Interviste a perfetti sconosciuti

I ragazzi di Ciccsoft hanno intervistato alcuni blogger. Ci sono pure io, modestamente. Dove? Qui. Qui sotto una sintesi della (stupidissima) intervista.

Perché il tuo blog si chiama così?
In realtà il sito non doveva chiamarsi “Personalità Confusa” ma “Wittgenstein“,
come il mio filosofo preferito. Poi ho visto che ci aveva pensato qualcun
altro. Allora ho pensato che dovevo trovare un titolo più originale, ad
esempio “Giuseppe Granieri”, un nome di mia invenzione. Ma anche in quel
caso ero stato preceduto da un altro tizio. Infine, per togliermi
dall’impiccio ho scelto due parole a caso, due parole senza senso come
“Personalità Confusa”.  A questo non aveva pensato ancora nessuno, per
fortuna.

Il direttore marketing, la stagista, Enrico Ghezzi, fino al più
recente Papa, tengono vivo il blog facendolo sembrare scritto a più mani.
Forse non ci siamo capiti: io Ghezzi lo conosco veramente. I testi li
scrive davvero lui. E lo stesso vale per il Papa.

Dilbert, l’eroe di quanti come te lavorano  sottostando agli umori di un capo mai spiritoso: ti ci riconosci anche
tu?
Dilbert non mi piace, i miei personaggi dei fumetti preferiti sono il
druido pazzo di Asterix e il duello dei capi, la Pimpa e i gemelli
Dupont e Dupond di Tintin.

La tua vita oggi: scommetto che passi la giornata in ufficio a leggere
i commenti e guardare se qualcuno ti linka o parla di te? O ti perdi in
chiacchere con la collega sexy della scrivania a fianco?
Mi perdo in chiacchiere con la collega della scrivania accanto, che
non è per nulla sexy, però è fonte inesauribile di cretinate che poi posso
riciclare sul blog.

Prendendo ispirazione dal grande Vinicio Capossela, anche a te “piace
raccontare di personaggi ambigui e dalla personalità confusa, che hanno un
modo tutto personale di distinguere il bene dal male, il brutto dal
bello…”. La tua vita è popolata come tutti da mille personaggi
caratteristici e curiosi. Cerchi sempre di descriverli caricandone i
particolari più grotteschi o scegli accuratamente personaggi che sono
macchiette di per sè?

Vi ringrazio di questa fantastica domanda, a cui peraltro non so proprio
che rispondere. Quindi, rispondo facendo io una domanda a voi: ma lo
sapevate che Capossela prende quasi ogni mattina il caffè al bar di via Venini,
vicino alla Stazione Centrale? Dico sul serio. E che talora cena nella
pizzeria Rosy e Gabriele, in una traversa di corso Buenos Aires? Un buon
posto, sempre aperto, però a volte di sera rifiutano i ticket.

Trentadue anni, milanese, blogger e dipendente di una ditta di consulting
per imprese. Poco ci mancava che Muccino ti scritturava per un seguito de
L’ultimo bacio. Cosa significa essere un trentenne oggi?

Vi do un’anteprima: sarò il protagonista de “L’Ultimo Bacio 2”. La trama:
Martina Stella dimentica Stefano Accorsi, mi incontra a un battesimo, ci
innamoriamo e andiamo a vivere assieme in un centro sociale dove però lei
conosce il fratello di Muccino, e una sera io li sorprendo mentre si fanno
le canne in salotto. Al fine di vendicarmi, la lascio per Giovanna
Mezzoggiorno, rimorchiata durante una corsa campestre. Intanto, Enrico
Silvestrin e il rasta litigano sulle stisce pedonali e
vengono falciati da una taxista pirata della strada interpretata da
Stefania Sandrelli (che nel frattempo sta divorziando da Bentivoglio
perchè lui la tradisce con Carmen Consoli, a sua volta lesbica latente
invaghita di Margherita Buy, sposata con un Silvio Orlando, insegnante
depresso collega di Luigi Lo Cascio ecc. ecc.)

Cosa ne pensi di Dio? Vai mai in chiesa?
Credo nel Dio di Spinoza ma non mi risulta ci siano chiese del genere, in
Italia. Almeno, a Lambrate non ne ho viste.

