver con sé un ombrello o un orologio: infatti non possiedo né l’uno né l’altro.

Cadono gli ultimi monarchi, orde di interinali in ceppi incatenati ai banchi bombardano la nazione di offerte imperdibili. Salgono i costi degli immobili, i tassi di interesse e il prezzo delle benzine, trionfa il caroverzura. Nell’atrio del condominio le caselle delle posta tracimano di volantini elettorali inviati da partiti xenofobi.

Ieri sera ero sul divano in ciabatte e pantaloni della tuta, mi son svegliato quando Gesù è apparso in mezzo al salotto per annunciarmi la fine del mondo. Sangue, locuste, prodigi, poi nel cielo la luce e il rombo immenso dell’esplosione del Sole.

Caricate la macchina e dirigetevi verso la valle di Giosafatte, ove al suono delle trombe si riverseranno da ogni angolo del mondo gli uomini di tutti i tempi, per essere giudicati.

Previsioni meteo per domani

Buonasera. 

Per domani sono previste forti precipitazioni di stallatico fresco sull’intero paese. Nel pomeriggio, trombe d’aria accompagnate da forti tempeste di sterco di cane si abbatteranno con egual violenza su Nord, Sud, Centro e Isole.

Il maltempo peggiorerà in serata, quando Tirreno, Adriatico e Ionio esonderanno contemporaneamente alzandosi di circa 15 metri sopra il loro livello abituale. Più tardi, a causa di un curioso fenomeno finora mai osservato sul nostro pianeta, rovesci di piombo fuso provenienti dallo spazio profondo cadranno su un luogo situato a nord di Capo Passero ma a sud del Brennero, e la giornata si concluderà con un un festival di grandinate (chicchi acuminati da 3 chilogrammi), nubifragi, uragani, improvvisi sbarchi di alieni antropofagi. Copritevi bene perché mi sa che l’ombrello non basterà, e nemmeno l’impermeabile, anzi, meglio restare a casa e disdire tutti gli impegni.

Arrivederci.

Un post scritto dal Papa in persona

Salve a tuti, qui parla il Papa. Karol. Si, ancora io. Evabe, portate pazienza.

Ci sono un paio di cosete che devo racontarvi qui su internet che mi piace tanto.
L’amico confuso che mi ospita sul suo blog dice che molti li chiedono di me e io li ringrazio.
Duncue. Non so cosa scrivano i giornali ma io sto abastanza bene, il rafredore mi e pasato anche se facio sempre un po fatica a parlare, daltronde vorei vedervi voi a 84 ani a urlare in latino da una finestra aperta, specialmente con cuesto fredo.

Mi e arivata la letera di quel sinior Ali Agca. Questo siniore un giorno lui mi voleva amazare ma poi si e pentito e io che son papa l’o perdonato, e adeso lui oni tanto mi scrive letere dala prigione. Pero secondo me cuesto cui è mezo mato, o ubriaco, opure drogato,  erche scrive dele asurdita che mi fano piegare in due dale risate. Pre esempio: nel ultima letera delira come al solito dei segreti di fatima e poi mi chiede di rivelare il nome del’anticristo. L’anticristo, capite? Forse dovrei rispondirli, ma come si fa a rispondere ala letera di uno che ti chiede informazioni sul’anticristo? Mi prendera in giro, pensavo io.

Un altra cosa, e arivato cui il cardinale Sodano, quelo che secondo me vuole prendere il mio posto, non mi fido mica di cuelo li. Insoma ero li ala scrivania e sbrigavo la mia corispondenza, che sicome sono papa e monarca asoluto del vaticano e dela chiesa intera tuti giorni devo firmare un saco di scartofìe – alora dove eravamo rimasti? A si – ariva sodano e mi dice scusate santita gia che avete in mano la pena mi firmereste anche un autografo per mio nipote che il picino a saputo che lavoro per voi ed e un vostro  amiratore e voleva portare l’autografo a scuola per vantarsene con li compagni di clase. E io li o deto certo dia qui sor sodano. E lui Sodano mi a dato questo folio pero copriva meta del folio con la mano ma io o visto che dove copriva cerano dele altre scrite. E cuindi li o deto scusi Sodano mi facia un po vedere bene cosa ci e scrito li sopra. E lui diceva ma niente, santita, una picola dedica per mio nipote, la o scrita io per fare prima cosi voi non vi afaticate.

Alora li o preso il folio e o guardato bene: ma non era mica una dedica! Era il testo di una letera di dimisioni per papi, mancava solo la mia firma. Mi sono arabiato di bruto e li o deto sinior Sodano tu mi vuoi fregare ma a me non la si fa. Lui si e scusato, continuava a ripetere ma no santita ci deve esere un disgudo, la mia segretaria datilografa forse e impazita o forse voleva solo farle uno scherzo di carnevale, adeso vado la facio arestare dale guardie svizere e poi la brugiamo in piazza come a giordano bruno.
Ma io lo o capito che la segretaria non centrava niente e che era un truco e lo o mandato via. Devo stare atento ragazi, anche a me mi voliono rubare il posto di lavoro.

