NOI PESCI GIÀ NEL PALEOZOICO MODESTAMENTE

Cari umani, approfitto dell’amicizia con il tenutario di questo blog per lanciare un appello. Mi presento: mi chiamo Gianna, sono una triglia di 2 etti  e vivo in un allevamento vicino al porto industriale di Livorno ma ancora per poco, mi è or ora giunta comunicazione che da domani la mia sede di lavoro sarà all’indirizzo “Pescheria da Peppe, via Garibaldi 12, Milano". Boh. Mi sfugge cosa diavolo sia una pescheria, dal nome sembra un ritrovo per pesci, e in riva a quale oceano si trovi codesta Milano, eppure ho uno strano presentimento. Ma non divaghiamo.

Vengo al dunque: noi pesci siamo la specie animale più sottovalutata nella storia di questo pianeta, è ora  che lo si dica chiaro e tondo, eccheccaspita. Scusate ma quando ci vuole ci vuole. Insomma cari umani, a insetti e rettili nessuno gli torce un capello, gli uccelli se non sono polli o quaglie li lasciate in pace liberi di volare e invece a noi poveri cristi ogni giorno ci tocca vivere come schiavi. Ma vi par giusto? Ohè! Lo sapete che mio cugino settimana scorsa è finito impanato? Che si lascia morire così una creatura?

Cari umani, non ci consideriamo affatto inferiori a voi, siamo solo diversi: voi avete il vostro stile di vita (parlate, usate mani e piedi, respirate fuori dall’acqua, ecc.), noi abbiamo il nostro. Quella di non parlare è stata una scelta: ancora oggi la voce ci sembra una capacità inutile. Siamo muti e ci va bene lo stesso, almeno evitiamo di sparare corbellerie tutto il giorno come voialtri fate. E quanto  alle invenzioni e alle scoperte, spesso ci siete solo secondi. Per esempio: voi avete scoperto l’America solo nel XV secolo, quando noi andavamo a fare il bagno ai Caraibi d’estate già da milioni di anni.

Per quel che riguarda mani e i piedi, poi, non avete niente da insegnare: nel paleozoico un pesce coraggioso uscì dal mare e cominciò a passeggiare sulla terraferma. E sì, cari miei, siamo stati noi i precursori di questa moda del camminare. D’accordo, ci abbiamo impiegato un bel po’ prima di imparare a respirare all’aperto e trasformare le pinne in piedi, ma alla fine ci siamo riusciti. Prima di noi sulla terraferma non c’era mai stato nessun altro, a parte qualche zanzara e le erbacce. Poi i migliori fra noi sono tornati a nuotare, certo. Ma siamo pur sempre i vostri antenati. Noi vi abbiamo creato. Siamo i vostri bisnonni. Non potete trattarci così.

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8 Responses to

  1. essered dicono:

    sono d'accordo: se il mio bisnonno fosse ancora vivo lo sbatterei in una casa di riposo trattenendo tutto quello che posso dalla sua pensione.

    addio, e grazie per tutto il pesce.

  2. bravo ragazzo. tuo bisnonno sarebbe fiero di te.

  3. utente anonimo dicono:

    Cara Gianna,
    sappi che io sostengo da sempre la tua causa. Fin da piccola, infatti, ho sempre rifiutato con sdegno il baccalà che mia madre mi metteva nel piatto, a volte anche mettendomi a piangere. Se non è solidarietà questa!

    Certo che la triglia gratinata, però… E va be', nessuno è perfetto… se non altro spero che tu possa apprezzare l'impegno.

    r.

  4. Anche la cernia al forno, tutto sommato, ha il suo perché.

  5. seneca29 dicono:

    Eh, ma il Delfino è imbattibile… lo dico senza falsa modestia… ; )

  6. zauberei dicono:

    Confu io ci ho un cugino – non è uno scherzo è un cugino vero – che è studioso delle chiacchiere dei pesci. Mi ha fatto sentire na cassetta!
    Ora da quel che ho capito ci vole un convertitore di suonini per sentire cosa si dicano i pesci.
    Quanno li senti più o meno e come un duetto di pernacchie.

    Un consiglio alla triglia: scappa finchè sei in tempo!

  7. utente anonimo dicono:

    non piangere pesce,
    poi respiri sofferenza

  8. utente anonimo dicono:

    Cara triglia, come darti torto?
    La gente di terra è spocchiosa e arrogante. Avevo un cugino pastore, proveniva da Monaco, era infatti un pastore tedesco, di quelli col pelo talmente lungo che gli arriva sotto le zampe e ci inciampano dentro. Era così fesso che cercava di acchiapparsi la coda pure mentre cagava.
    Un giorno ha cercato di mangiare Filiberto, il pesciolino rosso: ha infilato la testa nella boccia di vetro ed è annegato così, mentre Filiberto gli nuotava davanti agli occhi. Credo che gli abbia fatto anche i bisognini nell'orecchio.
    Vedi, cara triglia, i terricoli sono proprio fessi. Vai pure tranquilla all'appuntamento a Milano, sono sicuro che incontrerai un sacco di amici.
    Un affettuoso saluto dal tuo amico gatto.

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