Antinomie della cinematica all’ora di punta

La geografia è un enigma, e ciò vale anche per la quotidianità dei trasporti brevi in città, ad esempio tra il domicilio e il luogo di lavoro.

Lo stessa distanza può richiedere più o meno tempo. Ho notato che sul medesimo identico tragitto, la durata del viaggio varia notevolmente nei diversi periodi del giorno: tale differenza si avverte in maniera particolare nei momenti di maggior traffico, cioè la mattina presto e la fine del pomeriggio feriali. Lo stessa distanza può richiedere più o meno tempo. “Grazie al cazzo”, si dirà. Obiezione corretta, ma incompleta. Infatti non ci sarebbe nulla di strano, se non fosse che in città, talvolta, partendo dopo arrivo addirittura prima.

Un fenomeno inspiegabile, ma da me verificato scientificamente. Se parto dall’ufficio alle 18, arrivo a casa alle 19. Ma se parto alle 18.30 invece arrivo alle 18.45, massimo 18.50. Lo giuro, ho sperimentato il percorso più volte, misurando i tempi. Anche la perizia dei cronometri mi dà ragione.

È come se, lungo il cammino, un altro me stesso virtuale – partito in ritardo – riuscisse a raggiungermi e sorpassarmi. Mentre io resto bloccato nel traffico, egli nello stesso luogo trova la strada misteriosamente sgombra, mi fa ciao ciao dal lunotto e giunge alla meta con largo anticipo. E quando sono ancora giù a cercare parcheggio lui è oramai salito in casa da un pezzo e si sta mettendo comodo.

Dovrei rassegnarmi, seguire il suo modello. Ho provato di tutto per sconfiggere quel me stesso, non sopporto la sua capacità di battermi in velocità nonostante l’ampio svantaggio iniziale. L’ho obbligato ad allungare la strada mentre io prendevo scorciatoie, peraltro all’improvviso occupate da lavori in corso, file di auto, lezioni di scuola guida, andirivieni di pendolari (tutte cose che si dissolveranno dietro il mio passaggio). Ma c’è poco da fare, io arrivo a casa trafelato e lui è già a tavola, seduto, a chiedermi dove diavolo sono stato. Abbiamo perfino gareggiato sui mezzi pubblici: io su un autobus, lui su quello successivo, ma non è cambiato nulla. Ogni volta mi tocca sentire le vanterie di quello là, che mi apre la porta e mi invita a prendermela con più calma.

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13 Responses to Antinomie della cinematica all’ora di punta

  1. exxxanonimo dicono:

    A me capita alla mattina, per cui mentre io sono ancora per strada  ad ascoltare la radio e a fumarmi una sigaretta con calma,  l'altra "me", che è partita dopo, in realtà  è già arrivata in ufficio e ha già iniziato a lavorare al mio posto. Non male. A volte faccio apposta a rallentare.

  2. funku dicono:

    pensa che probabilmente gli pagano pure gli straordinari.

  3. exxxanonimo#2: non ci avevo pensato, osservazione interessante.

  4. utente anonimo dicono:

    mai una volta che mi fa trovare la tavola apparecchiata.

    Lofoten

  5. utente anonimo dicono:

    partendo alle sette da casa per andare a prendere il treno arrivo in stazione alle 7.50 circa (ovvero 6 minuti dopo il passaggio del treno…) facendo 40min di coda; partendo invece alle 7.15 faccio circa 20min di coda ed arrivo alle 7.40 con ben 4 minuti di anticipo sul treno. 
    credo dipenda dai buchi spazio-temporarli che uno incontra nel tragitto, altrimenti non saprei.

    r3dz

  6. E' tutta colpa della curvatura infinita dello spaziotempo negli ambienti chiusi quadridimensionali.

  7. FirmatoCkf dicono:

    il signor Confusa che arriva in anticipo è più simpatico di lei… e ormai lei è anche fin troppo milanese… e poi, ancora sto vizio di lavorare, come la comune plebaglia :(

  8. diamonddog dicono:

    questo post è la conferma della teoria della relatività, esplodendolo su dimensioni di maggiore portata il suo alter-ego potrebbe un giorno rivelarsi di lei più giovane e bene-stante (nel senso della salute, non dei soldi).

  9. Anche dei soldi, temo.

  10. diamonddog dicono:

    son d'accordo, ma non volevo metterla troppo di malumore

  11. gramuglio dicono:

    questo è proprio il motivo per cui vado alle poste non prima delle 11.30. inoltre, la teoria della relatività è una cazzata.

  12. zauberei dicono:

    Confu fenomeni di culture altre, mondi lontani ci racconti e sicuramente non romani.
    Infatti a Roma queste oscillazioni del tempo non di danno – tra Achille e la tartaruga sempre e comunque Achille è quello che se la pia in der c.

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