Intervista al sig. Prolisso

– Buonasera cari signori e benvenuti al consueto appuntamento con l’intervista: oggi è nostro ospite il signor Prolisso, un tipo abituato a parlar parecchio e inutilmente, con gran perdita di tempo per sé e per chi l’ascolta. Ma eccolo qua, un bel applauso!

– Grazie grazie, troppo gentili, troppo generosi, il piacere è tutto mio, e giustappunto mi sovviene di…

– Stop! Caro signor Prolisso, si tratta di un’intervista sperimentale: infatti eviterò di farle domande, in modo da non dare spazio alle sue troppo lunghe risposte. Insomma, l’intervista finisce qui. Arrivederci.

– Amico mio, capisco il suo arguto stratagemma e mi adeguo volontieri alla richiesta di silenzio, lasci però che prima di andarmene le spieghi in maniera molto ma davvero molto breve – glielo garantisco – quanto lei già sospetta: sono del tutto d’accordo con lei, pure io detesto parlar troppo, infatti me ne astengo volentieri e assai sovente, soprattutto quando dormo, e…

– Sì sì ma ora basta per cortesia.

– Ha ragione, la concisione è fondamentale, come ho pure dichiarato a pagina quattrocentoventi del mio Trattato contro la verbosità, vol. VIII: a tale proposito vorrei sottoporle un aneddoto di sostegno alla tesi sulla virtù della sintesi: ieri sera con mio cognato, cioè il fratello di mia moglie, eravamo in pizzeria, non so se ha presente quei luoghi ove s’infornano impasti piani spalmati di pomodoro e mozzarella, il famoso formaggio originario del nostro meridione – per inciso si trattava di una pizzeria notevole sia per prezzi sia per qualità della birra chiara alla spina servita in boccali, le darò l’indirizzo, perdoni la digressione ma so per certo di darle una notizia essenziale: la quattro stagioni senza origano è buonissima, e comunque per farla breve ero lì con questo mio cognato, la cui sorella per mia fortuna ho sposato molti anni fa, e io stavo illustrando con dovizia di dettagli i motivi del… Aspetti, ho perso il filo, qual era la sua domanda?

– Veramente io non le ho mai domandato nulla.

– Ah, non era mio intendimento annoiarla: come dice il proverbio (la saggezza dei motti popolari, vivaddio!), “un bel tacer mai fu mai detto”, e comunque in onore di questo motto mi azzittirò, ma solo dopo averle tuttavia ricordato in modo succinto l’episodio occorsomi proprio stamane in piazza Cristoforo Colombo, il celebre navigatore ligure giunto per caso nelle Americhe: ero lì alla fermata dell’autobus sette barrato, come sempre in ritardo – il malfunzionamento dei mezzi pubblici in questa città è una vera iattura, non trova? – e stavo intrattenendo un tale mai visto prima con il mio monologo preferito, quello dedicato alla vicenda di cui anche lei certo avrà letto di recente sulle pagine dei giornali, ma sì, quei fogli di carta su cui ogni dì vengono stampate parole ai fini della distribuizione nelle edicole sui viali, e insomma senza esserne interpellato riferivo a costui l’incresciosa questione de…

– Non le ho chiesto alcunché e lei già da un quarto d’ora straparla senza sosta.

– Esatto, ha indovinato: proprio così mi si è rivolto l’interlocutore, un uomo sulla cinquantina con baffi neri, naso né lungo nè corto, cappello in testa, abiti civili, toni sgarbati: in quel preciso istante di intuizione fulminante ho compreso il pericolo della logorrea specie quando indesiderata, e quindi, pentito, ho abbandonato quel signore con mille scuse e mi son recato presso casa mia, un appartamento ammobiliato dove con mia malcelata sorpresa era ancora presente la filippina, una brava persona, di mezza età, nativa di un arcipelago asiatico (coelum non animum mutant qui trans mare currunt, avrebbe aggiunto il poeta) ed ella di norma viene a stirare da me nei giorni feriali dispari che principiano con la lettera emme cioè il mercoledì, e perciò non ho potuto evitare di imbastire una conversazione con costei, donna peraltro di per sé abituata al silenzio essendo completamente ignara della lingua italiana, quando accade il fatto imprevisto…

– Senta, non mi interessa, la smetta!

