ESCHER E LA STAZIONE CENTRALE DI MILANO

La stazione ferroviaria centrale di Milano è stata restaurata, a suon di milioni, da un architetto fantasioso: per uscirne adesso ci vogliono tre quarti d’ora di passaggi obbligati fra scale mobili non comunicanti e scale non mobili diagonali sempre più distanti fra loro. Un labirinto, l’ideale per chi deve trascinarsi dietro valigie pesanti, come peraltro non di rado accade ai fruitori di stazioni.  L’architetto – non dimenticate mai il suo nome, si sa mai vi capiti un giorno d’aver bisogno di un architetto privo di senso pratico ma dotato di grande immaginazione – si chiama Marco Tarmino, pare che in questa sua opera si sia ispirato alla famosa incisione di  Escher.

L’altro giorno tornavo a casa, due ore di viaggio. Sessanta minuti in treno, più altri sessanta per andare dal binario ferroviario all’uscita. La distanza in linea d’aria sarebbe di un cinquantina di metri non di più, ma l’attraversamento del dedalo risulta assai tortuoso. Forse è un trucco, lo scopo è farci passare in mezzo a tutti i negozi e magari comprare qualcosa, tipo il percorso lungo nel mercatino dell’autogrill, chi lo sa. Un divertimento. Eppure, su un tapis roulant proiettato verso il nulla, un turista straniero mi fissava con uno sguardo a metà tra l’implorante (“la prego mi aiuti, mi tiri fuori da qui”) e il risentito (“italiani ma come cazzo le disegnate le stazioni, da noi il progettista sarebbe non solo radiato dall’ordine ma recluso in galera anzi al manicomio").

Molte altre sono le invenzioni creative del nostro architetto. Ha tolto quasi tutti gli orologi (che notoriamente nelle stazioni non servono) per sostituirli con gli assai più utili e moderni schermi al plasma che trasmettono spot pubblicitari a ciclo continuo. Vi è anche un aspetto ludico: come in una caccia al tesoro, la biglietteria è stata nascosta in un spazio seminterrato, difficile da raggiungere, uno stanzino per di più stretto e angusto, così giocoforza vi si evita il formarsi di code.

Si dice che il genio avesse altre idee parecchio audaci. Tanto audaci da dimostrarsi, per sua e nostra sfortuna, irrealizzabili.

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24 Responses to

  1. Bostoniano dicono:

    Ma insomma, che cosa sarà mai la funzione (con la f minuscola) in confronto alla Forma (con la F maiuscola)? L'architetto va capito. Come gli esperti di marketing e altre utilissime categorie professionali sul genere.

  2. bittatre dicono:

    Ho capito che le opere di questo architetto non ti soddisfano. Ciao

  3. utente anonimo dicono:

    vede che noi milanesi i turisti li sappiamo trattare molto peggio di voi liguri?
    frank

  4. MYLO76 dicono:

    condivido perfettamente la critica rivolta a questa sorta di macabro gusto per l'inutile e il ridondante. oltretutto molto spesso le esigenze commerciali e pubblicitarie portano a snaturare quasi totalmente la destinazione originaria di un luogo o di una struttura con conseguente  trasformazione in qualcosa di diverso qualcosa di comunque moilto lontano da quello che la struttura doveva essere e doveva servire. se siete stati alla stazione centrale di Roma avrete sicuramente osservato un cantiere sempre aperto, un continuo e infinito scavo archeologico, una caccia al tesoro, un olimpiade invernale ed estiva per trovare l'entrata e l'uscita l'ingresso di una delle due linee metropolitane sempre più vicine al collasso strutturale. in compenso trovare un orologio funzionante in corrispondenza dell'orario dei treni è impresa impossibile, come impossibile trovare una panchina per riposare le proprie stanche membra in attesa di un treno o di uno sfortunato avventore .. sembra che si sia obbligati a vagare senza sosta nel centro commerciale super climatizato e tuttavìa attraversato da venti malsani la fragranza dei quali  ricorda tanto lo stallaggio nelle campagne e che non voglio neanche provare a immaginare da dove provenga … e non vi sognate di crecare una toilette! .. insomma solidarietà ai milanesi

  5. [Credits: del grandioso progetto se ne parla anche qui, con il lupo Ezechiele, cui si deve l'ispirazione escheriana, et alii.]

  6. essered dicono:

    o anche un gioco di ruolo malriuscito.

  7. zauberei dicono:

    Ah la gioia che mi procurò codesto post confu!
    Per via che ci hanno sempre da di li milanesi sui romani, ma aho se taa bevi milano o vedi che te strozzi?
    Invece diciamocelo che la stazione termini de roma è una ficata ficaterrima eh, funziona, entri esci dritto per dritto, i negozi sono sopra e sotto ma non in mezzo ai coglioni eh, grazie conf.

  8. utente anonimo dicono:

    Sono d'accordo, la stazione centrale di Milano in versione restaurata è un incubo. Oltre alla praticità inesistente, non ci vedo nemmeno sta gran forma. Prima Centrale aveva uno stile. Ma adesso? I nuovi interventi sono, secondo me, pacchiani. Massì, srotoliamo centinaia di metri di tapis roulant e plastica grigia, rendiamo quello che era un ambiente ampio un incrocio di corridoi e indicazioni confuse. Mah.