Bene, io adeso vado a fare il riposino. Un abracio dal

Papa

Tragedia e umiliazione sul rullo della cassa del supermercato

Hai presente quando al termine di una spesa al supermercato la cassiera alla velocità della luce spara i prodotti sul rullo inclinato da cui tu dovresti trarli per riempire alla medesima sua velocità le borse in plastica prima di riporle nel carrello ma ahimè – pic, pic, pic – accade tutto troppo in fretta e l’anzidetto piano inclinato è oramai traboccante di derrate, il pubblico in fila rumoreggia, la cassiera ha persino finito di calcolare il conto ed è già passata al cliente successivo e per distinguere i suoi acquisti dai tuoi la Perfida Umiliatrice separa in due il piano con un’asse mobile e tutto ciò ti è d’ulteriore impaccio ma anche d’imbarazzo, soprattutto quando il cliente successivo a sua volta rapidissimo quanto la cassiera, carica le borse, ti sorpassa, paga, va via, e tu invece disperato resti ancora perché non sei neppure riuscito a separare i lembi dell’apertura del primo di codesti dannati sacchetti, e le tue dita le tentano tutte pur di schiuderlo, ma niente, non c’è nulla da fare?

Natività 2

– Giusè, siamo in questa grotta gelida da sabato, io son stufa. Quando torniamo a casa? Qui si crepa dal freddo, e questo asino continua ad alitarmi in faccia.
– Lo fa per tenerci al caldo, Maria.
– Sì, ma gli puzza il fiato. Io voglio tornare a casa mia, Giusè.
– Non si può, Maria.
– Voglio dormire su un vero letto, Giusè. Basta con la paglia.
– Abbi pazienza, Maria. Resteremo in questa grotta solo fino al 6 gennaio.
– Il 6 gennaio??? Ma è tra nove giorni, Giusè!
– Ho appuntamento qui con i re magi. Gente ricca. Chissà che regali!
– Altri nove giorni qui, roba da pazzi. Speriamo che questi tuoi amici ci regalino almeno il passeggino. O almeno dei pannolini, ché li ho finiti.

***

(voce al megafono) – Attenzione siete circondati, uscite con le mani in alto.
– Oddio, chi parla?
– Qui è la polizia di Erode, signor Giuseppe. consegnaci il pargolo e non ti verrà fatto alcun
male.
– M… M-Maria? Sei tu?
– Ah ah ci sei cascato come un pollo.
– Maria! Davvero uno scherzo cretino.
– Che risate. Dovevi vederti, dovevi.

***

– Giusè, che facciamo a Capodanno? Hai prenotato da qualche parte?
– No, Maria.
– Eddai, una festicciola, una discoteca. Almeno un brindisi con gli amici. Che
facciamo?
– Maria, bisogna accudire il neonato.
– E allora cerchiamo una baby sitter.
– Una baby sitter? In questo secolo?
– Potremmo chiedere a uno di questi pastori. Almeno si rendono utili, anzichè starsene qui intorno inginocchiati.
– Maria, basta.
– Prova a chiederglielo, su.
– Io?

Fenomenologia del ponte di Sant'Ambrogio

I milanesi son troppo furbi: hanno obbligato il loro santo patrono Sant’Ambrogio a diventar vescovo proprio il 7 dicembre, cioè il giorno prima dell’Immacolata, così per secoli avrebbero potuto fare il ponte.

I milanesi vogliono tanto bene al loro santo che da secoli permette loro di stare a casa una settimana intera prendendo soli tre giorni di ferie.

Il vero milanese, infatti, studia la date del ponte di Sant’Ambrogio con dodici mesi di anticipo, fin dalla sera del primo gennaio dell’anno precedente. Si mette lì con gli altri amici suoi milanesi. Calendarietto alla mano, controlla tutti ponti come se fosse la schedina del totocalcio: pasqua, il 25 aprile, i morti. Ma soprattutto Sant’Ambrogio, il suo preferito.
Se Sant’Ambrogio cade in un giorno feriale (meglio il lunedì) l’anno sarà prospero e felice.
Se invece Sant’Ambrogio cade di domenica o, ancora peggio, cade di sabato e quindi l’Immacolata di domenica e il ponte va a farsi benedire, l’anno sarà infausto.

Un tempo il vero milanese approffitava del ponte per andare a sciare nella bergamasca. Adesso però lo skipass costa 300 euro al giorno, e quindi il vero milanese resta in città. La Milano del 2004 è una città incredibile: oramai sembra la Gotham City di Tim Burton, però senza i grattacieli, e senza Batman che ci salvi dal Male.

