Che cosa vuoi fare da grande? Il monarca assoluto.

Ma tu quale mestiere faresti, se potessi scegliere tra tutti quelli esistenti al mondo?
I presuntuosi e i bugiardi rispondono stupiti: quello che già faccio.
Altri, sprovvisti di inventiva, ma non di ambizione, il dirigente d’azienda.

Altri ancora nominano professioni artistiche: l’attore, il romanziere, il cantante. L’artista. Omettono di ricordare che questi lavori creativi, per forza di cose, sono redditizi solo per un numero assai limitato di terrestri. Poche migliaia sull’intera popolazione mondiale, direi. L’Italia è piena di attori, cantanti, scrittori. Ma il 95% di costoro, senza offesa, son derelitti e si conducono nell’indigenza o, se va bene, nella precarietà economica. Oppure ricchi di famiglia.

Da parte mia, non ho alcun dubbio. Se proprio potessi scegliere fra tutti i mestieri del mondo, sarei un monarca assoluto. Possidente di terre, palazzi e persone. Vivrei nella mia villa in cima alla collina, circondato dalla servitù.

Non mi interesserei della politica: non ne sarei capace né mi interesserebbe. Preferirei limitarmi a riposare e ad amministrare le mie personali e infinite ricchezze, magari da un immenso salone arredato da affreschi e mobili d’antiquariato, il bel panorama dalle finestre aperte sulla terrazza di fronte ai giardini. La proprietà di capitali e il potere senza merito sono gli unici requisiti dell’esser monarca. Quel che conta è che mi troverei a esercitare il gradevole lavoro di sovrano.

Dunque non sarei un monarca illuminato? Amerei almeno il mio popolo? La maggior parte dei re, ancora oggi, vive nel lusso estremo dell’ozio ma dichiara di provare affetto verso i propri sudditi. Ed io? Io… Un momento, devo pensarci, io… Io però no. No, direi di no. In segno di grande schiettezza verso il mio popolo, non mi fingerei buono, ma crudele. Al volgo non riserverei l’ipocrisia dei sorrisi dal balcone, ma la lealtà del disprezzo, forse ricambiato. 

Ai primi d’autunno chiamerei i mezzadri e li sgriderei perché il vino delle mie campagne quest’anno non mi piace, e ordinerei loro di farne dell’altro più buono, ma di farlo subito, la sera stessa, pena la frusta, le torture, a loro e alle loro famiglie.

E allora, a questo punto si deve desumere che trovandomi a godere di tanti patrimoni, mi comporterei da avaro? Ma niente affatto.
Ci mancherebbe altro. Quel sentimento, l’avarizia, non m’appartiene. Piuttosto, sarei generoso. Ma solo con me stesso.

Dissiperei le fortune mie e dello Stato in capricci: spenderei miliardi pubblici in lunghi viaggi di piacere, e darei scandalo sprofondando nel benessere, negli agi.

Lo farei soltanto per esercizio, per calarmi meglio nei panni del personaggio, non certo per cattiveria. I sudditi, inferociti, si solleverebbero in continue rivolte. Che tuttavia, a fin di bene, verrebbero sedate nel sangue dalla mia polizia.

Si veda che è perciò giusto che gli uomini non possano decidere completamente i propri mestieri. Se così non fosse, ci ritroveremmo in un pianeta abitato da miliardi di tiranni.

16 commenti su “Che cosa vuoi fare da grande? Il monarca assoluto.”

  1. Mi ha sempre attirato lo studio dell'attaccamento delle caccole nei luoghi pubblici.
    Mi piacerebbe fare un censimento e catalogarle per dimensione, colore, stato di conservazione, localizzazione.

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  2. Io vorrei fare l'indovina, vorrei lavorare due ore al giorno tutta vestita di piume pelli perline come una sciamana con la coda di gente fuori casa che mi paga un botto per prevedere il futuro, però vorrei averli davvero i poteri, eh! non una cosa alla vanna marchi, una cosa seria.

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  3. io voglio anche un cannone 6centesco sulla torre di avvistamento.
    sparare sui monti enormi palle di ferro a colazione all'alba del mezzogiorno, questa sì che è vita!

    parker

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  4. Ha dimenticato un paragrafo sulle ville ad Antigua, così avrebbe anche degli schiavi neri che fanno tanto retro chic.

    Noi, se potessimo cambiare mestiere, faremmo gli uomini. Almeno per un po'.  O meglio, solo per un po'.
    Anzi, per pochissimo.
    Per quasi nulla, suvvia, quel tanto che basta per vedere l'effetto che fa.

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  5. Si, però non sei leale…
    Fare il monarca ed amministrare le proprie ricchezze NON è un "mestiere"…
    E' una botta di cu*o!
    Altrimenti ti dico che vorrei fare il "vincitore dell'enalotto"…

    ;P

    Cisco

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  6. io da bambina alla domanda cosa vuoi fare da grande rispondevo "la principessa" e dopo eventuali obiezioni "la disoccupata". mio fratello invece voleva fare "l'uomo del monte" e assaggiare ananas indossando un bel cappello di paglia

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  7. sempre Gallina ma pernienteconfusa all'età di 10 anni andavo blaterando che da Grande avrei fatto la milionaria a riposo…la confusione è sopraggiunta con l'età:un'occasione mancata

    GC 

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