Il disoccupato benestante

Il disoccupato benestante è un personaggio curioso: non lavora, ma nemmeno prova il bisogno di trovarsi un mestiere. Questo ci indurrebbe a pensarlo in miseria e a compiangerlo. Ma a torto. Egli non si cruccia della condizione. Infatti vive negli agi, seppur con il vezzo della modestia.

Abita in una casa semplice, di grandi dimensioni, questo sì, e in un bel palazzo, pieno centro storico. Ma le stanze sono arredate alla maniera essenziale.

Per via del molto tempo libero cui suo malgrado è obbligato, il disoccupato benestante trascorre lunghi periodi di vacanza forzata, al mare o sui monti. Altrimenti, in città, lo si incontra a passeggio nei giorni feriali, in tarda mattinata o a metà pomeriggio: mostra l’aspetto sereno e sorridente di chi si è svegliato da poco. Molto disponibile alla chiacchierata e ai convenevoli, non ha alcuna fretta, anzi, s’attarda volentieri. Oppure si gode l’aria fresca, in cerca di svaghi.

Ha oramai una certa età, indefinibile fra i trenta e i quaranta. Talora il disoccupato benestante mantiene – non si sa con quali mezzi – una famiglia composta da una moglie a sua volta fieramente priva di occupazione e da un neonato o perfino da numerosa quanto giovanissima prole felice.

Come faccia costui a campare sé e altri, e come mai non sia costretto a mendicare e vivere sotto i ponti, resta un mistero insondabile.

A volte, per distrazione, egli millanta di impiegarsi piccoli lavori da espletare in proprio a casa, come professionista, in campi quali l’editoria, l’internet, consulenze creative a clientele occasionali. Attività comunque poco impegnative, poiché lo sfaccendato risulta essere quasi sempre a spasso o a divertirsi.

I maligni mormorano sottovoce sia figlio amatissimo di padre e madre industriali, proprietari di immobili e terreni le cui rendite vengono versate all’erede tramite un automatismo dei conti bancari. Insomma, è ricco di famiglia, ecco. E ciò basta. Ma lui se ne vergogna un poco, preferisce non parlarne.

E’ capace di oziare con classe, da vero aristocratico, senza vantarsene. Taluni, dopo averlo salutato ossequiosi, controllano che si sia allontanato e poi dichiarano di trovarlo irritante. Lo accusano di essere vizioso: un mercoledì sera già alle cinque meno un quarto l’avevano visto seduto su una panchina al parco vicino al fiume, leggeva il giornale e dopo pure un libro. Quanta indecenza.

Tuttavia, non si può voler davvero male al disoccupato benestante. Casomai, si preferisce invidiarlo. Però in silenzio, nel segreto dei pensieri intimi. Senza dirlo a nessuno.

Questa voce è stata pubblicata in cose. Aggiungi ai segnalibri il permalink.

21 Responses to Il disoccupato benestante

  1. Primaaaaaaaaaaaaaaaa……   :)

    Voglio sposare un disoccupato benestante!

  2. utente anonimo dicono:

    puff che invidia! i genitori benestanti si trovano nei sacchetti delle patatine?

  3. exxxanonimo dicono:

    Famiglia Von Borderline: non commettere quest'errore!  poi te lo ritrovi tra le scatole dalla mattina alla sera! meglio un benestante diversamente occupato.

  4. Caspita, exxxanonimo, non avevo preso in considerazione quella rogna lì.
    Prendo subito nota e appena possibile scatta la ricerca della sottospecie gentilmente segnalata da lei.  :)

  5. PICCHU dicono:

    Dio lo fulmini

  6. utente anonimo dicono:

    Io voglio essere LUI!

  7. utente anonimo dicono:

    e' il futuro del Trota!

  8. utente anonimo dicono:

    Ebbene sì, son io. 

    Ma come facesti a riconoscere i tratti più profondi del mio animo ?

    Se potessi attardarti pure tu nei prossimi giorni (soleggiati) alla quinta panchina di sinistra (scendendo), si potrebbe scambiare qualche modesta opinione su come va il mondo, e potrei di certo darti qualche buon consiglio.

    Verso il tramonto, invero, rientro a casa e mi diletto agli ameni giuochi della blogpalla. 

  9. utente anonimo dicono:

    In verità non è necessario essere di famiglia benestante. Basta ritirare periodicamente il proprio assegno siae per quello che si è fatto anni prima in gioventù chessò nella musica e millantare appunto qualche collaborazione in teatro tanto per darsi in contegno ma soprattutto per lo spirito leggersi questo blog fare lo snob e mandare il governo a c…..
    Non so se ho detto tutto ma credo sia abbastanza.
    Ps le virgole mettetele voi io che al massimo so mettere in rima amore con cuore

  10. Bei versi; però, pensavo, per campare vita natural durante di sola Siae, forse occorre essere stati paul mccartney, in gioventù.

  11. seneca29 dicono:

    clap clap clap! : )

  12. utente anonimo dicono:

    Sai non capisco questo articolo, pensiero.
    Forse sarà perché anch'io sono visto come un nulla facente felice.
    boh l'ho trovato offensivo. non sapendo cosa c'è dietro la vita delle persone, le loro sofferenze.
    mi sembra vagamente razzista, come cogitare sui luoghi più comuni che comuni non si può.
    Magari potresti vedermi alle 5 del pomeriggio su di una panchina, ma non mi vedi alle 4 del mattino sul computer a lavorare.
    boh boh boh direi molto ma mi sembra già abbastanza. sembra l'inno dell'impiegato frustrato che invidia chi magari più depresso e frustrato di lui magari stanco ma con orari diversi, appare appunto diverso. alieno.
    boh boh boh
    buonanotte e buonafortuna

  13. utente anonimo dicono:

    io più che invidia maligna, ci denoto un tantinello d'ammirazione, chi non vorrebbe decidere delle 24 ore della propria giornata?

    Dopotutto, "lavora chi non ha di meglio da fare" (cit.), ma sarà proprio così?

    firmato ckf

  14. utente anonimo dicono:

    Praticamente il disoccupato benestante è l'equivalente maschile della "mantenuta dal marito"…. o sbaglio?

  15. utente anonimo dicono:

    Cfk ha ragione, siamo un popolo di annoiati

  16. signor #13, innanzittutto se lei sta sveglio di notte a lavorare non può riconoscersi nel nostro, che di notte, invece, usa dormire, giustamente.

    Inoltre: non mi sono espresso bene, non v'era alcun intento offensivo, non verso il soggetto ozioso, casomai ve n'era per chi lo biasima. Le garantisco che io, del disoccupato benestante sono un fiero ammiratore. Ne conosco parecchi di tipi come lui, e sono (quasi) tutti bravissime persone, spesso assai simpatiche. Aspiro sinceramente a diventare e vivere come loro.

  17. utente anonimo dicono:

    Come uno studente fuori corso.
    Anch'io adoro la possibilità di prendermi una giornata di ozio totale.
    Lo invidio.
    Ad alta voce ;)

  18. utente anonimo dicono:

    ragazzi ma questa è una cosa che non abbiamo scoperto certamenet ora…legegte cosa disse quella buonaniam startega di biagi tantissimi anni fa:
    http://www.youcandid.com/video/a5b9cc5fbf84beb0e05b70c7b717cae7/

  19. utente anonimo dicono:

    @19: dal tuo link non si legge, al massimo si puó vedere un video.

  20. Pingback: Scrivo.me e io mi confondo: se Proust ha pubblicato pagando… era un self-publisher o un pagAutore? | giramenti

Rispondi a personalitaconfusa Annulla risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *