Ciclista gregario in fuga da se stesso

Per la prima volta in vita mia ho utilizzato la bicicletta quale mezzo di trasporto nel viaggio da casa verso l’Azienda. Circa 8 km. Pensavo che sarei stato investito da un autotreno già al primo chilometro, o quantomeno che sarei scoppiato per infarto al secondo. E invece ce l’ho fatta: quasi incredulo, sono arrivato vivo.

Anzi, già durante la traversata ho persino cominciato a maturare i convincimenti ideologici tipici del ciclista militante: lotta dura contro l’imperialismo delle camionali, dell’industria automobilistica e soprattutto dei guidatori distratti che aprono la portiera senza guardare. Devo ancora migliorare l’attrezzatura e capire come diavolo funziona il cambio, ma nella mia qualità di esordiente mi ritengo abbastanza soddisfatto. Per il resto, si replica oggi pomeriggio, al ritorno. Oremus.

7 commenti su “Ciclista gregario in fuga da se stesso”

  1. Io andavo sempre a lavorare in bici. Ero un fanatico pedalatore. Per dire, una volta testa a testa sul rettilineo di Corso Trapani ho staccato il filobus 54.
    Solo che cazzeggiavo fino a notte e al turno del mattino ero stanco. Andar piano era pericoloso, mi capitò di cadere addormentato nel vialetto d’uscita del mio caseggiato, mi rovinai il giubbotto double face – nylon o scamosciato a scelta.

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