Orazione funebre al signor Augusto detto Pagliaccio

Signore e signori, vola per le osterie una triste notizia: il signor Augusto, detto Pagliaccio, s’è dipartito, involato deceduto: è morto. I suoi pochi amici e i suoi molti creditori piangono l’immatura scomparsa avvenuta a soli duecento anni d’età. Non si poteva dire bello, non si poteva dire intelligente, non si poteva dire niente su di lui perché ad ogni più piccola osservazione replicava lanciando zampilli di saliva sulla faccia. In questa triste occasione dovrei fare un discorsetto sulla natura del trapassato in modo da far restare un buon ricordo di lui: amici carissimi, l’impresa è disperata. Come faccio a parlarne bene? È difficile trovare un solo episodio in tutta la sua sgangherata esistenza che ci potrebbe far dire “ma in fondo era un bravo figlio”. È sempre stato un buono a nulla, un pigro, un ubriacone, attaccabrighe, scansafatiche, disonesto nel giocare, infido nelle amicizie, tormento del padrone di casa e dell’esattore della luce. Piangiamo tutti la tragica notizia che egli sia morto solo adesso anziché nel momento in cui l’ostetrica ha detto “è un maschio”. Nella sua lunga e deplorevole esistenza si è dedicato ai secchi d’acqua in faccia, uova rotte sul cranio, pennellate di sapone nella bocca. Suonava il trombone coi piedi e ballava il tango con le orecchie. Faceva ridere i bambini e piangere i propri figli. Io, nella mia qualità di Clown Bianco e suo fraterno nemico, ho cercato in ogni modo di impartirgli una civile educazione a base di legnate sulla testa, pestate sui piedi, cazzotti sulla nuca. Ma l’Augusto Pagliaccio, ribelle ad ogni consiglio, ha continuato la sua turpe carriera di grottesco ubriacone imperterrito fino a crepare (…). Egli non è più. Ma per fortuna rimango io. Piangete, fratelli, se volete; per mio conto ho già pianto fin troppo, quando lo dovevo sopportare al mio fianco, sulla pista del circo.”

(monologo del Clown Bianco da I Clowns, regia di F. Fellini, 1970)

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7 Responses to Orazione funebre al signor Augusto detto Pagliaccio

  1. Firmato Ckf dicono:

    ah beh è facile copiare le cose degli altri senza aggiungere niente, adesso farò un blog copiando pure io.

    Magari copiando da lei

  2. Rots dicono:

    Bè Kfc, perché no? Io, per esempio, la leggerei così come faccio con il Confuso Alfa, ed esulterei due volte per ogni nuovo post. Si, lo faccia subito, la prego.

  3. Rots dicono:

    In effetti. Neanche patatine fritte?

  4. sandra dicono:

    sono tempi bui, sono tempi agri, la gente non ha più voglia di scherzare, siamo circondati da persone incapaci di fare battute, di inventare racconti paradossali.
    Finanche l’ironia è un bene di cui s’è perduta la memoria, allora veniamo in internet e ci attacchiamo a tutte quelle anime pellegrine che riescono ancora a vivere di surreale umorismo, di fantasie leggere, di ironie e così via.

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