IL CAMBIO DEGLI ARMADI

L’altro giorno ho incontrato per strada questa vecchia amica: era disperata. Per cosa?, ho osato domandare. Ma come per cosa, mi ha risposto lei in lagrime, che razza di domande fai, per il cambio degli armadi, in vista dell’inverno!

Da parecchie settimane, operosa come formica, ella aveva cominciato questo cambio degli armadi ancora in alto mare, destinato a richiedere assai più tempo del previsto: secondo un calcoli lo si sarebbe concluso tra molto tempo, forse mesi, probabilmente soltanto quando ahilei avrebbe dovuto cominciare un altro, faticoso cambio d’armadi, quello primaverile.

Sento dire di molte persone, per lo più signore (gli uomini sono troppo pigri, e troppo poco vanitosi) sento dire di persone assai impegnate in questa faccenda domestica assai pesante chiamata, appunto, il cambio degli armadi. Una pratica a me del tutto sconosciuta: fino a pochi anni fa ritenevo riguardasse l’acquisto di arredi (“cambiare armadi”, cioè comprarne uno nuovo al posto di quello vecchio).

Tale innocenza, tuttavia, ha una giustificazione. Nella mia frugalità d’abitudini, sono solito utilizzare gli stessi abiti a prescindere dal periodo: al massimo nelle giornate fredde di ottobre sopra la maglietta indosso un golf e ad agosto no, mentre a febbraio evito i calzoni corti in favore di quelli lunghi. Ma non vedo perché mai dovrei ammazzarmi di lavoro per trasferire vestiario da un luogo all’altro di un armadio. Peraltro il mio, di armadio, è piccolo e mezzo vuoto, ci sarebbe ben poco da spostare. E poi, a quale scopo? Esso ha un piano solo, il che mi priva della possibilità – o del piacere – di avvicendare la collocazione dell’abbigliamento in senso verticale.

Dice: si vabbè ma le scarpe? Come non affrontare il g-r-a-v-i-s-s-i-m-o problema delle scarpe autunnali in vece di quelle estive? Confesso che anche questa distinzione fra calzature da stagione calda e fredda mi risulta incomprensibile: possiedo solo tre paia di scarpe, semplici, da ginnastica, e funzionano bene in qualsiasi stagione, almeno qui nell’Europa meridionale. Se il clima si irrigidisce, posso accompagnarle con i calzini, e viceversa quando fa caldo le infilo sul piede nudo.

“Da giorni interi non esco di casa se non per recarmi al lavoro”, ripeteva costei in preda all’angoscia, “tutto il mio tempo libero è impegnato nel cambio degli armadi e mio marito non si degna di aiutarmi, e ho trascorso notti intere”, gridava strappandosi i capelli e sbattendo la testa contro una parete “non solo indaffarata nel cambio degli armadi ma persino nella pulizia degli stessi (la polvere!), nella gestione di buste in plastica o scatole di cartone, e nella disposizione dei tarmicidi fra i cassetti!”

Ho abbandonato la tapina lì, in mezzo alla via, sola con il suo dolore. Me ne sono ritornato a casa ad ammirare l’interno del mio armadio, immobile nei secoli, con i suoi capi buoni per tutte le stagioni.

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20 Responses to

  1. utente anonimo dicono:

    Allora non sai quant'è terribile riporre una camicia bianca e candida per poi ritrovare, al successivo cambio di armadi, il colletto con la tipica strisciata d'unto da collo sudato.
    Ti vengono mille pensieri che turbano il sonno. Che forse l'ho riposta senza lavarla? e lì giù ad odorar le ascelle; che forse non son io capace di lavare i panni come si addice ad una vera donna?
    Mi piacerebbe sapere da un tessutaio come di grazia avviene ciò. Ripongo pulito e riprendo sporco.

    L.

    p.s. bello il tuo blog, ma dov'è che parli di smacchiatori e macchie?

  2. Smacchiatori? Cosa sono?

  3. exxxanonimo dicono:

    Io suggerirei all'amica di trasferirsi al Polo Nord, o all'equatore, così non avrebbe più il fastidioso problema.

  4. utente anonimo dicono:

    Curiosa espressione, "cambio degli armadi".
    In effetti suona estremamente faticoso.
    Provo a suggerire alla tua amica di chiamarlo "cambio di stagione" (io ho sempre detto così, "devo fare il cambio di stagione", "ieri ho fatto il cambio di stagione").
    A volte le parole aiutano.
    Gli armadi molto capienti aiutano ancora di più :)

  5. utente anonimo dicono:

    anche io trovo assurdo questo cambio di stagionearmadi. Al massimo c'e' un'aggiunta strati. Mica ci sono le mutande invernali, per dire. O no?

    cordialità

    – Utente Anonimo (masculo) che non vorrebbe essere così Anonimo (ma sempre masculo) se il blog me lo permettese invece di obbligarmi nell'oblio.

