Lettera di un abete alla Cristianità

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Buongiorno, signor blogger, mi rivolgo a lei affinché attraverso il suo sito possa sottoporre alla pubblica opinione un caso di ignobile maltrattamento di cui i media traviati dalle multinazionali e dal consumismo non vogliono parlare.

Chi le scrive è, suo malgrado, un albero di natale. O meglio, fino a pochi giorni fa ero solo un abete, uno splendido abete che libero e nudo se ne stava a oziare e prendere quel bel vento fresco di dicembre che a noi conifere piace tanto.

Ero lì con i miei amici alberi di altre specie e tutto sommato mi sentivo felice. A dire il vero mi ero accorto che da qualche settimana gli altri alberi ogni tanto mi guardavano e sghignazzavano tra loro: io gli domandavo spiegazioni (“Ma che ridete?”) ma senza riceverne risposta (“Niente niente, ih ih, hai mica un calendario?”). E continuavano a bisbigliare.

Poi un brutto giorno arrivano questi umani con le scale e cominciano a vestirmi da pirla. Ho tentato di protestare (“Ehi, che fate, giù le mani, che modi sono questi?”), eppure non è servito a nulla.

Adesso sono qui, illuminato. Una vergogna che non le dico.

Ora lei, e con lei la cristianità intera, mi deve spiegare perché. Perché noi abeti tutti gli anni dobbiamo subire il destino di agghindarci da scemi con addosso tutte questi lumini elettrici che danno un fastidio del diavolo, le palline colorate appese ai rami, fiocchetti, pendagli, dolciumi e il puntale in testa. Mettetevela voi questa roba addosso, se proprio vi piace. Avete mai provato a stare un mese intero con una stella cometa di cartone sulla fronte?

E poi: che significa questa discriminazione, noi abeti sì e gli altri alberi no. Perché questa cosa non la fate con gli oleandri, la vostra festa? O i pioppi allora? Gli olivi? Se proprio bisogna combinare questa cosa, che si facciano dei turni! Ogni anno, un tipo diverso di albero. Un po’ per uno non fa male a nessuno.

Noi abeti non possiamo più tollerare l’assoluta indifferenza dimostrata dalla vostra società nei confronti di questo gravissimo problema. Non ne possiamo più di essere messi alla berlina così, senza motivo. Qualcuno ponga fine a questo sconcio.

D’accordo, mi calmo, e finisco, e porgo i saluti, a lei e ai suoi lettori compassionevoli. Naturalmente senza farvi auguri, che per noi pinacee, si sa, portano jella.

68 commenti su “Lettera di un abete alla Cristianità”

  1. Io l’albero di Natale l’ho fatto col rosmarino (pubblicherò foto a giorni). Anche perché di solito gli abeti non sono fortunati come quello che ti ha scritto: oltre che a vestirli da drag queen, li decapitano…

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  2. Ricevo e pubblico volentieri (col permesso di Confu§o).

    “-Salve. Anch’io sono un abete e vivo nel salone delle feste di casa Abete, presidente della Banca Nazionale del Lavoro, e amministratore delegato della A.Be.T.E. SpA. Vengo dal Caucaso e il mio vero nome è Abies nordmanniana anche se la signora Abete mi chiama Ciccino e mette cubetti di ghiaccio di acqua di sorgente del Belucistan dentro il vaso cinese Dinastia QING Periodo Kangxi che mi accoglie. Sono addobbato con stelle di cristallo Swarovski e fiocchi di velluto rosso tessuto nella Valle del Sinai secoli fa. In cima, una piccolo ritratto della Gioconda da giovane fa da puntale, mentre metri di nastro dorato (bende di mummia egiziana immerse nell’oro liquefatto) avvolgono le mie verdi fronde.

    Sentite, ma è vera la storia del cassonetto?”

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  3. Ricevo con preghiera di pubblicarlo:

    Salve, sono un abete di plastica di quelli messi in fila, smontati e chiusi nelle custodie di cellophane nei grandi magazzini.

    Oggi è venuto un tale che mi ha portato a casa sua. Mi hanno sistemato in un angolo dopo che hanno spostato il divano, il televisore e la stufa a gas. Mi hanno agghindato con le lucine arcobaleno che ne funziona una sì e una no, con le palle di vetro di tanti anni fa e quelle più brutte me le hanno messe dietro, le strisce pelose d’oro e d’argento che perdono tutti i filini, 15 stelline di cartone riciclato ritagliate dalla maestra dell’asilo della più piccola, 3 foglie di marijuana fatte col das, opera dell’adolescente di casa e, come puntale, la Torre Eiffel di plastica rossa che s’illumina quando si dà un calcio al groviglio di prese sotto di me.

