36 commenti su “Le grandi domande del nostro tempo”

  1. così nessuno si mette a ballare indossando le scarpe che vuole comprare così queste non iniziano a fargli male in negozio ma solo quando si ballerà in discoteca! (ma la punteggiatura dove andava?)

    Rispondi
  2. perckè la musicka + è brutta + fa sembrare bello ciò cke c circkonda, ovvero sckarpe!

    quindi + musicka sckadente = + sckarpe vendute

    è matematicko! o no?

    firmato ckf

    Rispondi
  3. Concordo con #2, nei supermercati ti va anche peggio, mediamente ti propinano roba italiana degli anni 80 o 90, il genere va molto Concato, la Mannoia, Pupo, ma soprattutto le “meteore” di quegli anni. Ogni tanto spezzano con un brano straniero (colonna sonora di Flashdance, Withney Houston).

    Rispondi
  4. Scusate, sono una snobbona.

    Tollero volentieri marco masini ar supermercato

    sopporto stoica laura pasini quando me compro le cioce

    Ma se vado a prendere un aperitivo romantico fico in un posto fico, con tutti arredi fichi, cor pianoforte antichetto e tutti gadget antichetti, e mi bevo una cosa sofisticata figa.

    E ci voglio stare anche un po’ maremma tegama

    Tu nun poi sfracassarmi la uallera con Michele Zarrillo.

    Perchè io allora prendo lo spritz, le noccioline e organizzo na battaglia navale.

    Rispondi
  5. Pensa un po’ che nei negozi di calzature tedeschi, (arrivo or ora da quel di Teutonia) quelle che fanno cacare sono le commesse.

    Certi peli sulle gambe, che comunque s’intonano a meraviglia con le scarpazze che vendono.

    Rispondi
  6. Io lavorai in un Iper e mi sparai Radio Iper 6,5 ore al giorno per 5 anni. Ti posso dire che le hit del momento a radio Iper arrivano con 3-4 mesi di ritardo, perciò mentre sarai preso dal dilemma panettone o pandoro ti beccherai badabumBadabumBadabumChaCha

    Rispondi
  7. @#8: cazzo…”c” e “k” son distanti, sulla tastiera. Cioè..lo fai proprio apposta, allora…omadonnasanta…

    Quello del #2.

    Rispondi
  8. nei negozi di abbigliamento serve a farti utilizzare per il minor tempo possibile il camerino di prova ed agevolare il flusso umano e cartacreditizio. io mi spiego così l’opera omnia di giggi nostro in loop. approfittando del gruppo di sostegno creatosi qui, i commessi di quella catena che fa loro indossare una simpatica divisa da arbitro devono per contratto utilizzare un volume di voce di 3/4 toni più alti dell’urbano, che voi sappiate? me lo sono domandato.

    delle radio interne degli ipermercati apprezzo soprattutto i gradevoli e freschi jingle autoprodotti.

    stee

    Rispondi
  9. oh cke bello! il signor ckonfusa (ma ckonfusa è il ckognome giusto?) ha notato il mio ckommentuckolo :°°° ma ckmq, sig ckonfusa, xckè in post veckcki la ckiamano alessia, e xckè alessia nn è menzionata fra i protagonisti? °_°

    ovviamente, ormai sn ckm mickelangelo, nn c’è bisogno della firma

    p.s. firmato ckf

    Rispondi
  10. invece oggi mentre facevo la spesa in un maxitigre hanno messo carrie degli europe…e d’un colpo ho trovato quasi commoventi quei prezzi così incredibilmente alti!

    stu

    Rispondi
  11. sig. confusoa straparlo ad esempio del post del 24/05/03

    riguardo al ckoraggiosissimo anonimo, lasci stare il mio spacciatore, cke mi fa sempre ckredito, è un amicko, e lo ckonoscko da più tempo di lei cke si fa pubblicità sui blog (abbiamo ckapito tutti, ckaro sig. anonimo, cke lei in realtà spera cke io abbandoni il mio amicko pusher per rifornirmi da lei!)

    Rispondi
  12. RADIO IPER E SAI COSA ASCOLTI!!!! Boh?! A me sembra che all’Iper non conoscano la parola “palinsesto” cioè, la musica che “propinano” è sempre la stessa, intervallata dagli annunci “di servizio” quali: “Comunicazione Interna: Il n° …. comunichi con l’interno …” e vari annunci pubblicitari in puro “stile IPER”!!! La gente che va all’Iper, sia per fare la spesa che per “guardare i negozi”, deve ascoltare le novità, non ascoltare la solita “solfa”, magari, “aggiornata” con il “revival” anni 60 – 70

    Rispondi

Lascia un commento