Allarme Confuso, lo smart watch che ti informa quando il tuo blog preferito viene aggiornato

Perdi un sacco di tempo tornando ogni mezzora sul tuo blog preferito per vedere se c’è un pezzo nuovo? Da oggi non è più un problema!

E’ nato Allarme Confuso, il primo blog alert che ti avvisa sugli aggiornamenti senza intasarti la casella di posta elettronica! Allarme Confuso è un elegante apparecchio da polso che emette una melodia quando il tuo blog preferito viene aggiornato. Immaginiamo che tu sia in una riunione di lavoro. All’improvviso ti squilla il polso: wow, il tuo blog preferito è stato aggiornato! Presto, abbandona la riunione con il falso pretesto del “Scusate, ho una telefonata importantissima”, esci e corri sul pc a leggerti l’ultima gustosa avventura di Personalità Confusa!

E che melodie! Una vasta gamma di opzioni, dagli hit rap e pop alla sigla del Tg1! E poi ci sono le nuove straordinarie suonerie polifoniche con divertenti segnali di avviso rumorosi come il rutto o l’anziano che sputa o tira su col naso! Per i duri d’orecchi, c’è anche la simpatica funzione Violent: al momento giusto, Allarme Confuso forza il polso e costringe la tua mano a mollarti una sberla in pieno viso!

E i per cultori dei post notturni, Allarme Confuso Night: se stai dormendo e il tuo blog preferito viene aggiornato, Allarme Confuso sprigiona una scarica da duemila volt, svegliandoti dal tuo inutile sonno, così tu puoi alzarti dal letto, andare a collegarti ad Internet e leggere in tempo reale lo spassoso pezzo pubblicato da Personalità Confusa alle 3 di notte!

Che bellezza, vero? Con Allarme Confuso il tuo blog preferito è SEMPRE con te!

Entra anche tu nel magico mondo di Allarme Confuso!

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Il Direttore Marketing va in California (ma per lavoro)

Oggi per la prima volta il Direttore Marketing del Mio Blog mi telefona in ufficio:


– Ueilà! Come andiamo?

– Io male, e tu?

– Io invece alla grandeee! Sono a San Francisco, c’è un sole che spacca le pietre.

– Beato te.

– Yes, sono qui a pranzo sul molo, tramezzini all’aragosta viva, grigliata di granchio e milk shake al martini. Di fronte a me c’è il Ceo di Google.

– Non ci credo nemmeno se me lo passi.

– Bè, in effetti non è proprio il Ceo. Però è un big di Google.

– Un dirigente?

– Una specie

– Americano? Californiano?

– Cal… Non proprio californiano. Calabrese.

– Ma lavora per Google?

– Bè, sì, diciamo che è una sorta di consulente SEO, un marketing freelance, abbiamo fatto assieme la Bocconi, adesso lui si è messo in proprio, ha aperto un service, cioè, un’agency di consulenza e servizi ICT. Per ora è da solo, io gli dò una mano, ma è una struttura agile con focus sui driver di business, robe per raccogliere con successo le sfide del mercato.

– Ho capito: è un disoccupato. Ma quindi?

– Quindi cosa?

– Quindi cosa me ne fotte a me che tu stia al bar a San Francisco con un tuo amico?

– Nulla, volevo comunicarti che sto lavorando su nuovi progetti di business qui nella Silicon Valley, perciò potrò dedicare meno tempo al marketing del tuo blog.

– Per me non c’è problema, tanto tu non mi costi una lira, visto che non esisti.


(continua?)

 

 

Il Direttore Marketing consiglia di scrivere un post sul Festival di Sanremo

Alle 20.30 della sera, proprio quando sto sgelando i sofficini, il Direttore Marketing si presenta sotto la finestra di casa mia cantando a gola spiegata l’Ave Maria (ma non quella di Schubert, quella di Renato Zero).

