10 COSE DA FARE A VENEZIA D’INVERNO
SENZA PASSARE DA PIAZZA SAN MARCO

Sembriamo cattivi, in realtà siamo soltanto romantici. Chi scrive, quando ha voglia di scappare, si rifugia qui, e a suo modesto avviso Venezia è senza dubbio alcuno la più bella città del mondo. Non potrebbe essere altrimenti per una città priva di automobili, sprofondata nel 1700 e dove le strade sono d'acqua. In più Venezia gode di un vantaggio: è facile da raggiungere, non così lontana per un italiano. Non ci credi? Allora seguimi, che oggi ti porto in un posto nuovo:

1. Va' in Campo San Beneto, entra nel Palazzo Fortuny, perlustra le sale allestite e al primo piano accomodati su uno dei divani a contemplare l'ambiente circostante allestito per te nel secolo scorso dal defunto padrone di casa Mariano Fortuny y Madrazo, scenografo, stilista, pittore, esteta ed emerito perditempo: una meraviglia d'uomo e di luogo.

2. Evita i traghetti: costano un botto e Venezia è visitabile a piedi (sì, ci sono i ponti). Dimentica lo spritz, qui oramai è riservato ai turisti, meglio un calice di vino. Se non ami la folla e le code, lascia stare la Biennale, la Regata, il Carnevale, le feste comandate: prenditi un giorno di vacanza ma feriale, ne vale la pena.

3. Fatti una passeggiata per la Via Garibaldi, pavesata dall'arcobaleno di panni stesi da una finestra all'altra. Se è mattino fermati a prendere un caffè ai tavolini dell'osteria nel Campo di Ruga, poi prosegui verso il ponte fino all'isola di San Pietro dove, sorpresa, verrai cordialmente accolto da un'architettura palladiana.

4. Mangia le sarde in saor. Non sai cosa sono? Povero te. Le sarde in saor stanno a Venezia come la pizza a Napoli, di certo il piatto più diffuso. Pesce, pinoli, uvetta e tanta cipolla da ammazzare anche il più puro degli aliti. Dirai: eh ma che schifo. Miscredente. Vai a pranzare alla Trattoria alla Rivetta (sul ponte di Rio del Vin, nomen omen) o Ale Do Marie (nella Calle dell'Olio, ma prima di sederti chiedi all'oste di spegnere la musica, ne suona di orribile) e ordina un piatto di sarde in saor con gli scampi e un bicchiere di bianco. Poi vediamo se cambi idea.

5. Piazza San Marco, Rialto già li conosci, ti ci hanno portato mille volte persino quando eri a scuola: per stavolta dimenticali, ci capiterai comunque e nolente. Invece, come fosse un gioco, vai a infilarti nel dedalo del Sestiere Castello e dalla pace di Campo Bandiera e Moro punta verso nord; poi prova a tornare indietro se sei capace.

6. Un altro passeggio per anima nostalgiche di ciò che forse non fu mai è quello dalle Zattere verso la Punta della Dogana. Alla tua destra le navi che salpano per Costantinopoli (d'accordo, si sta un poco esagerando con gli onirismi), alla tua sinistra il campiello Barbaro (una piazzetta piccola così, tu fermati davanti alle vetrine dei corniciai) e la nobiltà della Salute. In fondo al cammino, di fronte all'oceano (sic) c'è un fanciullo nudo e sorridente con in mano una rana, scortato da un poliziotto sovietico. Il primo è una statua, il secondo sta lì per farsi fotografare.

7. Se tira vento cerca rifugio nei magazzini della Dogana: dentro ci sono riscaldamento e mostre d'arte contemporanea. Non capisci nulla di arte contemporanea? Meglio, ti divertirai di più, come i curiosi, e non avrai modo di lamentarti dei consigli elargiti a gratis dagli sconosciuti incrociati su Internet.

8. Ah giusto, adesso è buio e vorresti riposare, magari dormire. Attenzioni agli alberghi del centro, la fregatura sta a un passo, meglio la semplicità un po' fuori mano. Chi ti parla scrive ad esempio usa alloggiare alla Locanda di Ca' Valeri, pensioncina dietro Campo dell'Arsenale, sei camere arredate con garbo d'altri tempi e prezzi abbordabili. Tu domanda quella con la terrazza. Ma ricorda, lascia che ti portino la colazione a letto: è un omaggio, visto che la locanda non dispone di saloni adatti alla bisogna se non all'aperto (e d'inverno e in autunno francamente fa freschino).

