Isola Ferdinandea

L’Isola Ferdinandea emerse inaspettatamente dal mare, o dal nulla, in una radiosa mattina d’estate, l’11 luglio 1831. Salì a galla all’improvviso e prese posto al centro del Mediterraneo. Era in realtà una piccola isola rocciosa e inabitabile, lunga meno di quattro chilometri, per di più nata dal rigurgito di un vulcano sottomarino e quindi pericolosa.

Fu avvistata da un peschereccio. Subito la notizia corse in giro per l’Europa. Siccome l’isola non apparteneva ancora a nessuno, le grandi nazioni vollero tutte e contemporaneamente rivendicarne il possesso. All’epoca la politica estera funzionava così: se una cosa mancava di padrone certo, nel dubbio si spediva qualcuno – di norma un esercito di pezzenti disperati – a prendersela. Perciò ciascun re incaricò il suo ammiraglio di partire e annettere la nuova isola.

Ogni giorno sulla microscopica isola Ferdinandea giungeva una nave armata proveniente da un Paese diverso. Un corteo di notai, diplomatici, giuristi e militari scendeva a terra e con solennità, al suono della banda, piantava sopra l’isola una bandierina. Poi, terminata la cerimonia, i conquistatori ripartivano, non sapendo che altro fare. In tre mesi l’isoletta deserta venne ricoperta da una foresta di bandiere di tutti i tipi e colori.

Capitava talvolta che per caso due velieri concorrenti, senza saperlo, arrivassero sul luogo assieme. In tal caso si minacciavano un pochino a cannonate ma poi, sportivamente, per evitare impicci, i capitani si davano il turno: prima uno di loro scendeva a terra ad officiare il rito di occupazione, e sbrigata la formalità si allontanava per lasciare il posto all’avversario.

Con il tempo però i pretendenti aumentavano. Consiglieri illuminati suggerirono ai monarchi di risolvere la faccenda al consueto modo, ossia con una bella guerra. Fu l’isola ad accomodare le contese. Come era venuta, così se ne andò. Quando oramai vantava una decina di nomi diversi, tanti quanti i suoi aspiranti sovrani (Ferdinandea era quello scelto da uno dei numerosi proprietari, il re delle Due Sicilie Ferdinando che in uno slancio di umiltà la chiamò come se stesso) essa scomparve. I vascelli inviati dalle potenze di mezzo mondo pattugliavano la zona alla sua ricerca ma di lei, tanto ambita, non rimaneva traccia. Senza troppe spiegazioni si era inabissata, forse per vendetta. Era tornata ad essere libera.

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10 Responses to Isola Ferdinandea

  1. Lofoten dicono:

    è proprio qui sotto io la vedo da qui

  2. sandra dicono:

    dovrebbero scomparire così tutte le follie che a questo mondo s’affacciano, cosa che ahimè non avviene.

  3. FirmatoCkf dicono:

    potremmo raccogliere detriti dal greto dei fiumi e riempirne il mare fino a farne un’isola, l’isola Confusa… quanto sono romantico

  4. SottoVoce dicono:

    Una piccolissima Atlantide di indubbia esistenza, un fenomeno della natura che merita favoleggiamenti…
    Sarà esistita un’Antinea dell’isola Ferdinandea, dalla bellezza mozzafiato, sguardo irresistibile e bacio assassino?

  5. Salgariano…
    Un epilogo perfetto per un’ isoletta altrettanto perfetta. Saggia, misantropa, e con un’ uscita di scena da far morire d’invidia Greta Garbo.

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