– Cosa ti è successo, la cocaina era tagliata male?
– Ridi, ridi, che Iva Zanicchi ti ha fatto gli gnocchi. Gli accessi al tuo blog sono in picchiata, sei peggio delle azioni della Unicredit. E se consideriamo che un utente su 4 ti legge dopo cena, sostanzialmente siamo alla vigilia del crollo dell’audience.
– Cosa c’entra il dopocena?
– Ma cribbio non li leggi i giornali? C’è il festival di Sanremo!
– Embè?
– Qui ci vuole una strategia editoriale, santamadonna, non possiamo perdere il 20% dell’indice di ascolto in una settimana.
– E chissenefrega, finito il festival di Sanremo torneranno.
– Tu deliri, se lo user mi ridiventa prospect, dopo, la rifidelizzazione diventa critica!
– Cosa?
– Lasciamo perdere. Sei un disastro, non mi consideri per niente l’attualità! Già non scrivi un rigo sui reality show di Canale 5, se poi non mi posti qualcosa sul Festival di Sanremo siamo rovinati. Forza, ti ho preparato una bozza di un articoletto su Lisa, nella categoria Big a Sanremo (il suo manager è mio amico) – senti che incipit: “Annalisa Panetta, vero nome di Lisa, è nata il giorno della Befana come altri due grandi interpreti della musica italiana: Nek e Celentano. Esattamente il 6 gennaio (il segno zodiacale è il Capricorno), a Siderno, provincia di Reggio Calabria…”
– No, io ‘sta roba sul mio blog non la pubblico!
– Ma ascolta, senti che prosa, senti che post ti ho scritto! “Dopo la partecipazione ad Amici di Maria De Filippo, la versatilità artistica porta Lisa a cimentarsi anche con il musical: Tony Cucchiara la scrittura per il tour italiano della sua opera, uno spettacolo incentrato sull’eterna lotta fra il bene e il male, nel quale Lisa interpreta due personaggi storici, Anna Frank e Giulietta…”
– Tony Cucchiara?
– “La cantante calabrese è stata protagonista di numerosi eventi di grande prestigio internazionale. Nel 2002 si esibisce di fronte a Papa Wojtyla durante la Giornata Mondiale dei Giovani di Toronto, cantando dal vivo una cover di Blow In The Wind (sic) di Bob Dylan. L’anno seguente partecipa a un concerto per gli italiani all’estero trasmesso dalla tivù svizzera: nella suggestiva cornice di Piazza di Spagna, Lisa condivide il palcoscenico con artisti del calibro di Biagio Antonacci e Nek…”
– Oddio, mi sento male.
– “… i sindaci di Gioiosa Ionica e Marina di Gioiosa Ionica le offrono le chiavi delle due città al termine di festeggiamenti sontuosi con migliaia di persone in piazza a renderle omaggio…”

Il Direttore Marketing incontra i customer

Puntuale come la morte e gradito come una ginocchiata al fegato, il Direttore Marketing del Mio Blog si materializza nella cucina di casa mia alle 7.05 am del lunedì mattina. Fresco come una rosa, vispo e lucidissimo. Invece io, in pigiama e con gli occhi semichiusi, faccio fatica a riprendermi di fronte alla tazza di concentrato di caffeina in fondo alla quale scorgo l’abisso di una settimana reale terrificante. E lui, che per sua fortuna (ma non mia) è solo virtuale, comincia subito a sparare scemenze. Racconta di aver tenuto “un customer day workshop”, cioè un incontro per trovare il merlo a cui vendere il mio blog con baracca e burattini. “Ho individuato una location molto trendy e un po’ underground, nell’east end.” Traduzione: il luogo dell’incontro era un seminterrato in una viuzza della periferia est di Milano.


“Dopo uno storming di mailing mirate e di recall, è stato raggiunta un buona redemption di tracking” prosegue (ossia: sono stati trovati quattro fessi disposti a perdere un paio d’ore per sentirlo ciarlare).

Il meeting è stato introdotto da un “welcome coffe” e saluto al (poco) pubblico. Poi, mentre alle spalle scorrevano incomprensibili slide di powerpoint, lui recitava “lo script” come una messa: “un pizzico di media relations, un etto di know how, due fettine di solutions, un panel di business services tesi a valorizzare il Roi di segmento, e il gioco è fatto”.

Dopo mezzora la platea è stordita dal profluvio di anglicismi senza senso, e lui può colpire col maglio del disco di vendita: “E dunque avanti, siore e siori, compraaaaaate un blog già avviato con tanto di logo (x§, quanta arguzia), redazione (1 sola persona, ma operosa come un’ape) e soprattutto una marketing strategy, la mia, inclusa nel prezzo. Forza, forza, chi offre di più?”. 
Silenzio di tomba.