9. Nella Calle Lunga di Santa Maria Formosa c'è la “più bella libreria del mondo”: lo dice il cartello, scritto con modestia sincera dal titolare. La Libreria dell'Acqua Alta era un deposito di gondole. Adesso qualche vecchia gondola c'è ancora ma è piena di romanzi nuovi e usati, come ogni angolo di questo posto. Un negozio così non l'hai mai visto. E qui potrai procurarti il materiale di cui al punto successivo, ultimo ma primo se questo elenco volesse (ma non vuole) tenere un ordine.

10. Raccomandazione. Porta con te una mappa – molto dettagliata, questa città è un labirinto, per tua e sua fortuna. Se devi scegliere una guida, lascia a casa le porcherie del Touring Club e prova la guida di Corto Maltese: si intitola “Corto Sconto”, è scritta da due signori di cui non ricordo il nome in un italiano improbabile e con una punteggiatura da far drizzare i capelli. E tuttavia contiene notizie e consigli che non troverai sulle altre guide. La maggior parte delle illustrazioni sono tratte dalla Favola di Venezia dello stesso Hugo Pratt (sì dai, l'autore di Corto Maltese, dove vivi?) e se ti avanzano dieci euro prendi pure questo albo, ti farà compagnia in treno sulla via del ritorno.

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26 Responses to

  1. nervosassai dicono:

    pensare che 'sto post mi ha messo una strana curiosità verso venezia, città che detesto profondamente… ah, e al momento dell'ordine si dice "sardèè", ché allo scritto può sembrare si pronunci come per le isolane

  2. utente anonimo dicono:

    Il problema con la guida di Corto Maltese è che contiene troppe  cose interessanti, alle fine uno si mette a leggere e non si guarda in giro. E a leggerle a casa prima di andare non si riescono a ricordare tutte e ti perdi qualcosa.
    Sigh, i bei tempi in cui a Venezia andavo periodicamente per lavoro :-(
    Gio

  3. utente anonimo dicono:

    io consiglio "Venezia è un pesce" di Scarpa (non l'architetto credo un qualche figlio o nipote)

  4. utente anonimo dicono:

    La stampo e la metto da parte per quel giorno che andrò a Venezia.
    ciao
    nicola.

  5. utente anonimo dicono:

    Io a Venezia non ci vado nemmeno se mi pagano il biglietto…

  6. utente anonimo dicono:

    Da Veneto innamorato di Venezia, ti perdono l'apostrofo ("E tuttavia contiene notizie e consigli che non troverai su nessun altra guida esistente").
    Per chi c'è stato e non se n'è innamorato: l'insensibilità rende l'uomo un essere becero e ripugnante. Vogliatevi del bene, concedetevi un secondo tentativo. Non è mai troppo tardi per elevare lo spirito.

    JP

  7. sgrisole dicono:

    Parlavo della meraviglia di Venezia con un conoscente che commentò: "Venezia? Non mi piace, puzza di fogna." Che pena per lui.

  8. utente anonimo dicono:

    Bravo, ottimi consigli! Un saluto da un ferrarese che va a Venezia tutti i giorni da 3 anni per lavoro (ed è un po' stanco dei treni e un po' povero per trasferirsi in laguna…)

    Eugenio

  9. utente anonimo dicono:

    Sono stata a Venezia solo una volta, nella primavera di quest'anno, e da allora non me la tolgo più dalla testa e ritorna sempre nei miei sogni..Adesso, grazie alla tua guida, ho anche un itinerario per la prossima volta, spero il più presto possibile…

  10. LoredanaMinny dicono:

    Sono di Venezia e ora mi metto a stampare questo vademecum e chissà cosa potrò scoprire di nuovo se non quello che conosco già.

  11. twalt11 dicono:

    Vivo a Venezia e ci faccio la guida turistica… una guida un po' alternativa però, dato che porto i miei clienti a visitare quella che io chiamo
    "L'altra Venezia"… qualcosa di simile a quello che descrivi tu…
    però devo dirti che le "sarde in saor" sono in realtà un prodotto turistico giacché a Venezia si è sempre mangiato tutti i tipi di pesce "in saor"! consiglio per questo motivo l'osteria Antica Adelaide, l'unica in città che non si è piegata a questa assurda limitazione delle sarde e propone diversi tipi di pesce in saor…
    gli autori di Corto Sconto sono Guido Fuga e Lele Vianello, amici storici di Hugo Pratt nonché collaboratori nella realizzazione di Corto Maltese…
    Tiziano Scarpa, l'autore di "Venezia è un pesce" non è parente, nemmeno lontano, di Carlo Scarpa…
    ah, dimenticavo: a Venezia non si beve un "calice" di vino ma un'ombra di vino!!! ;-)

  12. utente anonimo dicono:

    Non mi pare di aver detto che, siccome a me non piace Venezia, quelli che la amano sono dei beceri ripugnanti e provo una gran pena per loro…..

