– E quindi?
– Boh.
– Ma che vuol dire boh?
– E che vuol dire boh? Boh vuol dire boh, mica è la targa di Bologna. Che vuol dire… che è meglio dire boh.
– E’ a forza di boh che siamo arrivati a questo punto!
– Eh?
– Che conclusione è boh? E’ una conclusione ambigua!
– Ambigua ma aperta.
– Ma aperta a che?
– Aperta a…
– Che significa ‘sto boh?
– Significa boh. Una paroletta semplice, magari dialettale, che non vorrà dir niente ma che potrebbe pure essere minacciosa.
– Sì, minacciosa!
– Sì proprio, minacciosa. Perché?
– Ma che fai, mi minacci con boh, fammi capi’!
(trascrizione quasi a memoria e quindi probabilmente errata del dialogo finale dal film C’eravamo tanto amati di E. Scola, sceneggiatura di Age, Scola, Furio Scarpelli, 1974)
didattico
son cose.
beh!
signor confusa, che dire…
Mah!
il bi e il ba
I dialoghi tra me e il mio moroso sono stati così, tutti, per otto mesi. L’ho lasciato una settimana fa. Boh!