Tassonomia degli inquilini del condominio

[Classificazione antropologica su indagine campione hr56; oggetto: stabile x, scala y, quella entrando a destra, ingresso da via ghfzz ecc ecc.]

a) Misantropo. Quando ti incontra sul portone, non saluta.
Pur di non prendere l’ascensore insieme a te, si fa cinque piani di scale.
Non tiene la porta dell’ascensore aperta quando stai arrivando di corsa con le borse della spesa.
Di notte ti tormenti, domandandoti cosa tu gli abbia fatto di male e perchè costui ti odi tanto.

b) Signora con Cane. La Signora con Cane non sta mai a casa sua: vive in strada, al limite sul pianerottolo, insieme al cane.
Il suo cane è di piccola taglia, indossa un impermeabile viola, anche d’estate. Lei lo traina con guinzaglino estendibile e per l’intera durata del passeggio lo redarguisce, anzi lo insulta, parlandogli come se fosse una persona, un figlio indisciplinato.
A qualsiasi ora del giorno e della notte tu esca o rientri, inevitabilmente incontrerai la Signora con Cane che sta uscendo (o rientrando) con l’inseperabile cane per portarlo a orinare sulle ruote delle automobili parcheggiate.
Tu ogni volta pensi: Ma chissà quante volte lo porta fuori il cane, ‘sta signora, se io la incrocio sempre e negli orari irregolari non può essere una coincidenza’.
Non lo è. Lei ti segue. Si apposta alla finestra e quando ti avvista tornare, corre a prendere il cane e si butta fuori di casa.
Nel caseggiato la “Signora con Cane” è conosciuta anche come “La Pazza del Cane”.

c) Misterioso. Lo si incrocia nell’androne, molto di rado: è un signore timido con cappotto a bavero alzato, più che salutare bisbiglia un suono tipo ‘nasera (o anche ‘sera – a volte solo ‘era). Paga l’affitto per un appartamento che frequenta tre giorni all’anno, e solo per poche ore, mai in compagnia.
Le malelingue sostengono che abbia strani giri di economie sommerse, prestanome, coperture finanziare, commercio di reni umani.

d) Amante del bricolage e in particolare di strumenti come il trapano elettrico rotante, la fresatrice, il martello pneumatico, che però usa solo di sabato e nei giorni festivi, di mattina presto dalle 6 alle 10. Poi alle 10, puntualissimo, smette e va dormire, fino alle 6 del giorno festivo seguente, quando ricomincia i lavori. In genere, abita nell’appartamento confinante con la tua camera da letto. Spesso è anche il fenotipo a) e c).

e) Conversatrice da portone. La conversatrice è una signora sulla sessantina, garbata e sorridente. Pretende di conversare con gli altri inquilini, non importa di cosa, non importa se gli altri abbiano fretta o siano totalmente disinteressati al tema del dialogo, a lei basta che si parli. Argomenti preferiti: il freddo. Il caldo. Piove. Sono tre mesi che non piove. Non si respira più. C’è vento. Siamo quasi a Natale. Oramai è estate. Mia figlia ha il raffreddore. La mia gatta ha la cistite. Sono andata in città non ha idea del traffico che c’era. Dove sta andando di bello.

f) Conversatore da portone. Versione maschile della precedente. Argomenti preferiti: gli stessi della conversatrice, cui aggiungere la variante Ha visto la partita ieri sera?.

Tangenziale

Una delle meraviglie della Grande Megalopoli del Terzo Millennio è: la tangenziale. Una grande strada e circonda la città, tutta la città, come un cerchio: è impossibile uscire dalla città senza passare dalla tangenziale. Un tempo le città erano circondate da mura: oggi sono circondate da tangenziali.

Arrivando in città dalla tangenziale, si possono ammirare bei paesaggi. Le fabbriche. I capannoni. I campi coltivati. I cartelloni pubblicitari. Ogni tanto persino palazzi abitati con finestre sul traffico della tangenziale.
Vista dalla tangenziale la città sembra molto produttiva e operosa.

Ai bordi della tangenziale si trovano benzinai, bar, autogrill, mcdonald, mcdrive, cantieri, aree di servizio, aree picnic, piazzole per pisciare, piazzole per parcheggiare.
Non si può andare a piedi e nemmeno in bicicletta, sulla tangenziale. Peccato.

La tangenziale non si ferma mai: si muove sempre, come il mare. La tangenziale è sempre piena di gente, specialmente la mattina alle otto e la sera alle sette. Gli umani vanno volentieri in auto sulla tangenziale, e ci vanno tutti negli stessi momenti, negli stessi orari. Forse lo fanno per stare assieme.