Cose che capitano

Incontrare per caso la fidanzatina del liceo dopo dopo tanto, tanto tempo.
Credevi fosse rimasta cristallizzata nei suoi sedici anni e nella tua fantasia del ricordo.
E invece all’improvviso è proprio lì.
Arrossisce e sorride.
E spinge la carrozzina con dentro un neonato.

32 commenti su “Cose che capitano”

  1. AHH!!! E’ capitato pure a me due giorni fa, ho pensato: poverina!
    I miei amici cominciano a sposarsi e metter su famiglia, niente di male.. per loro dico… pero’ gli sconsiglio di invitarmi alla festa dei 18 anni delle loro figlie…

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  2. Si chiama evoluzione 🙂

    Ci crediamo tutti fighi, tutti convinti (me compresa) che fermarsi e fare altro, dare la precedenza a sé stessi ora piuttosto che inserirsi in una prospettiva evolutiva volta al poi sia la cosa giusta da fare.

    Pero’ nella gran parte dei casi è solo codardia, incapacità di accettare la biologia di base.

    Io non ho figli, ne’ ne vorrei, pero’ non mi sento migliore di chi ha avuto il coraggio (o l’incoscienza) di mettersi in gioco in modo diverso.

    no? 🙂

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  3. Un paio di mesi fa chiama dai miei la mia amica del cuore, quasi sorella dei primi tredici anni di vita cercando di me. Sono otto anni che non ci sentiamo. Mia madre risponde: “Ma pensa che bello, è proprio qui con il suo bambino”. Che, ndr, stava urlando il suo intero mese di vita perché il ristorante non aveva ancora servito in tavola.
    Non so se le siano venuti i brividi freddi o caldi, ma siamo tornate a parlarci ed è una cosa straordinaria che mi rende felice. E.

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  4. Io dedico questa canzone
    ad ogni donna pensata come amore
    in un attimo di libertà
    a quella conosciuta appena
    non c’era tempo e valeva la pena

    di perderci un secolo in più
    A quella quasi da immaginare
    tanto di fretta l’hai vista passare
    dal balcone a un segreto più in là
    e ti piace ricordarne il sorriso
    che non ti ha fatto e che tu le hai deciso
    in un vuoto di felicità

    Alla compagna di viaggio

    i suoi occhi il più bel paesaggio
    fan sembrare più corto il cammino
    e magari sei l’unico a capirla
    e la fai scendere senza seguirla
    senza averle sfiorato la mano

    A quelle che sono già prese
    e che vivendo delle ore deluse
    con un uomo ormai troppo cambiato

    ti hanno lasciato, inutile pazzia
    vedere il fondo della malinconia
    di un avvenire disperato

    Immagini care per qualche istante
    sarete presto una folla distante
    scavalcate da un ricordo più vicino
    per poco che la felicità ritorni
    è molto raro che ci si ricordi

    degli episodi del cammino

    Ma se la vita smette di aiutarti
    è più difficile dimenticarti
    di quelle felicità intraviste
    dei baci che non si è osato dare
    delle occasioni lasciate ad aspettare
    degli occhi mai più rivisti

    Allora nei momenti di solitudine

    quando il rimpianto diventa abitudine,
    una maniera di viversi insieme,
    si piangono le labbra assenti
    di tutte le belle passanti
    che non siamo riusciti a trattenere.

    Le Passanti

    Inoltre baci,

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  5. Scusa, ho sbagliato post (col commento di prima).
    Qui vorrei solo dire che ti capisco… L’altro sabato ho incontrato il mio grande e tormentato amore del liceo. Anche lui spingeva una carrozzina. Dentro c’era proprio il suo piccino di 40 giorni…
    Son momenti difficili…

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  6. a me fa piacere, soprattutto perché all’epoca si sentivano tutte un po’ speciali (o così le vedevo io) ed invece poi me le vedo lì davanti come delle banalissime signore, tipo mia madre o mia zia, e me le immagino che parlano di pannolini e detersivi…ben gli sta!

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