    Ho sentito dire che quando finiscono le feste mi smontano e mi mettono nello stanzino insieme alle ciabatte puzzolenti, all’aspirapolvere e alle tarme.

    E’ vero?

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  4. Ecco perchè lo preso di plastica. Quando mi sono avvicinato ad un abete in un vivaio di Cagliari ho sentito delle strane sensazioni…In sardo frastimusu (leggi maledizioni).

    Ecco perchè…

    Vado a dirlo a mia mamma

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  5. Egregio sig.Confuso,

    La presente per porgerLe i più distinti auguri di serene festività.

    Vive cordialità

    (ho semplicemnete adattato il testo di una mail che mi è arrivato stamattina)

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  6. Egregio Signor Abete,

    pensi ai poveri Signori Cipressi che invece di avere una vita serena come la sua sono costretti a vivere sui bvialetti dei cimiteri *_*

    Si rallegri.

    Buone Feste.

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  7. Ricevo e pubblico volentieri:

    “I miei ossequi, sono il prezzemolo.

    Da anni idolatrato come necessario presenzialista in tutte le pietanze povere e ricche, oggi mi ritrovo con due palle grosse così che pendono dai miei teneri steli e che mi costringono a stare prono verso la menta e il rosmarino, io che non li ho mai potuti sopportare. Tra un po’ mi legheranno anche col filo dorato e proveranno a mettermi il puntale fatto con gli stecchini usati.

    La presente è inviata anche alla salvia, al chiodo di garofano, all’anice stellato e per conoscenza alle autorità preposte alla salvaguardia degli aromi usati per scopi al di fuori della loro vera natura.”

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  8. esprimo tutta la mia solidarietà al povero Abete lettore, e anche al neo collega prezzemolo…. e già che ci sono, visto che fra poco più di un’ora andrò in ferie e non vedrò tutti voi fino a gennaio, vi auguro…. beh… divertitevi!!! a presto Siòr Confuso

    V@

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  9. Causa post Confu§iano, costretti ad addobbi mortificanti per nostra levatura vegetale.

    Invocasi Convenzione del Ficodindia e aiuti da organizzazioni vegane.

    Firmato:

    Ficus Benjamin

    Tuja

    Acer Saccharum

    Quercus Coccinea

    Prunus

    E altri…

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  10. mah sarà che il mio albero è vanitoso ma non si è ancora lamentato di come l’ho conciato.. mai fatto un albero così fescion. comunicate al signor abete che mi prenderò io cura di lui, per renderlo più felice..sisi

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  11. -comunicazione di servizio-

    Zia Lò, celhaimicaunabellastelladinatalechedevometterlacomecentrotavolail25apranzochecistabeneassiemeallamelaearanciaessiccatecoichiodidigarofanoelanicestellato?

    -grazie dell’attenzione-

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  12. -Comunicazione di servizio-

    Kj, mi è rimasta una foglia di bicarbonato, due steli di sale e pepe e una manciata di spine di ficodindia.

    Vedi un po’ tu che si può fare.

    zi Lò

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  13. Io invece ho in mente di coinvolgere il mondo animale in questa cosa.

    Chessò una bella coda di micio con puntale ai croccantini luminosi. Oppure la groppa di un bel maialone con su stelline fosforescenti e fili di mortadella argentati.

    Naturalmente gli animali saranno rigorosamente vivi.

    Un animale di natale per giunta itinerante.

    Accidenti che ideona.

    p.s. non è che poi ricominci con “riceviamo e volentieri pubblichiamo?”

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  14. -Il mondo è fatto a rete c’è chi ci cade dentro, c’è chi diventa Abete-.

    Lofoten dal suo libro “Aforismi e gargarismi dal mondo che vegeta” di prossima pubblicazione.

    € 2.50 + infradito di ficodindia in omaggio

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  15. Ehiiii gente come vaaaaaaa???

    Via mando tanti saluti e auguri dall’Abetone.

    Zia Lò dall’Hotel “Pino”

    P.S. sto già finendo lo scalda caviglie all’uncinetto, ci vuoi l’elastico sotto?

