Il capo di questa aziendina (40 dipendenti) è il Presidente. Ha un nome e un cognome, ma tutti lo chiamano il Presidente, come se fosse un capo di stato. “Buongiorno Presidente!” E lui risponde, gongolando: “Buongiorno!”. I subalterni lo chiamano così anche quando è assente. “Il Presidente ha detto che..” oppure “Il Presidente pensa che…”
Il Presidente dà del lei a tutti, ma spesso chiama le persone col nome di battesimo. Specialmente le donne. “Senta, Chiara…” e Chiara: “Mi dica, Presidente!”
Il Presidente non è il proprietario dell’azienda. Ma ne è il Presidente.
Il Presidente ha più di una cinquantina d’anni. Il Presidente ha il sorriso perennemente stampato in viso. Il Presidente veste sempre in doppiopetto, e alle maniche porta grossi gemelli che paiono d’oro. Anzi: sono d’oro. Il Presidente è alto un metro e sessanta, forse meno.
Il Presidente inizia ogni discorso raccontando che la sera prima era a cena con il tale amministratore delegato, o un certo assessore, o il tale parlamentare. Non lo fa per vantarsi, no. Per carità. Lo fa per introdurre il discorso. Discorso che però, a un attento esame, non sembra avere alcun nesso logico con l’aneddoto iniziale.
Spesso il Presidente racconta che prima era a capo di un’azienda molto più grande di questa, dove guadagnava molto di più. Non si capisce perché non si sia rimasto.
Il Presidente dice delle menzogne, pur di non ammettere i propri errori. Ma Lui può farlo: è il Presidente.
Ricordo chiaramente che tempo fa, nel corso di un occasione ufficiale, il Presidente fece delle promesse ai suoi subalterni. Non le ha mai mantenute, il Presidente.
Il Presidente guida una automobile molto grande e costosa. Il Presidente, anni fa, ha smesso di fumare, perché ha avuto “un infartino, ma nulla di grave”.
Il Presidente ha voluto assumere suo nipote.
Il Presidente vuole tagliare i costi, ma ha fatto rivestire le pareti del suo ufficio con lussuose tavole in radica.
Il Presidente dice che se l’azienda non raggiungerà determinati risultati si dovrà ricorrere a tagli del personale.