Recensione dell’autostrada A7 da Milano a Genova passando per Serravalle

Questa recensione è dedicata a tutti coloro che prima o poi nella vita, per vacanza o per lavoro, si troveranno ad affrontare l‘autostrada A7, da Milano a Genova. Ebbene, sappiano costoro che un viaggio in auto sulla A7 Milano-Genova è un’esperienza metafisica, nel senso che prima di partire conviene farsi il segno della croce.

Va detto: i primi chilometri in pianura sono facili: un rettilineo di un’ora circa, quasi sempre a una sola corsia (erano tre corsie ma le altre due sono chiuse, perché per costruire la terza hanno dovuto chiudere la seconda, vent’anni fa). Però, in questo primo tratto si va sempre diritto. Magari un po’ lenti, spesso in coda, ma si va. Un po’ come guidare il tram.

Poi, all’altezza del casello di Serravalle, dal cavalcavia su cui campeggia la misteriosa scritta “Buona fortuna”, inizia l’iradiddio. Un susseguirsi di curve multiple, tornanti, chicane, tunnel e camionisti alcolizzati che vogliono fare il record di pista. All’altezza del valico cominciano a comparire i mazzetti di fiori sul guardrail, e non sembra un buon segno.

Più avanti, al centro di una parabolica a gomito, compare un autogrill in rovine: non ci va mai nessuno, neppure i dipendenti, perché uscirne e rimettersi in carreggiata senza esser travolti dai tir che non ti vedono è quasi impossibile.

La A7 è un luogo orribile, amici viaggiatori: le colonnine SOS funzionano ma sono collegate direttamente con il numero di telefono di un prete, e il più grave pericolo è rappresentato dagli automobilisti nativi dell’Appennino, che conoscono il percorso a memoria e si divertono a terrorizzare le altre macchine con gli abbaglianti per spingerle nei burroni.

Si prosegue nel percorso tortuoso facendo lo slalom tra autosnodati in fiamme e cantieri abbandonati, fino al gran finale: negli ultimi chilometri tocca affrontare un doppio giro della morte dentro una galleria buia, fino alla grande curva a 180° con muretto in cemento mimetizzato da corsia d’emergenza. A questo punto, di solito,  Isoradio trasmette Stairway to Heaven suonata al contrario, l’automobilista piange e comincia a chiedersi perché non ha preso il treno.

Eppure.

Proprio appena superata questa prova, si scorge il traguardo: si comincia a vedere il mare.

Evviva. I pannelli informativi lampeggiano messaggi di esultanza: “Se stai leggendo questo cartello significa che sei vivo, bravo”. I passeggeri nei sedili posteriori applaudono, come si usava fare coi piloti d’aereo.

62 commenti su “Recensione dell’autostrada A7 da Milano a Genova passando per Serravalle”

  1. Io ho avuto brutte esperienze sulla A1, sui saliscendi degli appennini tra Firenze e Bologna, con variante di valico in costruzione e corsia dinamica e TIR che si sorpassavano e si affiancavano per discutere i risultati delle partite.

    L’altro giorno invece ho guidato a Los Angeles, e in alcuni tratti ci sono 8 (otto) corsie.

    Non che gliene freghi niente a nessuno…

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  2. Io sono stata accolta dal casellante con una corona ( funebre ) ma essendo arrivata viva me l’hanno messa al collo dicendomi aloha. Soddisfazione. E poi al mare sono stata in maglietta….:-)

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  3. vieni in Sardegna nella “Campuommu”, altro che autogrill… primati che attraversano… come vigili puoi trovare cani da pastore maremmano…. e non c’è un cm di strada senza buchi…d’estate fori per il caldo, le ruote scoppiano…e in piu’, devi fare attenzione ai ciclisti…

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  4. No, lofoten, lascia stare. La Salerno ReggioCalabria rispetto all’A7 è come Il brucomela rispetto al BluTornado.

    Amanita

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  5. Ho avuto il piacere di frequentarla più volte e… sìsì, sono ancora molto viva! Confermo di essere stata sicuramente miracolata per questo.