  6. RobertzVinx dicono:

    fatto! non sono più anonimo…fiko…e mo'!? :o)

  7. robertovinx: Oh, congratulazioni. E adesso?

    #4 angolonero: in effetti, "ho fatto il cambio di stagione" è meglio, dà un senso di onnipotenza.

  8. utente anonimo dicono:

    Qui al nord più che un cambio di armadi sarebbe il caso di ammucchiare i vestiti invernali nella parte alta dell'armadio durante l'estate e viceversa. Ma ora ho trovato la soluzione: man mano che mi servono le cose sposto i vari vestiti da un punto all'altro dell'armadio e se ce spazio tutto rimane al piano più facile all'accesso. La polvere negli armadi? Quale polvere?

    PS: Confuso, non penserai mica che una donna possa occupare un miserrimo minuscolo armadio per tutti i suoi vestiti, vero? Di solito il rapporto di occupazione armadi è 2 lei e 1 lui. Ma non è difficile un 3:1.

    ciao
    nicola

  9. utente anonimo dicono:

     il cambio di stagione dà un senso di onnipotenza non la dimenticherò mai.
    Grazie

    Lofoten

  10. PICCHU dicono:

    Caro Confuso come la capisco. Io le stagioni le differenzio solo quando uso un giubbotto e quando no.

  11. utente anonimo dicono:

    A casa mia è mia moglie che si sbatte a fare tutto da sola. Ben le sta.
    Quando abbiamo rifatto casa le ho detto: "facciamo una cabina armadio, di quelle all'americana….". "Bello", ma fa lei………
    Adesso TUTTA la cabina armadio è di suo possesso. Io i miei vestiti estivi li ripongo TUTTI su una sedia in camera da letto, e lo stesso faccio con quelli invernali. Scarpe? Solo sandali e scarpe invernali.
    Al massimo sposto una sedia. Lei, invece….. e non può chiedere aiuto!!
    Ma quanto sono diabolico eh?

  12. zauberei dicono:

    Io però ho molto gusto nel cambio degli armadi, per via di certi capi feticcio che sono vincolati alle temperatura, e quando ci riincontriamo è come una festa tra amici ci raccontiamo tutte cose, e per un certo periodo metto sempre lo stesso giacchino, ci mettiamo insieme ecco, a recuperare il tempo perduto.

  13. SussurroDiFata dicono:

    …a me, più che un senso di onnipotenza, dà un senso di profondo fastidio…

    Aufff…W le cabine armadio…

    ("beato chissaafà la cabina armadio" )

    La Prof

  14. utente anonimo dicono:

    il cambio degli armadi, estate->inverbo lo incominciamo oggi sabato 9 ottobre alle 11 e lo finiamo oggi sabato 9 alle 16. Basta solo un pò di buona volontà e collaborazione moglie-marito.

  15. utente anonimo dicono:

    Armadi?Quali armadi? Qui servono a tenere conservati gli abiti dell'epoca della prima comunione, mentre quelli più attuali vagano di sedia in sedia, di letto in letto, secondo l'umore, la stagione, il tempo….

  16. utente anonimo dicono:

    RobertzVinx: non esisteranno le mutande invernali, ma esistono i due capi che gettano mio marito nello sconforto: 1) le minigonne invernali, 2) gli stivali estivi.
    Con 1) si crepa dal freddo e con 2) si crepa dal caldo.
    Ma le prime sono di (pochissimo) tessuto pesante, i secondi di (assolutamente troppa) pelle senza fodera: nessuno potrà accusare la utente di avere omesso il cambio di stagione!
    MyuWeiSan

  17. utente anonimo dicono:

    Esercizio di logica applicata.

    Premessa: in un anno i cambi di armadio sono due.

    Se "Cambio di armadio" = "Cambio di stagione" allora in un anno i cambi di stagione sono due.

    Conclusione: non esistono più le mezze stagioni, signora mia!

    r.

  18. exxxanonimo dicono:

    @ 17: e vogliamo parlare del dolcevita senza maniche?

  19. prendimilanima dicono:

    consiglio di leggere "Zorro" della Mazzantini   :-)

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