Biografie romanzate di personaggi storici mai esistiti

La mattina del 20 maggio 1211 frate Stefano da Cloyes si presentò vestito da stracci al portone del palazzo del re di Francia. Era lì per consegnare alla corte una lettera di Cristo in persona.

Le guardie ai cancelli respinsero Stefano da Cloyes minacciandolo con le lance. Eppure la lettera conteneva l’ordine, firmato da Gesù, di finanziare la spedizione di un immane esercito da inviare in Terrasanta ai comandi del “latore della presente”.

Nonostante l’accoglienza scortese degli armigeri, Stefano da Cloyes non si perse d’animo: cominciò a viaggiare per l’Europa alla ricerca di volontari da arruolare. Era un buon predicatore, e l’esibizione della (falsa?) lettera funzionò come strumento di persuasione.

Stefano da Cloyes garantiva a tutti che il Mediterraneo si sarebbe aperto per lasciar passare l’esercito a piedi. Molti gli credettero. In un anno di proselitismo, il pio uomo raccolse circa qualche migliaio di persone disposte a seguirlo. Si trattava per lo più di vagabondi, soprattutto giovani e adolescenti invasati: perciò la si ricorda ancora oggi come la crociata dei fanciulli.

Le truppe giunsero al porto di Marsiglia. Qui, dalla punta del molo, Stefano da Cloyes intimò alle acque di separarsi. Lo gridò più volte, con toni e gesti solenni.

Tuttavia, fra lo stupore di tutti i presenti, il mare si rifiutava di obbedire.

Dopo un paio d’ore di tentativi eseguiti in varie lingue (latino, greco, forse aramaico) alcuni fra i giovani soldati cominciarono a dubitare del comandante, e scelsero di tornare a casa. Altri però restarono lì, ad aspettare che accadesse qualcosa. E qualcosa in effetti accadde. Ma non fu nulla di miracoloso.

Stefano da Cloyes venne avvicinato da un gruppo di mercanti. Costoro gli proposero di trasportare lui e l’esercito di fanciulli su due navi, sino alle coste della Palestina, gratuitamente. La generosità dell’offerta non insospettì Stefano da Cloyes e i suoi, che si imbarcarono cantando, entusiasti di partire.

Non sappiamo se Stefano da Cloyes fosse pazzo: di certo era uomo molto, molto religioso e molto fiducioso nel prossimo. All’altezza della Sardegna forse per le cattive condizioni dello scafo preso a nolo, forse per l’imperizia del frate improvvisatosi capitano, la nave guidata da Stefano da Cloyes colò a picco, senza lasciar superstiti, visto che nessuno a bordo sapeva nuotare.

Si salvò soltanto l’altra imbarcazione, quella più robusta, dove, guarda caso stavano anche i mercanti. Essi fecero rotta verso la costa nordafricana, dove vendettero i giovani rimasti vivi alla fiera degli schiavi.

14 commenti su “Biografie romanzate di personaggi storici mai esistiti”

  1. Nota a piè di pagina – Sulla vicenda di Stefano da Cloyes e della crociata dei bimbi esistono diverse versioni, questa è solo una delle tante e non ha alcuna valenza di verità (e ci mancherebbe). Si ringrazia Gianluca B. per la consulenza storiografica.

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  2. Ho letto da qualche parte che un pro-pro-pro-pro-pro-pro-pro … pronipote di Stefano da Cloyes sta organizzando una spedizione marina (sponsorizzata dall'ex ministro Bondi) per recuperare quella lettera.

    Beh, pensate se la trova… che botto!

    Cerea

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  3. Stefano da Cloyes era pazzo, e non solo. Recenti studi hanno dimostrato che in realtà quello che è passato alla storia come Stefano da Cloyes altro non era che Pisapia travestito.

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  4. E da qui l'origine del famoso detto: "O s'è averto comme o mâ int'a croxia' di figgetti" ad indicare un'impresa mal riuscita.

    r.

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  5. Tanto per esser serio una volta, una delle ipotesi che spiega la vicenda del Pifferaio magico (di cui si sono perse le origini storiche) sia l'inizio di una crociata di fanciulli.

    Il pifferaio, ovvero un condottiero, pazzo o che dir si voglia, convinse i fanciulli a riconquistare Gerusalemme, ma i fanciulli non tornarono più indietro e non se ne trovarono altre tracce…

    curioso no?

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