Categoria: cose

Maison España

Festa di compleanno non mia alla Maison Espana, orrido locale etnoispanico in via Mantegani, Milano. Poster di toreri alle pareti, canzonacce pop latine suonate tutta la sera e all’ingresso il buttafuori che decide chi entra e chi resta al fresco (persino il festeggiato rischia di non essere ammesso). Io preferirei che mi lasciasse fuori. E invece no, mi fa passare, ‘sto scemo. O tu. Alla Maison Espana non devi andarci mai. Se qualcuno una sera ti telefonasse per proporre questo locale prega tutti i santi di avere il cellulare scarico. Altrimenti négati, fingi di avere l’influenza, e comunque, rifiutati. –…

Milano, tutti i mercoledì mattina, ore 8.30

Milano, tutti i mercoledì mattina, ore 8.30, ora di punta. Traffico e freddo. Io nella mia macchina ho Jimi Hendrix alive & furibondo che brucia la chitarra e urla come un bestia, che devo tenere le portiere ben chiuse con la sicura sennò questo qui mi esce fuori e mi ammazza un paio di passanti. Se vai in ufficio ascoltando questa roba, sul lavoro sarai molto più crudele della tua collega-nemica che nell’autoradio ha l’album di Mariah Carey o la colonna sonora del Diario di Bridget Jones. Insomma sono lì in coda da mezzora e penso: boh chissà che sarà…

La tuta anticazzate

Oh come vorrei possedere la tuta anticazzate. La indossi e poi puoi ascoltare tutte le cazzate che vuoi senza farti venire l’orticaria. Puoi guardare tranquillamente la tv  o leggere l’editoriale di Alberoni, perché la tuta respinge le radiazioni nocive delle cazzate. Ecco, me la sono comprata e ora la voglio sperimentare per bene. Un’email mi segnala il sito – o il blog? – di Emanuele Filiberto di Savoia. Perfetto. Mi affaccio sulla homepage del principino, naturalmente strabocca di grafica da stilista d’alta moda. Bene, la tuta resiste. Entriamo. Ahia, la sezione fotografica è in allestimento. Meglio così, andiamo avanti col test…

Ristorante ai Malavoglia

Decisione improrogabile: investire buona parte del proprio stipendio in pesci alla griglia. Il prescelto è il ristorante I Malavoglia, specialità cucina siciliana, trovato su Google digitando le parole ristorante, pesce, cucina siciliana. All’entrata ti aspetteresti l’accoglienza della comare Zuppidda e lo zio Cola col grembiule sporco di pesce: invece c’è un giovane cameriere, azzimato e serissimo, che ti guarda le scarpe da ginnastica come se volesse chiederti “Ma cosa ci fate voi qui, guardate che questo è un ristorante, avete sbagliato porta” Ma non può dirlo. E allora ti fa accomodare. La sala mezza vuota è immersa in un silenzio…

Esercizi di stile

Via email ricevo una delirante proposta di collaborazione. Partire dal racconto di un banale fatto quotidiano, e riscriverlo di nuovo ma in milioni di modi diversi. Mi associo. E’ il concorso proposto dallo Zopblog, ispirato agli esercizi di stile di Queneau. Il racconto da cui partire è questo. Io ho anche già partecipato con un paio di esercizietti: questo e poi questo.

Las Meninas di Velazquez

Siori e siore venghino! visto che di fare audience non me ne frega nulla, adesso, su questi schermi, trasmettiamo un documentario su Las Meninas di Velazquez. W la qualità, abbasso la quantità. Dunque. Clicca qui per vedere l’opera (si apre in una nuova finestra). Fatto? Ok. Il soggetto dovrebbe appunto essere “las Meninas” cioè le damigelle d’onore della figlia del re di Spagna, l’infanta Margarita,peraltro presente e in bella mostra. In realtà questa opera è un auto ritratto: Velazquez è lì, a sinistra, di fronte alla tela della quale vediamo solo il retro. O è un ritratto dei due re…

Marcovaldo 2

Ancora su ispirazione di Marcovaldo immagino un’inedita (a quanto ne so io) forma di protesta pacifica nei confronti di tutti quelli che dicono che i consumatori devono spendere di più, “così ci guadagnamo tutti e finisce la crisi”. La protesta: si va in un supermercato e si riempie il carrello di tutto ciò che si vorrebbe comprare se si avesse il becco di un quattrino. Pesci, vini, chili di frutta e verdura, formaggi, vini, ecc. Poi si abbandona il carrello zeppo di roba e si scappa dall’uscita senza acquisti. Adatto a chi ha molto tempo libero.

Marcovaldo in metropolitana

“Così fantasticando, aveva perso il conto delle fermate; a un tratto si domandò dov’era; vide il tram ormai quasi vuoto; scrutò fuori dai vetri, interpretò i chiarori che affioravano, stabilì che la sua fermata era la prossima, corse all’uscita appena in tempo, scese. Ma quel poco d’ombre e luci che i suoi occhi riuscivano a raccogliere, non si componevano in nessuna immagine conosciuta. S’era sbagliato di fermata e non sapeva dove si trovava.” (Calvino, Marcovaldo) Ho notato che nelle giornate di chi vive in città ci sono due momenti in cui il tempo è irrimediabilmente perduto, se non si reagisce…

Email ricevuta poco fa

Le cause non determinano il carattere della persona, ma soltanto il manifestarsi di questo carattere, cioè le azioni. (Arthur Schopenhauer) “Hai visto? Persino Schopenhauer, persino lui che era un tardone l’ha capito che l’esperienza non modifica l’essere e che quindi Galileo Galilei era un cazzaro! Domani scrivo una lettera al comune di Firenze per far levare statua e tomba di Galilei, ci facciamo mettere un bel monumento al cioccolato al peperoncino (il miele al peperoncino è troppo impegnativo, non capirebbero) mentre alla statua mettiamo un bel naso rosso da pagliaccio (non si può distruggere una statua, è peccato) e gli…

Andreotti

Stanotte vagavo per quella strana zona tra la veglia e il sonno leggero, tra pensieri e inizi di sogni. E quindi ho sognato Andreotti. L’onorevole Giulio Andreotti. E’ tutto il giorno che quotidiani, radio e tv parlano di lui, poverino, condannato alla galera. Ed e’ lui che mi appare nel dormiveglia, con la sua voce chioccia, le sue battutine, la faccina grinzosa che sembra una maschera di carnevale. Nel buio riemergono memorie del libro di Corrado Stajano, dove tra le delirante minacce telefoniche anonime, intercettate e registrate, ad un certo punto salta fuori anche il nome di Andreotti. Quelle voci,…