Jorge Luis Borges e Raffaella Carrà

Le tracce sono scomparse, forse qualcuno ha voluto cancellarle. Ma l’accadimento ebbe luogo per davvero. Nel 1984, in Italia, Raffaella Carrà conduceva un programma televisivo mattutino dal titolo Pronto Raffaella. Lo studio era allestito come il salotto di una casa, e il momento più solenne del varietà consisteva nel quiz telefonico, quando la gente doveva indovinare il numero esatto di fagioli contenuti nel barattolo di vetro poggiato sul tavolino del salotto. Un giorno la Carrà aprì la puntata salutando milioni di italiani: di fianco a lei, seduto sul divano, c’era Jorge Luis Borges, lo scrittore.

A quell’epoca Borges era un ottantaquattrenne in procinto di terminare una lunga e gloriosissima carriera – terminare nel senso che sarebbe morto due anni dopo. Era riconosciuto come uno dei più grandi scrittori del Novecento, per molti il più grande in assoluto.

Raffaella Carrà era una celebrità internazionale: giungeva dal successo non solo in Italia ma anche all’estero e in particolare – chissà perché – in Argentina. Questo gli consentiva di invitare facilmente nelle sue trasmissioni le celebrità di quel paese, per lo più attrici, cantanti, calciatori. E Borges.

La conversazione tra Carrà e Borges durò circa due minuti e mezzo. Fu senza dubbio un momento di surrealtà televisiva irripetibile. Lei tentò, con fatica, di imbastire un dialogo di simpatia, rivolgendo domande in un claudicante spagnolo tradotto da lei stessa in italiano per il pubblico a casa. Borges, assorto nell’abisso dei suoi pensieri, aveva l’aria di essere finito lì per sbaglio, senza sapere neppure di essere ripreso da telecamere. Preferì rispondere in modo ermetico, e poi limitarsi al ruolo di statua, arredo di sfondo alle successiva interviste di Raffaella con gli altri ospiti presenti più ciarlieri.

L’ultima fotogramma vide una raggiante Carrà chiedere a Borges di indovinare quanti fagioli ci fossero nel barattolo. Lui, cieco, sparò una cifra a caso per sottrarsi dall’imbarazzo.

Di questo incontro, del tutto veritiero, perfetto simbolo del sipario sul secolo scorso, si è persa memoria. Ho rovistato per l’internet tutta, senza trovare né foto né filmati. Rimane solo qua e là il rievocare incerto di chi allora era bambino. Un peccato.

35 commenti su “Jorge Luis Borges e Raffaella Carrà”

  1. Confuso, interessantissimo post.
    La storia dei fagioli me la ricordo bene, ma, all'epoca avevo circa 15 anni ed ero più interessata ai Duran Duran che a Borges. E infatti non ricordo l'episodio. Comunque la Carrà è incommentabile, è un personaggio che mi fa accavallare nella mente milioni di pensieri, e tutti negativi, al punto che non riesco a buttarne giù nemmeno uno.

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  2. Posso difendere la Raffona nazionale?
    Non ricordo l'episodio, da quello che leggo erano due icone a confronto, due aspetti sociali che coesistevano (forse ora ne è sopravvissuto uno solo…). E dove far vivere questi dualimi stridenti se non in tivvù?

    Trovo accativante come hai definito lui: "immenso letterato".
    Forse suo malgrado era spesso "un pesce fuor d'acqua".

    Cassandra
    (che ha letto prima Dorfles di Borges)

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  3. Sig. Confuso, non immaginavo che il suo blog fosse frequentato da minorenni. Mi vergogno di confessare a me stesso quanti anni ebbi nel 1984. 

    All'epoca non guardavo per principio la Carrà, neppure se accanto avesse avuto, chessò, la Sabrina Salerno o la Viola Velentino.

    Lot (dislog)

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  4. tornavo a casa da scuola e mi vedevo il barattolone di fagioli con raffaella che chiedeva quanti fossero. ma parliamo di almeno due abissi di ignoranza fa. anche se avessi visto quella puntata non avrei apprezzato.
    ci deve essere, almeno negli archivi rai. e nel caso anche averla non sarebbe impossibile.    

