Aeronautica dei bei tempi

Nessuno in Italia aveva mai visto un aereo volare fino al maggio 1908, quando in Italia arrivò il grande aviatore francese Leòn Delagrange, giunto per una serie di dimostrazioni. Fu accolto come un divo alla stazione ferroviaria di Milano, a festeggiarlo c’era persino una banda di ottoni. La delegazione composta dal sindaco e dai notabili lo condusse poi ad ammirare la città dal tetto del Duomo, ove peraltro Delagrange, affacciato dalla balconata sul piazzale, stupì i suoi accompagnatori ammettendo di avere provato le vertigini, malessere inconsueto per un pilota d’aerei. E tuttavia, pochi osarono insospettirsi.

Il giorno dopo, Delagrange partì in treno per Roma. Qui era prevista la sua prima esibizione pubblica volante, di fronte alla famiglia reale, a centinaia di giornalisti e a una gran folla ansiosa di ammirare l’impossibile impresa in cambio del prezzo di un biglietto.

In una piazza d’armi immensa, con quasi 200.000 cittadini paganti in adorazione sugli spalti, fece il suo ingresso l’eroico Delagrange. Salì sul suo piccolo aereo e tentò qualche rincorsa, ma senza successo. Si spazientì. Accusò il refolo di vento che soltanto lui sentiva: gli impediva il decollo. Trascorsero ore d’attesa incerta, le tribune fremevano dal disappunto.

Al tramonto, Delagrange con un megafono propose di annullare lo spettacolo o almeno rimandarlo al giorno successivo nella speranza di condizioni atmosferiche migliori. A tale annuncio, la gente infuriata sfondò le transenne per invadere il campo e linciare Delagrange. Il quale fuggì a chiudersi nell’hangar, protetto dalla polizia.

Fu ristabilita la calma. Il pubblico, reso mansueto dalle manganellate dei gendarmi, tornò a sedersi. Delagrange disse di voler provare ancora: seguirono applausi ma anche un timido lancio di oggetti da parte di contestatori ostinati. Delagrange riprese posto nell’abitacolo e si avviò sulla pista rombando sulle ruote. Non si seppe mai cosa accadde dopo. Qualcuno giurò che per pochi secondi l’aereo si fosse sollevato di almeno mezzo metro da terra. Fu vera magia o illusione? Intanto scese il buio, e la manifestazione venne definitivamente sospesa mentre Delagrange salutava gli spettatori per allontanarsi scortato in albergo dalla cavalleria armata dei Savoia.

Delagrange si presentò per una nuova dimostrazione, questa volta gratuita seppur a porte chiuse, riservata alla sola regina Margherita, madre di Vittorio Emanuele III e ispiratrice di una famosa pizza. I pochi presenti assicurano che Delagrange spiccò il volo e restò in aria per quasi un minuto, ma che durante una manovra, per poco non centrò in pieno il palco reale.

La tournée italiana di Delagrange continuò con esiti alterni. A Torino un paio di esibizioni furono cancellate per via della pioggia. Altre invece andarono a buon fine. Leòn Delagrange morì due anni più tardi a Bordeaux, ma ebbe una fine gloriosa, da impavido pioniere dell’aria. Si sfracellò al suolo a bordo del suo aereo, su cui, per errore o per azzardo, aveva ordinato di montare un motore troppo potente.

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10 Responses to Aeronautica dei bei tempi

  1. r3dz dicono:

    gli spettatori, poi, sono stati rimborsati?

  2. gio dicono:

    Adoro questi aneddoti !

  3. Rots dicono:

    Davvero?

  4. FirmatoCkf dicono:

    amo le storie a lieto fine

  5. Lofoten dicono:

    da grandi sconfitte nascono le grandi conquiste. ma non ne sono molto sicura

  6. Morgana dicono:

    Gentile sig. Confuso,
    faccio tesoro di questa storia e di molte altre da lei raccontate nel corso degli anni. Un giorno le racconterò ai miei figli come fiabe della buona notte!

    Morgana

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