  9. MYLO76 dicono:

    sulla stazione termini non sarei così d'accordo come ho avuto modo di illustratre nel commento precedente …

  10. utente anonimo dicono:

    No, dai l'ammodernamento invece è proprio ben fatto. E non capisco la difficoltà a muoversi. Se arrivi dagli ingreissi laterali hai le scalinate che portano direttamente ai binari. Se entri dall'ingresso centrale, se vai dritto arrivi in biglietteria, che è stata decentrata in modo da non avere bordello subito appena si entra. Per arrivare ai binari prendi le scale mobili, e se sei un viaggiatore abituale sai anche quale tapis roulant prendere. Per esempio, i treni per genova partono sempre dal binario 18 o 20, quindi finita la scala ti prendi il rullo alla tua destra.
    I negozi sono un pò più moderni, più belli, anche certe cose vendute mi sono sembrate migliori come qualità (tipo panini, molto migliori di quelli che vendevano fino a qualche tempo fa). E hanno fatto anche bene a "soppalcare" lo spazio un tempo occuppato dai cartelloni, creando qual bar "sospeso".
    Per gli orologi, credo che risponda ad una genialata delle ferrovie, visto che anche a Roma, Napoli e Bologna hanno fatto lo stesso.

    Max (e no, non lavoro per trenitalia)

  11. diamonddog dicono:

    Scusate ma coi prezzi degli aerei di oggi c'è ancora qualcuno che prende il treno?

  12. MYLO76 dicono:

    diamonddog HAI RAGIONE TUTTAVìA POI SAREBBE NECESSARIO SCRIVERE UN POST SUGLI AEREOPORTI CON RISULTATI FORSE ANCHE PIU' SCONFORTANTI …

  13. utente anonimo dicono:

    @diamonddog: farsi milano-genova in aereo non è molto pratico….

     

  14. MYLO76 dicono:

    In effetti è meno complicato arrivare in aereo da Roma a Oslo (voli sempre diretti) che da Roma a Palermo

  15. Quello che non sai è che il turista con lo sguardo tra l'implorante ed il risentito, era da tre giorni che cercava di uscire da lì! Ti sarai perso le due fasi precedenti  dello sguardo il "Sicuro di sè perchè abituato a viaggiare per il mondo" e lo "Speranzoso di una soluzione,coraggio bambini ci siamo quasi".  

  16. utente anonimo dicono:

    sono d'accordo, la stazione di Milano è un semi labirinto. 

  17. lotrovassi dicono:

    Comunicazione di servizio: alla sera (non so da che ora) si esce solo dalla porta della ex-biglietteria, tutte le altre uscite vengono chiuse.

    Ovvio che non ci sia neppure una segnalazione in loco. 

  18. MYLO76 dicono:

    Insomma questo blog sta diventando una specie di ufficio informazioni open source

  19. picccina dicono:

    L'architetto è un amico dei giovani rom che lavorano in stazione nel ramo furti scippi rapine. Più giri più dai modo ai medesimi di alleggerirti di oggetti non superflui. 

  20. MYLO76 dicono:

    non c'è nulla di più indispensabile del superfluo

  21. utente anonimo dicono:

    Eh il problema è che quando si studia all'Università si insiste tanto sull'idea che differnziare, creare percorsi  e aree differenti aiuta molto ad ampliare le possibili fruizioni dello spazio e allarga virtualmente gli ambienti angusti.
    Evidentemente al progettista premuroso è sfuggito il particolare che qui di angusto non c'era niente e non si trattava tanto di fare percepire come più articolato lo spazio ma di rendere più  agevoli i percorsi… Non vi dico quando accompagno o vado a prendere mio padre, ingegnere ultra 80enne, al treno, ogni volta non si capacita di chi si sia potuto tanto divertire a complicare le cose e ad allungare le distanze… io cerco scuse per il più noto collega ma alla fine non so proprio come non dargli torto. Certo forse l'amministrazione ci avrà messo del suo ma così fatto il risultato è più vicino all'assurdo che al comprensibile.
    Un altro architetto

  22. utente anonimo dicono:

    "Ha tolto quasi tutti gli orologi (che notoriamente nelle stazioni non servono)"…Non solo: il gigantesco orologio che è sulla facciata, a destra, è perennemente avanti di 20 minuti: puro sadismo nei confronti dei viaggiatori?
    Dendrite sloggata

  23. utente anonimo dicono:

    Architetti… brutta razza… ;-)

  24. debostrange dicono:

    per com'è ora… a me fà proprio cagare. e lo dico sinceramente.

    cazzo una stazione ferroviaria ristrutturata dovrebbe essere progettata
    per agevolare e dare il massimo della praticità a chi ne fà uso.

    e invece questa è l'esatto opposto.
    la biglietteria, è vero, è laggiù sotto nascosta
    che ci vuole mezz'ora a raggiungerla.
    ammesso che non ci si perda.
    anziché essere in un punto strategico.

    e quelle scale mobili… giuro e dico giuro
    non ho mai visto niente di più assurdo e stupido
    in fatto di architettura.

    ma questo idiota dove ha studiato?
    e come diavolo hanno potuto permettergli
    di costruire un simile disastro?!

    quante volte ho rischiato di perdere il treno!
    c'è da fare chilometri prima di raggiungere il binario!
    anziché semplificare le cose le complicano…
    io non ho veramente parole.
    sono schifata.
     

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