Fantasy

– Buongiorno, siamo arrivati.

– Oh cari signori, benvenuti. Chi siete, di grazia?

– Siamo l’Impero del Male. Scusate l’intromissione ma dobbiamo darvi un annuncio importante: è nostro fermo intendimento invadere il vostro mondo, dar fuoco alle vostre abitazioni e poi sterminarvi tutti.

– Ma no dai, perché?

– Ci dispiace, non possiamo agire altrimenti: è nella nostra natura.

– D’accordo. Tuttavia noialtri proveremo a resistervi. Riuniremo una piccola armata di saggi e coraggiosi e vi daremo battaglia. Benché poveri e decaduti, discendiamo da una nobile stirpe di maghi elfici vegetariani che in un epoca lontana e felice regnavano su queste terre.

– Perfetto, noi siamo milioni di soldati immortali, crudeli e furibondi, voi quattro pacifisti del cazzo: sulla carta, i pronostici ci danno per favoriti.

– E invece vinceremo noi, in quanto il Bene non ha mai paura, e sempre trionfa.

– Sì, mio nonno. Il vostro illusorio vanto di audacia non ci pare granché come controffensiva. Inoltre abbiate pazienza ma questa trama comincia a sembrar noi il solito plagio del Signore degli Anelli.

– In effetti da decenni gli scrittori delle nostre storie copiano quel librone. Però con notevoli varianti: essi cambiano nomi ai personaggi utilizzando anagrammi di sostantivi danesi, indulgono nell’abuso di aggettivazione arcaica, plagiano inedite mitologie norrene. E la loro prosa risulta assai meno articolata, meno complessa e forsanco meno soporifera – benché più carente sul piano della sintassi – rispetto a quella dell’autore che firmò tale opera. Ma oggidì la narrativa di largo consumo paga ancora decentemente.

– Orbene?

– E allora sia, combattiamo.

– Ottimo (si volta verso il suo immenso esercito) Presto, uccidiamo ‘sti poveracci e impadroniamoci dell’universo onde tramutarlo in luogo di tirannia e dolore eterno!

– Un momento, siamo solo al comincio della narrazione in una lunga saga avventurosa ambientata in un Medioevo posticcio intriso di riferimenti al misticismo celtico. Non avrete per caso l’idea di debellarci subito, massacrandoci già al primo capitolo con alabarde e spade?

– Veramente avremmo con noi anche balestre, onagri, mannaie. E siamo pure cannibali e satanisti, e al termine dei conflitti in genere torturiamo i prigionieri per ore, prima di squartarli. Ma orsù, avanti, mica staremo qua ancora a perder tempo, il lettore già si annoia!

– E infatti ecco che noi giochiamo la carta della sorpresa: un trucco magico ci donerà la vittoria insperata. Per ottenere tale incantesimo ci vediamo peraltro costretti ad evitare la battaglia (scusateci tanto, non vogliatecene) e intraprendere un lungo viaggio attraverso lande sconosciute rigogliose di una natura ostile. Saremo guidati da una principessa amazzone, o da un negromante cieco, o da un drago, o da tutti e tre costoro, adesso ci pensiamo e decidiamo.

– Codardi. E noi vi inseguiremo, vi daremo la caccia sino alla morte. A ciascheduno di voi ancora vivo mangeremo i visceri, e poi regneremo su questo pianeta grazie al potere dell’odio. Avanti, alle armi.

– Eh no, peccato, il libro è finito.

– Come finito? E le stragi? Le guerre? I massacri di innocenti? L’impalamento di vergini minorenni?

– Suvvia, siamo solo il primo volume di una saga, un ciclo composto da diversi romanzi: potrete impegnarvi in questi nobili obiettivi nel prossimo episodio.

– Ma quale prossimo episodio. Siamo qua da duemila pagine è ancora non successo niente!

– Appunto. Secondo voi come potremmo tirare avanti per altre ventimila?

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6 Responses to Fantasy

  1. Insomma, Confuso, quante volte glielo devo dire: la smetta di mangiare peperonata prima di coricarsi! Se proprio non ne può fare a meno: si rilegga un Bradbury d’annata o uno stagionato Stanislaw Lem.

  2. Pingback: libri | Peccato, il libro è finito

  3. Bostoniano dicono:

    E non dimentichiamoci una decina di concept-album di progressive metal da tirarci fuori, eh?

  4. Rots dicono:

    Sei un mito! Come suona? Un po’ anni ’80? Nel qual caso me ne dolgo e rilancio con un piu’ attuale e appropriato: mitico!

  5. Salinaversosud dicono:

    Ecco perché le uniche saghe di cui mi occupo sono quelle della polenta, dei funghi porcini e delle salsicce marsicane.

    ps. “maghi elfici vegetariani” è stupenda!

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