    Io ho sempre paura di andarmi a scontrare direttamente addosso al mare non appena comincia ad intravedersi la ridente città di Genova ^__^

    (mi scusi Confuso, so che è la sua città natale ma quelle strade e quelle case mi sembrano un tantino instabili e traballanti :-p)

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  6. Miii per me è peggio l’A4, per me la A21 eccheccacchio…..ogni scarrafone è bello a mammasoia!

    Eppur si dice che esista una misteriosa A44 dove puoi trovare dei gatti (di ulthar?) in fila per sei col resto di…..no questa è una cazzata troppo grossa, ritiro tutto.

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  7. Sor Confu§o, col dovuto rispetto, ma che aveva fumato quella volta prima di mettersi al volante???

    E i nostri bravi ministri che ci fanno avere gli spot sulla guida sicura …

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  8. #16: per esperienza diretta le confermo l’esistenza della A44, con tanto di gattogrill dove si possono gustare dei panini specialissimi che rappresentano le varietà regionali del nostro bel paese: la laguna veneta è rappresentata dal “Pantegana” (prosciutto cotto di ratto accompagnato da fettine di formaggio Asiago); la cucina laziale da “ErTopone” (filetto di topo di campagna con carciofi alla giudia); per i momenti piccanti, e in onore al dialetto partenopeo, c’è anche lo “Zoccola” (petto e coscia di topo di fogna con mozzarella e peperoncino fresco).

    p.s. ma perché per andare a genova non usate la A26 che almeno non assomiglia a un ottovolante annodato?

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  9. IO ci sono stato sulla A26 e confermo che è più facile.

    Ma quando passi dalle parti di Ovada, Masone e altre amene ma poco ridenti località hai la sensazione come dire di essere su un altro pianeta.

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  10. adesso sulla A7, nell’ultimo e insidiosissimo tratto Busalla-Bolzaneto, hanno messo il Tutor per farti la media. C’è un signore, pagato dall’autostrada, che è piazzato dopo l’uscita di Busalla con un taccuino. Appena ti vede passare, si segna la targa e inizia a correre giù per i boschi, attraverso sentieri scoscesi, fino a Bolzaneto. Essendo il limite in quel tratto tra i 60 e gli 80, solitamente arriva prima di te, con cronometro in mano. Se riesci a batterlo ti manda la multa (sempre che tu non ti sia schiantato al terzo tornante, quello in cui di notte appaiono gli scheletri fluorescenti come al luna park).

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  11. ma Confuso, perchè ti lamenti? per noi zeneisi è quello il momento in cui ci si comincia a divertire … del resto anche de gregori scrisse “andiamo a genova coi suoi svincoli micidiali …”

    un’altra genovese trapiantata a milano

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  12. Comunque, l’autogrill fantasma esiste sul serio: è a Ronco Scrivia, pura archeologia del terziario progettata da un architetto pazzo. Sembra un il relitto di satellite sovietico precipitato, chi lo ha visto capisce.

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  13. Personalità Confusa da nuragico mi unisco al grido di dolore di ilpuntodimerda. Ti farò fare un’esperienza subliminale se verrai sulla Paradisola: la 131, te la raccomando. Poi me la romanzi com vuoi. L’ultimo cartellorcita ALLELUIA ALLELUIA mio Signore e gli angeli ti fanno anche il ghigno!

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  14. Strato al 30° piano, cosa te lo fa pensare?

    -…Le spine dei ficodindia sono quasi invisibili (quelle del frutto), più sottili dei peli di ciglia e ti penetrano nella carne per sempre.

    Le spine della cosiddetta “pala” (quella specie di foglia carnosa verde), sono lunghe un paio di centimetri e ti infilzano come aghi.-

    Lofoten dal suo libro di sado-maso-agraria “Come farsi/fare del male con i prodotti della natura” in omaggio le mappe sbagliate delle autostrade più pericolose d’Italia e il piccolo inserto guida (aggiungendo 25 cent.) dal titolo “A dorso di mulo lungo lo stivale isole comprese magari in maglietta in una giornata d’inverno”.

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  15. Un’ora per arrivare da Milano alle prime curve della serravalle?

    Belìn, ma l’autostrada la fai col triciclo?

    L’autogrill di Ronco, poi, è pura poesia.