Insomma, per farla breve, il direttore marketing non ha venduto una mazza. Conversion rate: 0,0 periodico%. Lui mi confida il suo feedback a freddo: “C’è qualcosa che non funziona nella perfection della scienza militare del marketing mix, o forse abbiamo qualche carenza sul branding style. Dobbiamo inventarci cose nuove, vediamo un po’, mmmm… ecco, ho un’altra buona idea…”

(continua?)

Salve a tutti, sono il Direttore Marketing di questo Blog

Salve a tutti, sono il Direttore Marketing di questo Blog, e ho buone notizie per voi: ho rubato la password e la login e da ora in avanti ci scrivo solo io qua sopra, cari miei.
Capisco il vostra stupore: con le dovute proporzioni, è come se ad un certo capitolo dei Promessi Sposi, Don Rodrigo chiudesse a chiave Manzoni nel gabinetto e si impadronisse della narrazione cominciando a raccontare in prima persona i fatti suoi, di quanto gli piacciono le contadine, uscire la sera, sbronzarsi con la vernaccia. E soprattutto, non si lascerebbe morire in quella maniera.

Rassegnatevi. Le mie lezioni di web marketing, qui, saranno molto più piacevoli dei pensierini di chi ci postava fino a ieri e attualmente trovasi sotto sequestro in una location segreta sorvegliata da miei account manager armati fino ai denti: il più vicino pc in rete è a 2 giorni di marcia dal covo. Temo che per un bel pezzo non ne saprete nulla.

Ma torniamo all’argomento più interessante: me stesso. Mi riprendo solo ora dalla interminabile notte di San Valentino.

In occasione delle festività amorosa avevo indetto un concorso per gratificare una fedele lettrice di questo blog con un premio molto ambito: passare con me la sera del 14 febbraio. Intanto parliamo della prescelta, la misteriosa lettrice cui sono mi concesso. L’Eletta mi ha contattato direttamente via email con tanto di attachment fotografico.

Appuntamento in un lounge-cafè alla moda: lei, timida, restava muta, così io ho potuto tenere beato il mio celebre Monologo su Me Stesso, il mio pezzo forte nell’arte della conversazione, e al quarto campari shakerato col ginseng l’ho caricata sul mio fuoristrada. Dalla borsetta le spuntava l’angolo di un libro che mi pareva il manuale per installare il modem di Tiscali, il che avrebbe dovuto insospettirmi…

(continua?)

Il direttore marketing vuole “rifare il sito”

Benchè nessuno lo abbia invitato, il Direttore Marketing del mio blog si presenta a casa mia all’ora di pranzo, mentre sto scolando i fusilli. Entra spavaldo con sotto il braccio la mazzetta dei giornali (Sole24Ore, MilanoFinanza, Il Giornale, Libero, GQ e Armi & Pistole) e già questo mi turba.
Pretende che scriva subito un post sul marketing nell’era del digital divide ma io, per tutta risposta, gli verso la pasta calda con l’acqua bollente sulla testa.

Questo insolente, però, si aggiusta la cravatta, si leva un fusillo dall’orecchio e proclama che il template del mio blog fa ribrezzo e va cambiato. Appena lo dice, io senza fiatare gli assesto una cucchiaiata di sugo sulla camicia azzurra nuova. Lui incassa (non può reagire, è un mio dipendente) e mi guarda sostenuto. E parte con la filippica sulle statistiche:

“Qui è un disastro, l’audience del blog sta crollando, ieri ti hanno letto in 10 e oggi solo 8! Hai perso il 20% dei telespettatori in 24 ore. Con questo trend, al post del 30 gennaio saremo a zero visitatori, cioè non ti leggerà nessuno, e all’11 febbraio farai persino a -12, ossia a meno 12 visitatori! Te ne rendi conto?”

Fatico a capire come si possa avere meno di zero visitatori, ma finisce che, per levarmi dai piedi il mostro da me creato, devo assecondarlo: almeno rifare il template, la grafica…

(continua)