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  5. Uhm…
    Da qualche parte dovrei ancora avere una dedica fattami dalla moglie di Borges, durante un incontro organizzato dal mio prof di Letterature Comparate all'Università…

    Ok…non è che sia proprio in tema, ma Borges è una specie di mito…almeno per me lo era (e lo è).

    Saluto&taccio…
    Arrivai qui da altri lidi…come non rammento…
    La Prof

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  6. sono felice di poter raccontare qui che conservo ancora uno scontrino del supermercato di fronte casa della cognata del portiere di Borges.

    Lofoten

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  7. No, ma dico…PANCETTA????? E MORTADELLA?!?!?!???? Scusi, sig. Lofoten, ma Lei di cosa si nutre??? Santa pace…uomo corrotto!!  E poi la "mela" cos'è? Il contentino per sanare la Sua coscienza???!! Tsè…bastasse!!!

    "Mela Golden OpportunitA (accento non pervenuto!)"!?!?!?!? Ehm, di grazia, a quale "specie" appartiene?!?!?!

    Naaaaaaaaaaaaaaa, impossibile che, di fronte casa della cognata del portiere di Borges, ci sia l'Unicoop, semmai c'è un negozio Equosolidale!

    …e com'è che sono di nuovo qui è un arcano mistero che non m'è dato svelare, non ancora almeno…

    Saluto&taccio
    La Prof

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  8. Invece io sono felice di esibire un amica mia figlia di una signora che ha telefonato da Raffaella Carrà le ha detto ir numero de faciòli preciso indi ha vinto un sacco di soldi e ci si è rifatta il cesso di casa che venne uno spettacolo eh.

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  9. Sig. la prof Sussurro di Fata.
    Mai ho studiato un vil scontrino con cotanta attenzione come la sua.
    Però un'ipotesi circa la denominazione della mela golden opportunità mi sento di farla col senno di poi.
    Che forse l'opportunità citata in scontrino è data dal fatto che la suddetta mela aveva in serbo più d'una proteina a forma di verme e il prezzo era rimasto invariato nonostante la sorpresa carnosa?
    Oppure l'opportunità era data dal fatto che dal reparto mele golden si potesse godere della vista della casa della cognata del portiere di Borges?
    Son cose. Come direbbe l'adorato Confuso nostro.

    p.s. pancetta e mortadella son cose anche quelle

    Lofoten (femmina)

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  10. Ahahahah Sig.ra Lofoten,
    chiedo umilmente scusa!
    E' vero…sono spesso particolarmente ai particolari…
    …quanto alla mortadella, m'è venuto da sorridere, perchè ho, in casa, qualcuno che ne mangerebbe a quintali!!

    Sulla mela beh…quoto la Sua seconda ipotesi: l'opportunità di poter godere, dal reparto mele golden, della vista della casa della cognata del portiere di Borges…Questo spiegherebbe anche il prezzo della succitata mela!!

    Scusi ancora per la confusione e mi congratulo…da tempo immemore non mi capitava di avere un piacevole scambio con una mente così arguta!! I miei più sinceri complimenti (sono seria)…

    Saluti
    La Prof

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  11. su questo episodio Michele Serra scrisse un pezzo esilarante su Cuore (credo, o era ancora Tango) poi ripubblicato nel volume "44 falsi" edito da Feltrinelli.

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  12. Sono rimbalzata su questo blog per caso, e sono entusiasta di quanto scritto qui! Complimenti: è un blog davvero ben fatto, interessante e divertente (che bello che si citi ancora Giuseppe Berto, e i post sulla stazione di Milano e sulla Liguria per vacazieri sono fantastici!).

    A presto!!

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  13. Mamma?? 😉

    vabbè, non a caso sei una personalità confusa, ma a quanto pare anche molto modesta!

    nuova, affezionata lettrice,
     

    Elisa

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