    Ce ne sono solo due, in Italia, così: quello di Ronco e quello di Lainate.

    apelle

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  16. >> A questo punto, di solito, Isoradio trasmette Stairway to Heaven suonata al contrario.

    grandissimo & incommensurabile

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  17. @#1

    >>L’altro giorno invece ho guidato a Los Angeles, e in alcuni tratti ci sono 8 (otto) corsie.

    sarebbe un inutile spreco qui da noi.

    in italia staremmo tutti sull’ottava a 2 cm da quello davanti, ovviamente sfareggiando

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  18. quelli di Ibrid@menti hanno analizzato uno per uno i plei del tuo ano. Poi sono venuti tutti insieme aiutandosi reciprocamente. Ohibò.

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  19. Ciao Lofoten @ #34,

    Adoro le piante grasse (soprattutto per le loro implicazioni sado-maso…), ho anche scritto un saggio “Analisi comparata delle cadute da dorso di mulo in funzione della velocità del mezzo, della pendenza della scarpata, e della flora su cui si depone il fondoschiena a fine corsa”; il tuo libro “A dorso di mulo lungo lo stivale…” è citato nella bibliografia del mio!

    A casa ho (questo per davvero) diverse agavi e diversi fichi d’india, ormai cresciutelli, razziati durante i miei soggiorni in Puglia a casa di mia zia.

    Tanto per rientrare in tema, ho notato che il tratto di autostrada oggetto del post è disseminato di piante carnivore nei punti strategici; ne ho vista una fagocitare un TIR e poi ruttare fragorosamente facendo piovere sull’asfalto pezzi di lamiera e targhe!

    Giorgio

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  20. Caro Stratos, ti ringrazio infinitamente di avermi citato nella bibliografia.

    Domani ci ho na causetta con uno di Genova che addirittura rivendicava la paternità della mia pubblicazione.

    Quindi, farò il tratto autostradale incriminato.

    Dovesse succedermi qualcosa, ti lascio il Confu§o a cui badare e ti autorizzo a mettere la mia firma nei tuoi commenti.

    A presto

    tua Loffy

    p.s. ti sarei grata se potessi fornirmi indicazioni sull’ubicazione delle piante carnivore e le eventuali le coordinate gps. (un po’ come si fa con gli autovelox)

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  21. Cara Loffy,

    la nostra tresca è stata scoperta! Vabbè pazienza, continuare a fingere stava diventando provinciale …

    Tornando alle cose serie, quell’infame bastardo con cui sei in causa ha sicuramente le ore contate! Per un agevole transito lungo la A7, è sufficiente che tu vada nella mia area download:

    http://www.strato2006.com/download/

    e scarichi il seguente eseguibile (zippato):

    anticarnivoreplants_vers3.2beta.zip

    che è una patch per il gps del tuo mulo … oops del tuo cayenne; lo installi e lui ti indica automaticamente la posizione non solo delle mega-piante carnivore, ma anche degli indigeni inferociti, dei caselli fantasma e quant’altro di insidioso nel tratto di strada di cui parlavasi. Lo aggiorno apposta per te almeno 3 volte al giorno (sì perché spostano le piante, ‘sti stronzi…), quindi non avrai problemi.

    A presto

    Ufficialmente Tuo Strato2006

    P.S. bello questo “Stratos”, mi fa sentire una via di mezzo tra una macchina da corsa e uno dei tre moschettieri …

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  22. Caro e simpatico Stratos,

    in questo istante sto riempiendo i barattoli (preventivamente scaldati nel forno per evitare lo choc termico) di marmellata di arance da portare agli avvocati genovesi che seguono la mia pratica, ma purtroppo sono tutt’ora dispersi nel tratto autostradale di cui trattasi. Gli ultimi avvistamenti li davano alla cappella dell’autogrill “Lasciateognisperanzaovoicheentrate” che mangiavano un pancito.

    Ho invece scaricato l’eseguibile che più tardi mi appresterò ad eseguire.

    Ti sono immensamente grata della patch che in verità mi pareva fosse un pezzo di stoffa scozzese da mettere in groppa al Gippiesse, che è poi il nome del mio mulo. Però poi ho capito.