Domanda scontata. Dov’eri l’11 settembre 2001? Per farmi perdonare ti
chiederò anche dov’eri nel 1982 quando l’Italia vinse i Mondiali. 

L’11 settembre ero in aereo, avevo appena saputo ciò che era successo e di
fianco a me c’era un signore con la barba lunga, la kefiah al collo, un
turbante in testa e uno zaino da cui proveniva una specie di ticchettio. Ero un po’ preoccupato ma è andato tutto bene, dopo l’atterraggio abbiamo persino applaudito il comandante. Nell’82 durante la partita ero allo stadio di Madrid, seduto dietro Juan Carlos.

Credi che la risposta soffi ancora nel vento come diceva Dylan?
Non sapevo fosse di Dylan. Credevo fosse una canzone di chiesa, di quelle cantante
in coro durante la messa, con le chitarre.

I giovani d’oggi “si infarinano, si alcolizzano e poi
si impastano su un albero”? Generazione perduta o qualcosa tra
manifestazioni e riscoperti valori pacifisti si salva?

Eh, non ci sono più i pusher di una volta. Posso dire una cosa ai
vostri lettori? Sì? Ragazzi guidate piano, per l’amor di dio! Oh, l’ho detto,
che soddosfazione, ora mi sento come i vip della pubblicità progresso contro gli incidenti, o come un display sull’autostrada.

Un saluto come vuoi tu, magari detto dal Papa in persona.  
Che Dio ci perdoni per questa atroce intervista.

35 commenti su “Interviste a perfetti sconosciuti”

  1. Scherzi? Poi: “32 anni”? Te ne davo almeno un lustro in meno, visto dal vivo, per dire. Si vede che non soffri assolutamente della sindrome da palcoscenico: riesci ad essere assolutamente “oltre”. Il Dio di Spinoza, poi, una genialata. Bon, basta complimenti, mettici solo una buona parola che voglio anch’io un’intervista.

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  2. Il tuo blog è davvero molto carino. Questo commento è semplicemente un complimento.
    La maggior parte dei blog sono orribili: ce ne stanno di carini, è vero, ma la maggior parte è solo chiacchiericcio orribilis.

    Bravo!
    Marco

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  3. l’intervista è fichissima, unica cosa, quando dici […Se vi va bene un’equazione, diciamo sul piano sentimentale io sto a Proserpina come Selvaggia Lucarelli sta a Laerte Pappalardo…] beh, in realtà non è proprio un’equazione, bensì una proporzione. me lo ha detto Rubbia. cmq non è grave (il fatto equazione/proporzione, non Rubbia, il quale sta bene e ti saluta)

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  4. Fai click su “Creative Common License”, LadyK, proprio sopra il simbolino di ShinyStat, in fondo alla pagina, e ti porterà direttamente sul sito di Pirsig, dove si spiega piuttosto bene (in inglese ma sono disponibili traduzioni in molte lingue, quella italiana la sto ultimando io) il concetto di copyleft applicato a testi.

    Per ulteriori informazioni, c’è pure il sito del progetto Manuzio (la versione italiana del Gutenberg Project) e la pagina personale di Marco Calvo, vecchio amico dei tempi eroici di Mc-Link, fine anni ’80.
    C’era pure Ivo Forni, all’epoca, già all’opera. Però lui faceva i suoi danni principalmente su Agorà (Sistema Telematico Multilingue) e in effetti anche io. Chissà se si ricorda, ci fu uno scazzo bestiale all’epoca, in un’area che frequentavamo entrambi, quella a cura di Kyong Nam So :o)

    Inoltre baci,

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  5. gilgamesh, sei un vero tesoro! Lo farò.
    Molte volte sono andata sul tuo blog, ma non riesco a leggerlo perché sul mio mac di ufficio (con explorer 5,1) l’interfaccia è un tantino confusa… (mi scuso per l’uso dello spazio di x§)

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  6. p.s.: x§, solo oggi ho installato ShinyStat, e sto guardando i tuoi dati: sei oltre il limite massimo giornaliero, che mi pare sia 1000… Ma è sempre così? 🙂

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