I banchi dei pollivendoli nell’immaginario contemporaneo

Sono un uomo all’antica: il sabato mattina per la spesa non vado al centro commerciale come tutti, ma al mercato. Quello all’aperto, con le bancarelle sotto le tende, gli ortolani urlanti, i pollivendoli che cantano, le mamme in fila con le borse di tela a ruote, le recite dagli imbonitori di formaggi. Mi trovo assai meglio in mezzo al baccano del via vai. Un atteggiamento terribilmente snob, ne convengo. Ma la popolazione dei mercati all'aperto il sabato mattina mi pare uno spettacolo teatrale collettivo. La gente sembra più umana, viene quasi voglia di sentirsene parte. Strano, di solito la disprezzo.

Naturalmente il mercato presenta parecchi svantaggi rispetto alle grandi strutture delle catene al coperto. Non v'è il parcheggio riservato ai clienti. Non vi sono le moderne tecnologie quali carrelli in prestito, i bigliettini con numeri prestampati per le code, le tessere magnetiche per misurare la fedeltà. Cassiere e commessi non indossano divise, anzi, risultano abbastanza trasandati nel vestire. Non vi sono certezze sui prezzi, scritti a penna sulle cassette o a volte neppure quello perché i costi vengono gridati, variano da un'ora all'altra e si può persino contrattare con i (molti) bottegai asiatici o africani. I marchi delle aziende non esistono, a parte qualche capo d'abbigliamento dalla firma falsa, palese imitazione.

Vi è poi una spaventosa confusione: né corsie né insegne con indicazioni merceologiche, il banco del pesce sta di fianco a quello della frutta e così via a caso, senza logica. Ci si può perdere nella folla e nessun altoparlante potrà mai darci appuntamento al punto informazioni.

Si ha quasi l'impressione che tutta quella baraonda di persone così diverse sia lì non solo per vendere e comprare, ma per stare assieme e far un po' di casino, come ai bei tempi, chissà quali. Però forse mi sbaglio, troppo entusiasmo per la normalità. Sono un uomo all'antica, l'ho già detto.

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11 Responses to I banchi dei pollivendoli nell’immaginario contemporaneo

  1. Herr Konfüso, uomo all'antica, ich liebe dich!  Ah ah ah ah ah ah ah ;-)

  2. utente anonimo dicono:

    ma paghi in lire del vecchio conio?

  3. utente anonimo dicono:

    questo post è ispirato da una tenerezza per l'umano che non guasta..e io mi sento sempre rinfrancata quando leggo di persone "all'antica" come te. Poi la conclusione che tiri è bellissima. Cinismo a parte, personalità confusa è proprio una bella persona!

    Elisa

  4. utente anonimo dicono:

    Ehilà, collega. Io frequento ogni settimana il mercato rionale, attirandomi la compassione di amici e conoscenti. Mi porto a casa lattughe con la lumaca incorporata, puzzolenti caciotte, costolette di abbacchio e uova ancora sporche. Godo se la vignarola mi dice che le zucche per quest'anno sono finite. Sono all'antica, anzi arcaica, o forse troppo avanti.

  5. exxxanonimo dicono:

    Io al mercato non ci vado per principio, in quanto ci abito proprio sopra, e quando c'è il mercato se devo uscire con la macchina  posso farlo entro le 7.30 del mattino o dopo le 15.00, e mi devo sopportare a partire dalle 7 e 30 le urla del tizio che svende tutte le scarpe a 20 euro e ripete le stesse frasi tutte le settimane, e la puzza del pollo che gira sullo spiedo a partire dalle 8 del mattino e ti entra in bagno quando non ti sei ancora lavata la faccia e ti viene un conato di vomito, e le cassette degli avanzi di verdura sbattuti vicino all'ingresso che il passeggino non ci passa più e devi fare gli slalom, e d'estate puzzano, e il marciapiede di fronte dove c'è la bancarella del pesce che va avanti a puzzare di pesce anche per due giorni dopo, e il fatto che per percorrere 50 metri per tornare a casa a piedi  ci metto 20 minuti perchè c'è una ressa senza senso.

  6. E ma così a noialtri ci rovina tutta la poesia, scusi!

  7. utente anonimo dicono:

    Io quando posso ci vado al mercato del sabato mattina. Provo a pagare con i mini assegni, sapete? quei piccoli pezzettini di carta con su stampato cinquantalire, centolire… ecc. si usavano negli anni Settanta al posto degli spiccioli… 

  8. Prova anche il baratto.

  9. diamonddog dicono:

    Anche i poetici borseggiatori preferiscono il mercatino al supermercato.

  10. FirmatoCkf dicono:

    sono troppo pigro per uscire di mattina se non ho da andare al lavoro, sono più tipo da corsa a 100 orari per le strade della città per arrivare al supermercato 5 minuti prima della chiusura e prendere cose che, sinceramente, mi fanno tanto tristezza a guardarle per quanto sembrano finte

  11. Capisco: lei è un borseggiatore.

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