Certo, certo, non divaghiamo, sto per terminare, porti pazienza ancora qualche secondo, vengo subito al sodo: per farla breve, una volta, tanti tanti anni fa, mio nonno…

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19 Responses to Intervista al sig. Prolisso

  1. utente anonimo dicono:

    Un mio collega è così. E' allucinante e non si rende conto, nonostante qualche altro collega che va meno per il sottile glielo abbia detto in faccia più volte.

    Vabbè!
    scienziatapazza

  2. picccina dicono:

    No, dai. Chiudi sul più bello?

  3. exxxanonimo dicono:

    Mi stavo accingendo a cazzeggiare per qualche minuto (lo so, non si dovrebbe fare sul posto di lavoro, ma c'è chi si fa le pause caffè della durata di mezz'ora, chi fuma in continuazione fuori dall'edificio – per fortuna perchè una volta ti fumavamo in faccia mentre lavoravi e tornavi a casa con i vestiti impregnati che dovevi lavarli anche se erano poco puliti con un incredibile dispendio di energia elettrica e detersivo – e quindi cosa stavo dicendo? ah sì c'è chi fa tutte queste pause e quindi anch'io me le faccio cazzeggiando ogni tanto su internet anche se come dicevo più sopra non si dovrebbe, ma in fondo provatemelo che non lo sto facendo per lavoro), dunque mi stavo accingendo – come dicevo – a cazzeggiare quando ho deciso di visitare questo sito per vedere se c'era qualche novità – per inciso il post su Proust aveva un pò stancato, pur nella sua completezza e gradevolezza lasciava poco spunto per i commenti – e ho avuto il piacere di vedere che è uscita questa nuova e piacevolissima intervista, tanto paicevole che mi ha ricordato quella fantastica alla coppia prosciutto&melone di qualche stagione fa, la ricordate vero? una delle tante interviste gastronomiche che ci aiutano a comprendere meglio quello che portiamo in tavola.

  4. Siate laconici, ne guadagnerà la salute di chi vi frequenta.

  5. diamonddog dicono:

    attendo con ansia l'intervista al sig. prolasso, una vera e propria frana….

  6. utente anonimo dicono:

    Bello.

  7. utente anonimo dicono:

    Mia madre é esattamente cosí, una signora prolissa. Io no.

  8. zauberei dicono:

    Dai, non ero così ansiosa quando mi hai intervistata.

  9. utente anonimo dicono:

    ah che bello il buzz che t'avverte dei post nuovi, così non debbo tornare di tanto in tanto a controllare…

    tornando a noi, il tipo da lezioni? Ne avrei bisogno, sono poco prolisso, parlo poco e la gente mi apprezza per questo, ma dopo un po' mi trova troppo silenzioso e annoio.

    insomma ste lezioni dove le danno?

    firmato ckf

  10. utente anonimo dicono:

    Il buzz che ti avverte dei post nouvi? dove dove dove? lo voglio anch'io!

  11. FirmatoCkf dicono:

    si doti di un accaunt gugol, signor anonimo non meglio identificato

  12. utente anonimo dicono:

    ah ho capito … metti il riqadrino della homepage di google… con gli aggiornamenti del Confuso… grazie mille cfk, non ci avevo pensato

  13. cfk, sia gentile, si occupi lei di questa cosa di avvisare la gente che non sa cos'è l'account google – ad esempio per avvertirci mandi un'email a tutti, o ci telefoni.

  14. utente anonimo dicono:

    ma anche un sms è sufficiente…. basta che non ci metta troppe k…..

  15. utente anonimo dicono:

    Ma anche un piccione viaggiatore andrebbe bene

    Morgana

  16. simone.com dicono:

    Questo Sig. Prolisso deve essere una persona decisamente interessante viste le smisurate conoscenze….

  17. FirmatoCkf dicono:

    Dislessia colga chi scrive male il mio nomignolo…

    non vi preoccupate, ho affidato ad una agenzia di P.R. il compito di avvertirvi sugli avvertimenti che da gugol, mettete di seguito un vostro recapito, affinché possa farvi informare meglio.

    (io non uso le k, ma cosa sono queste bestemmie signor #15?)

  18. Dai, domattina scrivo una cosina, promesso. Cfk, apra le gabbie ai piccioni.

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