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  16. Si associano alla protesta dell’abete i seguenti soggetti:

    -la paglia del presepe

    -il pungitopo

    -il muschio

    -la stella di natale

    -menta, salvia e rosmarino (solo per solidarietà)

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  17. x§, lossò kessòno in tremendo ritardo, ma volevo farti gli auguri di buone feste… sai quelle koselì ke si usano di questi tempi? ekko, proprio quelle kose… keppòi, diko, cioé… no, ci ripenso e non telodìko. però, senti evvéro ke annatàle si cena kon i propri familiari ettùtte quellekoselì ma, ciò non vale anke per il kapodanno, nevvéro? dunque…

    azz, sai keffàccio adesso? prendo la motosega del mio vekkio nonno k’è giù di sotto in kantina, la metto in moto e sego il primo abete ke inkontro sulla via per il merkato dell’usato di Saronno eppòi lo fotografo steso per terra e te lo spedisko per mail. sì?

    kissà perké migìra tutto intorno… TUTTO, gira eggìra trallalléro…

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  18. http://%20http://ioeilmiopc.splinder.com

    x§, makké link è kodesto?

    cioé, io quel vino l’ho bevuto, evvéro, era rosso effòrte ebbuòno eppòi dasòlo passava dallo stato liquido a quello gassoso ke non facevi in tempo avvéderlo ellùi blup… spariva, ennòi ridevamo ettùtto girava kome gira ankora ma… io questo link non lo kapisko: sarà mika un messaggio in kodice? qualkosa ke vuoi komunikarmi ed io non ci riesko? forse koordinate, maccérto, forse sono le koordinate universali per inkontrarci su un pianeta qualke sekondo luce daquì , boh, nonsò… oppure un rakkonto algoritmiko, basterà forse skompattarlo kome un PUNTOZZìP… oppure una poesia, una melodia antika da cerkare nel ritornello alfanumeriko… non so, però quel vino sekondomé lo hai assaggiàto anketé!… vero?

    🙂

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  19. caro abete, da mò nn ti faccio + alberello natalizio, anche se nei miei ricordi vige un abete emorme, che mio zio, riempiva di cioccolate e leccornie irresistibili!!!

    Mio papà, rasava un gineprino dal bosco ed era bello anche quello!

    Poi, la campagna antisfruttamento abetie vari, mi fecero coraggiosamente, rimpiantare due abeti nella terra dopo natale e la befana, ma solo uno su dieci, sopravviveva!!!

    Fortunatamente sono arrivati i cinesi, coi loro finti abeti, ed uno mi fa compagnia da un circa 4 anni!!!!

    E’ fedele, non respira, non si nutre, non vive e nn muore!!!

    Evviva la cina!!!!

    barbara

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  20. Coraggio abete… pensa ai tuoi fratelli morti in guerra per la tua stessa causa… tu almeno resterai vivo quando ti spoglieranno, ma loro hanno vissuto solo un momentaneo mese di gloria luminosa per poi svanire nell’immondizia!

    Io invece a casa mia ho un affare che ti fa l’imitazione in un modo che stupirebbe anche te, sai? Ed ogni anno ci riesce sempre meglio! Ma temo che anche lui, pur imitandoti soltanto, se ne vergogni un po’….

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  21. Buon Anno anche a te. Buon Anno a tutti! Buon Anno a chi ha appeso il pupazzo di Babbo Natale su balconi e tetti, in quella postura che non si capisce se il vecchio si sta arrampicando per rubare, o mira al tetto per suicidarsi. Spero che il prossimo Natale vengano dichiarati illegali, altrimenti dopo la liberazione dei nani da giardino fonderò un movimento di liberazione dei Babbi Natale dalle scalette illuminate. E Buon Anno anche a Claudia Andreatti che ora fa l’annunciatrice Rai, e col ditino spegne il video. Anche se, visti i programmi, non c’era bisogno di scomodare una Miss Italia per farci spegnere la tv. E Buon Anno a quei ragazzi che girano col cavallo dei pantaloni così basso che sembrano appena alzati da una seduta di gabinetto. E Buon Anno a Bin Laden di cui il prossimo anno uscirà il nuovo video. Nel frattempo dovremo accontentarci di scaricarlo da Internet. E per finire, Buon Anno a chi sogna un mondo migliore… ma solo dopo che ha mangiato pesante. Altrimenti niente sogni.

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  22. Amici, rieccomi! Scusate, scusate davvero, ma sono rimasto chiuso per 15 giorni nei cessi dell’autogrill di Dorno Est ove ho festeggiato natale e capodanno da solo: la signora che pulisce è tornata solo ora e mi ha liberato. Benvenuti nel ultimo dell’anno della storia dell’umanità (e quindi anche di questo blog). A prestissimo – pochi minuti, temo – con nuove argutissime osservazioni e articoli sagaci (si fa per dire, insomma, anche quest’anno qui vi beccate le solite cretinate senza senso e senza grammatica).

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