    Dammi conferma o smentita del fatto che il tratto autostradale cui si riferisce il post del nostro Confu§o è continuamente battuto dai pullman di Veltroni pieni di ragazzacci che buttano chiodi dai finestrini.

    Nuovamente tua,

    Loffy

    X Confu§o: voglio il testo al contrario di “Ghiaccio bollente” di Toni Dallara

    @43. Lo so chi sei.

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  23. Ci hanno lasciati soli su questo tratto di autostrada!

    Cara Loffy, sono allarmato: Js, Gattopesce, Diamonddog … persino Ilpuntodimerda … dove sono andati? Perché ci hanno abbandonato?

    Per il resto:

    1. brava, hai capito che il messaggio era cifrato e ti stavo consegnando il sottosella per Gippi (diminutivo …);

    2. confermo, oltre ai pullman di Veltroni ci sono anche degli yacht del Berlusca pieni di figli suoi che tirano televisioni in testa a tutti … davvero un postaccio!

    Sempre tuo

    Strato(s)2006

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  24. Mah, forse prima erano delle banali limousine, e hanno fatto il pieno alla Q8 … (scusate) … quindi potresti trovarli ovunque. Cmq stamattina ci ho due quesiti che mi arrovellano:

    1. vorrei tanto anch’io un vasetto di marmellata di arance; è con quella che fai le tue famose crostate?

    2. ascoltando al contrario i maggiori successi dei lunapop, di dj francesco, o di biagio antonacci, è possibile che ne venga fuori qualcosa di buono?

    Infine, la mia asina (si chiama “Accatittippìduepuntibarrabarra”, per gli amici “http://” o più semplicemente “Titti”) mi chiede di salutare il tuo fedele “Gippiesse”.

    Bacioni

    Strato2006

    #48/43/Aznavour: e dicci la tua, eccheccazzo! :-)))

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  25. Concordo con Aznavour e mi scende una gelosa silenziosa invidiosa lacrima :-). Ah l’amore… l’ amour….4348 senza prefisso

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  26. #47: sono due giorni che sono completamente impegnato a togliermi le spine di fico d’india dal fondoschiena con una pinzetta per le unghie, capirà quindi che sono momentaneamente troppo impegnato per poter commentare

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  27. A7 – In diretta dall’Area Bettole ovest.

    La situazione qui è preoccupante.

    Numerose colombe pasquali sono state liberate nel vano tentativo di sottrarle dalle fauci degli automobilisti bloccati qui da mesi a causa dello sciopero del signor Pittaluga casellante in cassa integrazione dal ’93.

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  28. sicuramente è Dio stesso che ha scritto ‘buona fortuna’, che ti credi? ed è sempre lui che mette i fiori, mi pare logico. e quello al casello, è San Pietro: mica si esce vivi da un viaggione così..nemmeno i Led Zeppelin satanici e vaneggianti…

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  29. Ah, quanti ricordi… Un tempo, quando le vacche erano grasse, la facevo ogni week-end. Al ritorno era più facile perché era tutta a passo d’uomo. Tant’è che si partiva dotati di baguette e formaggio e con il coltellino svizzero si cenava così…

    La punta di diamante fu però quando un camion si rovesciò e prese fuoco in galleria. Sentii una francese gridare “Le feu! Le feu!” e senza pensarci su tanto, abbandonai la mia Ka (ben a lato, prevedendone l’utilità) e cominciai a correre, correre, correre. Le gambe erano molli come budini… il terrore è una strana sensazione, nè? E la galleria non finiva mai… la luce era lontanissima. Comunque, il peggio è stato trascorrere le 4 ore seguenti in attesa. L’acqua ce l’hanno portata dopo 3 ore (erano tipo le 14 di un mese estivo caldissimo) e dato che non succedeva nulla, gli uomini hanno iniziato in sommossa a divellere guard-rail con la bruta forza della cannuttera… E poi i vigili del fuoco ci chiesero di entrare in galleria a riprenderci le macchine per liberare la strada, che dovevano passare loro. Bhé, certo, con tutto quel fumo nero che usciva… Ah, bei ricordi… che organizzazione, che indimenticabile problem solving!

    MAH

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