Hai presente quei matrimoni dove l’unico altro invitato che conosci è la sposa? E no, tu non sei nemmeno lo sposo.
Ci devi andare per forza, altrimenti la sposa si offenderebbe a morte. Ma non conosci nessuno, neanche i di lei genitori. Nemmanco il marito. Passerai la cerimonia a guardarti le punte delle scarpe, a fingere interesse per il messale, a giocherellare col cartoccino del riso. Al cocktail consumerai i salatini da solo, seduto in un angolo, cercando un po’ di comprensione negli sguardi degli altri ospiti e delle zie dello sposo che si interrogheranno a bassa voce “E quello lì chi è?” “Mah… è un amico di lei, arriva da Milano, si conoscevano da piccoli… poveretto chissà come si sta rompendo i coglioni…”.
Poi capiterai in un tavolo, uno qualsiasi, dovrai sforzarti nel ruolo del Gradevole Conversatore: sorridere ancora e sentirti a tuo agio con dieci tizi che non hai mai visto in vita tua. Speriamo almeno ci sia una ragazza carina o dei vicini simpatici. Ma in questi casi, chissà perché, le carine e i simpatici di solito finiscono concentrati nel tavolo a fianco, e ridono come matti. Al tuo tavolo, invece, un silenzio imbarazzato interrotto da furtivi “Come hai detto che ti chiami?”, “Eeee… che lavoro fai?”, “Ah, anche tu abiti a Milano?”, “Eravate assieme alle elementari, vero?”, “Che stavo dicendo… ma abiti a Milano-Milano?”, “Mi passi l’acqua gasata per piacere?”.
E tu, inchiodato alla poltrona e senza via di scampo, dovrai trascorrere con costoro almeno 5 ore. Cinque ore di antipasti, primi, secondi di carne, sorbetti, secondi di pesce, dolce, amaro, caffé.
Quindi, sfinito dalla mangiata, dovrai aspettare il taglio della torta per poter poi fuggire, non prima di una vigorosa stretta di mano al marito e del bacio alla sposa. E baciando la sposa, le sussurrerai che è stata una festa fantastica, e che no, non ti sei affatto annoiato, ma figurati, anzi. Ma sei costretto a scappare perché hai lasciato lo stufato sul fuoco, devi bagnare le piante, devi andare in ospedale a trovare tuo nonno (è morto nel ’83 ma forse lei non lo ricorda), hai i muratori in casa, la consegna della spesa online. O qualsiasi altra giustificazione risibile. Che verme.
(continua)