Come si fa un libro

1. Lo scrittore consegna il libro all’editore. Ha impiegato un anno per scriverlo. L’editore ringrazia e se ne va a casa a leggere.

2. L’editore legge il libro, poi telefona allo scrittore e gli suggerisce alcune modifiche. Lo scrittore – permaloso come ogni altro scrittore quando si osa giudicarlo – si ribella, proclama di non voler cambiare neppure un rigo. L’editore insiste. L’editore e lo scrittore litigano. Alla fine l’editore dice che se lo scrittore non accetta tutte le modifiche, il libro non si fa. Lo scrittore allora, all’improvviso, cambia idea, e apporta le modifiche democraticamente concordate.

3. Nel frattempo il libro viene letto anche dal correttore, un dipendente dell’editore. L’ultima ruota del carro. Il correttore disprezza lo scrittore e pure l’editore: non condivide le modifiche al libro richieste allo scrittore dall’editore, ma tace, giacché il suo parere risulta del tutto irrilevante all’editore e idem allo scrittore. Il mestiere del correttore consiste infatti nel limitarsi a trovare gli errori, o come preferisce chiamarli lo scrittore – peccando in autoindulgenza – “i refusi”.

4. Adesso lo scrittore e l’editore si incontrano per stabilire quali saranno il titolo e la copertina del libro. Lo scrittore presenta un titolo e una immagine di copertina scelti da lui in base a motivi del tutto personali peraltro a lui molto cari, insomma, ci terrebbe molto, ecco. Purtroppo questa argomentazione non convince l’editore. Perciò…

5.Perciò l’editore avanza le sue proposte: un titolo ad effetto, una fotografia allusiva e molto colorata. Lo scrittore storce il naso: ha la sensazione che si tratti di scelte poco inerenti la sostanza del libro, seppur in grado di attirare l’attenzione dell’acquirente, il babbeo che da sempre si aggira nei negozi. Scrittore ed editore litigano. Si va ai voti: benché i votanti siano solo loro due e ognuno voti per se stesso, vince l’editore.

6. Interviene a questo punto l’impaginatore, altro poveruomo sottovalutato che però in tutto ‘sto bailamme conta come il due di fiori a rubamazzo. Egli ha tuttavia il compito di cesello: disporre con armonia le lettere, i capitoli e i paragrafi sulla pagina, in un formato digitale da inviare allo stampatore.

7.Il libro è pronto, deve solo essere stampato. L’editore lo invia allo stampatore. Lo stampatore è un mago, possiede colossali macchine per trasformare l’incorporeità eterea delle parole nella concretezza fisica e tangibile del libro. Ma per compiere questo prodigio, egli ha bisogno dell’aiuto di un amico: il cartaio.

8. Il cartaio, nel frattempo, si è recato in una foresta a sradicare alberi. Li tagli a fette sottili sottili, e ne ricava i fogli su cui lo stampatore imprimerà le parole ideate dallo scrittore.

9. Intanto l’editore prende accordi con il distributore, uomo senza scrupoli, abile nell’arte della persuasione e nei commerci. Il distributore viaggia per l’Italia in auto, va a trovare il negoziante e gli suggerisce di prenotare abbondanza di copie del futuro libro dello scrittore. Il negoziante tentenna, dubita che quello scrittore sia davvero in grado di vendere. Ma il distributore gli fa un bel discorso:

10. “Senti, ma che ti frega, casomai il libro non si venda potrai sempre restituirmelo senza spese, io a mia volta lo renderò all’editore, il quale nel malaugurato caso lo recapiterà all’inceneritore!” Il ragionamento fila e fa anche rima. Il negoziante annuisce, massì, ordina il libro dello scrittore.

11. Altrove, lo stampatore ha terminato di stampare il libro dello scrittore. Il libro viene cucito su pagine in sedicesimi, poi rilegato con la copertina (quella scelta dell’editore). Lo stampatore sale su un furgone e scarica il libro nei magazzini del distributore.

12. Il distributore torna dal negoziante e gli mostra il libro dello scrittore. Gli ordina di metterlo in vetrina, ma il negoziante si rifiuta perché va bene tutto ma in vetrina vorrebbe tenerci i libri che piacciono a lui e non quelli dello scrittore, che gli sta antipatico. I due litigano. Dai e dai, si giunge a un compromesso.

13. Mattina. Il libro è infine al suo posto, in libreria. Lo stampatore, il correttore, l’impaginatore, il cartaio e il resto della compagnia sono tornati al lavoro – si stanno già occupando del libro di un altro scrittore. Con il negoziante sono rimasti solo lo scrittore e l’editore: ognuno dei tre è nervoso, a suo modo. Dopo tante sofferenze, riuscirà il libro non dico ad avere successo e scalare le classifiche ma almeno ripagare i costi? Tutto dipende da una figura misconosciuta ma cruciale nella vicenda. Come in un mezzogiorno di fuoco, a questo punto entra in scena il personaggio più temibile della storia: il lettore…

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14 Responses to Come si fa un libro

  1. utente anonimo dicono:

    Ehi, in questa storia mancano l'ufficio stampa e il critico letterario!

  2. utente anonimo dicono:

    cosa succede quando l'editore, il distributore e il libraio sono la stessa persona?

  3. #1: grazie!

    #2: compariranno nella prossima puntata, assieme al maceratore.

    #3: litigano fra di loro allo stesso modo.

  4. utente anonimo dicono:

    E per gli Ebook?
    Galatea

  5. IGB201 dicono:

    hai scritto un libro?
    ;-)

  6. Igb: certo che no.
    Galatea: più facile, basta levare i punti dal 7 al 12.

  7. utente anonimo dicono:

    Divertente :) . Fortunato sto scrittore che manda il testo e l'editore lo chiama proponendogli migliorie :) .

  8. exxxanonimo dicono:

    Bella, questa storia. Oltre al lettore alla fine c'è anche un'altra figura temibilissima e dal potere occulto: il recensore. Che magari neanche lo legge tutto il libro, legge le prime pagine e il riassuntino sulla quarta di copertina, mette insieme il tutto con due note biografiche sull'autore e prepara l'articoletto a carattere divulgativo, che verrà letto da qualche migliaio di persone che in base alle due stronzate scritte dal recensore potrebbero decidere, o meno, di procedere con l'acquisto del libro. Pericolossisimo, altro che.

  9. Tutto questo lavoro per una sedia sghemba?

  10. zauberei dicono:

    Conf che angoscia!

  11. FirmatoCkf dicono:

    odio i lettori! perciò non mi sono mai fatto insegnare da mamma a leggere!

  12. Cultura non facit saltus.

  13. utente anonimo dicono:

    ahahahahaha..

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