Poesia sullo sbrinamento del frigorifero

 

L’evaporatore dello scomparto refrigerante

elimina la brina

a ogni arresto del compressore.

Pulisci soltanto

il foro di scarico

per evitare che l’acqua

ricada sui cibi.

Ma quando dimentichi

la porta aperta

e lo spessore del ghiaccio

supera i cinque millimetri

munisciti di paletta raschiatrice,

mai oggetti metallici:

potresti bucare

il tubo del freon

e causare un danno

irreparabile.

Oppure stacca la spina

dalla presa della corrente,

poni una bacinella

ai piedi dell’apparecchio

e con tutta calma

osservalo pisciare dal beccuccio.

E lascia lo sportello spalancato

al fine di eludere

la formazione all’interno

di sgradevoli odori.

46 commenti su “Poesia sullo sbrinamento del frigorifero”

  1. Da me il ghiaccio supera ormai i 5 metri con formazione di venti polari quando apro la porticina del freezer, sto cercando su eBay una slitta con muta di 14 husky per inviare una spedizione per lo sbrinamento… la cosa più difficile è trovare una Ferrino rossa…

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  2. Egregio, lei con questo post surreale e dadaista (non so cosa c’entrino le cucine ma mi piace come suona) mi ha molto convinto.

    I miei complimenti.

    Adesso attendo con ansia “Ode alle controindicazioni dell’Aulin”.

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  3. Or ora vado mangiandomi dei buoni sofficini a formaggio findus con patate duchessa invece di marca surgelata sconosciuta.

    Io questi problemi poetici li risolvo sempre quanno me staccano la luce per via delle bollette insolute.

    Invece

    non è che potresti procurarci l’Ungaretti de: la pulizia del forno?

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  4. Galadriel (#15:) attenzione col phon, se riscaldi troppo il freon poi ti esplode la casa.

    Befana (#14): Stupendo. Versi bellissimi, vorrei farli miei. Complimenti.

    Zauberei (#13): per la pulizia del forno avrei un Pasolini, se le va bene lo stesso.

    Strato (#12): questo wii ci è ignoto. E’ tipo il minipimer?

    Thestral (#10): bè, questo lo sanno tutti.

    #7: Magnifici versi. Musica.

    simone (#5): e leggere il testo con voce stentorea, profonda.

    #2: meglio il bicarbonato, o l’aceto.

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  5. Scolapiatti appeso

    Con sportelli

    Che celano piatti spaiati

    E bicchieri spizzicati

    Se potessi parlare

    Diresti quante

    Forchette incrostate

    Ti hanno messo a scolare.

    Quanti coltelli

    Con tracce di gorgonzola

    Hai visto durante la tua esistenza?

    Sei arrugginito, lo so.

    Prima o poi

    Ti schianterai sul lavello

    Con un fragore assordante.

    Magari anche di notte.

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  6. PAsolini per la pulizia del forno mi pare ottimo:)

    ma mi complimento pure con la sora Lofoten per gli immortali versi sullo scolapiatti, che per altro mi parono un monito per le mie notti future.

    Che se la cucina è ikea

    c’è più poesia

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  7. Il mio meccanico sta cambiando l’olio all’auto declamando cantiche del Purgatorio dantesco… non so perché ma come fattura finale mi aspetto una tranvata… dite che se era l’Inferno era peggio?

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  8. La pulizia del freezer diventa interessante soprattutto se ci trovi sacchettini di cibo che non hai provveduto ad identificare e non riesci a capire cos’è e da quanto tempo si trova lì.

    Nell’ultima pulizia io ci ho trovato pezzi di mammuth congelati prima della fine dell’ultima glaciazione…

    m.

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  9. Lofoten (#20 e segg): ho le lacrime agli occhi, ma dalla commozione.

    m (#31): e poi li hai cucinati?

    galatea (#28): sì, però la spaccio per una poesia del Gozzano: magari ci cascano.

    akiro (#26): in che senso, scusi?

    lavedobuia (#25): grazie. Anche io la vedo buia.

    capitana (#24): anzi, qualcuno pianga.

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  10. anfatti…eccola la lagrima, la seconda lettura è quella che mi fotte lo so, che tutto è sempre più chiaro in seconda lettura…ma porcozzio, nessuno ha un kleenex in questo blog?!

    Capitana

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  11. “Con quest’opera il Confuso vuole insegnarci che non è necessario utilizzare rime ed affini per fare poesia, basta andare a capo di tanto in tanto ed usare poche virgole :)”

    Caro Simone, lei mi ha resa improvvisamente afona e del tutto sprovveduta di fronte alla vita.

    Confu$o: per gli odori c’è il bicarbonato di sodio (mi perdoni, l’altro simbolo è più pernicioso).

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  12. che ricordi..un momento di panico e sgomento.. Vivevo da sola da poco, non avevo nessuno vicino, io, la mia raschietta non di metallo e i 5 cm di ghiaccio che avvolgevano sacchetti di petti di pollo incartati singolarmente e un gelato affogato al cioccolato ancora da aprire. Che due palle sbrinare il freezer, madonna…

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  13. Le piu’ belle poesie

    si scrivono sopra le pietre,

    coi ginocchi piagati

    e le menti aguzzate dal mistero.

    Le piu’ belle poesie

    si scrivono davanti

    a un altare vuoto,

    accerchiati da agenti

    della divina follia.

    Cosi’, pazzo criminale qual sei,

    tu detti versi all’umanita’,

    i versi della riscossa.

    Alda Merini

    (nania)

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