  13. utente anonimo dicono:

    Bella guida!
    Però "Corto sconto" compratelo prima di andare a Venezia, e leggetevelo in treno!

  14. exxxanonimo dicono:

    Bellissimo post!  Essendo sposata con un mezzo veneziano trapiantato a Milano ho girato più volte e molto bene la città, e devo proprio dirti che … sembri veneziano anche tu! (anche se so che non lo sei).
    Se non sei un tipo scaramantico e se sei curioso, ti segnalo, per la prossima volta, una capatina al cimitero di San Michele (sorge su un isolotto e devi per forza andarci con il vaporetto) : non è un cimitero cattolico ma è pluri-religioso (infatti è diviso in diverse aree) , è antico , è strano:  è unico al mondo, come la sua città.

  15. per farmi perdonare ecco una mappa di venezia fatta a mano dal qui presente.

  16. lofoten dicono:

    confessa, che quella bella mappa non l'hai fatta tu.

  17. sgrisole dicono:

    Scusami anonimo, non era mia intenzione offendere! Io del resto, pur mettendomici d'impegno, non colgo la magia di Roma, figurati.

  18. la mappa l'ho fatta io, lo giuro su corto maltese

  19. lotrovassi dicono:

    Secondo me mancano alcuni punti…ma chi ama Venezia ha le sue preferenze.

    A me piace arrivare a Venezia il venerdì sera, quando i turisti se ne sono andati, anche d'estate. 

  20. utente anonimo dicono:

    catturata da mariano fortuny, voglio vedere da vicino e nei dettagli i suoi famosi abiti

  21. utente anonimo dicono:

    Venezia è sempre bella, d'inverno e d'estate, con la pioggia o la nebbia, il sole o la neve, nelle sue calli, nei suoi campi, nei suoi rii interrati, nella sua piazza (da notare che in tutta la città ce n'è una sola), nel suo cimitero di San Michele (dove sono sepolti Ezra Pound e Stravinskij) , nelle sue isole conosciute e non (Pellestrina, Sant'Erasmo, San Lazzaro degli Armeni, San Francesco del Deserto), nei suoi canali, nei suoi ponti (suggerisco di fermarsi sul Ponte dell'Accademia ad osservare Venezia nei suoi due lati), nei suoi palazzi (entrate a Ca' Foscari, sede dell'Università, Palazzo Grassi o Ca' D'Oro, sede dei musei, a guardare il Canal Grande dalle loro finestre), nelle sue Chiese (da visitare la Chiesa dei Frari, la Chiesa di Santa Lucia, la Chiesa della Salute, la Chiesa dei Miracoli, la Chiesa di San Moisé, …), nei suoi monumenti (oltre al solito giro di Palazzo Ducale, Basilica e Campanile di San Marco, suggerisco di visitare la Torre dell'Orologio e di entrare nella Biblioteca Marciana), nei suoi giardini (quelli di Sant'Elena o del Re), nei suoi alberghi (entrate nella hall dell'Hotel Danieli, quello in cui alloggia sempre Woody Allen), nei suoi bacari (tra cicheti e ombre de vin) …
    Ma la cosa più bella è quella di arrivare a Venezia senza piantina alcuna e, dalla terraferma in Piazzale Roma o dall'imbarcadero di Sant'Elena, camminare, camminare, camminare per le sue calli fino a perdersi per poi sempre ritrovarsi.
    http://occhibluforever.blogspot.com/

  22. zauberei dicono:

    A Venezia io vado spesso, perchè sono mezza veneziana, e sul mio blog c'è tutta una categoria di posterelli turistico mangiarini inclusi. La amo, persino ora che c'è lo gnomo, e amare Venezia con gli gnomi, è durissima essendo che i ponticelli spezzano le reni e la penuria di ascensori pure. Tuttavia, io non escludo affatto di andarci a stare prima o poi. Per ora ci scappo in ferie (anche il prossimo capodanno:)

  23. utente anonimo dicono:

    veneta anca mi, ma non di venezia
    epperò volevo segnalarvi questo blog qui che ha tante cosine interessanti

    http://www.venessia.com/home.htm

    ks

  24. utente anonimo dicono:

    Bellissima guida, la metterò alla prova quanto prima!

    Daniel

  25. utente anonimo dicono:

    vècio fretolin … dietro il mercato del pesce + o – … ombra e cartoccio fritto da passeggio , oppure un'ombra coi veci – ..per le siggòore una cena "stellata" (Michelin) a lume di candela-
    sua sempre Gallina (ma un po' meno) confusa  

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