CENNI SULL’OPERA D’ARTE PIÙ IMPORTANTE DEL SECOLO

Il destino, si sa, è un dio estroverso, e ama giocare con i gusti dei mortali.

Nel 1907 il giovane Pablo Picasso dedicò giorni e notti a un grande quadro raffigurante un gruppo di puttane in una casa chiusa di Avignone. Picasso, come molti maschi europei dell’epoca, era un assiduo cliente di bordelli, e nel frequentarli traeva ispirazione oltre ad altri giovamenti più materiali.

Ma non soffermiamoci sul soggetto, non è questo il punto. Il punto è che al momento di progettare l’impresa, Picasso decise di adottare un metodo piuttosto coraggioso: avrebbe dipinto l’opera violando apertamente tutte ma proprio tutte le regole della pittura occidentale fino ad allora in uso.

Il risultato fu un quadro in cui le norme di prospettiva, tratto e colore in voga da quasi un millennio, erano abolite. Dopo mesi e mesi di lavoro Picasso convocò nel suo atelier uno stuolo di colleghi, galleristi e critici per mostrar loro in anteprima il capolavoro frutto di tanta fatica, una tavola alta e larga più di due metri. Ne era molto fiero. Dalla presentazione si aspettava un trionfo.

Fu un disastro. Qualcuno sghignazzava. Qualcuno, assai sincero, forse un po’ troppo sincero, dichiarò che il quadro "faceva schifo". Altri pensavano che Picasso fosse impazzito. Altri ancora gli chiesero di smetterla di pigliarli per il culo e se ne andarono via. Persino il suo amico Matisse (un tipo abituato a vedere cose strambe e a crearne) per poco non lo prese a schiaffi.

Quella sera Picasso rimase solo e deluso con la sua tela. Per qualche tempo, tenne le signorine ben nascoste in soffitta. Ben presto però il tempo rese giustizia.

In realtà per quanto riguarda l’arte, pare proprio quella sera sia cominciato il Novecento, nientemeno.
Oggi l’opera è esposta al Moma di New York, e tutti gli storici dell’arte sono concordi nel ritenerlo “il quadro più importante del XX secolo”.

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18 Responses to

  1. MonsieurIdiota dicono:

    sta parlando di Futurismo??

  2. Vedo che lei è completamente digiuno di storia della cultura. Meno male che ci sono io ad indottrinarla con informazioni peraltro largamente erronee o superficiali.

  3. MonsieurIdiota dicono:

    grazie, mi mancavano giusto un paio d'anni e di manifesti: ho sempre desiderato un mentore, un anfitrione, e una baita in montagna… Cheffà, mi adotta?

  4. Se le serve un rifugio dove ripararsi la notte, può venire a dormire qua nei commenti.

  5. metropoleggendo dicono:

    potrebbe accadere lo stesso a questo blog tra qualche anno. vatti a pettinare che magari ti chiamano al moma

  6. otis08 dicono:

    Il mio sogno è diventare un artista di fama mondiale e abbordare le gnocche alle mostre.

  7. utente anonimo dicono:

    Mi consenta di aggiungere che il povero Picasso arrotondava le sue entrate mostrando l'erotico quadro nascosto in soffitta a dei libidinosi smandraponi che a turno si chiudevano alle spalle la porta.

    L.

  8. utente anonimo dicono:

    Gustoso aneddoto al 7° piano suonare Picasso.

  9. PICCHU dicono:

    Tiri fuori i quadri Confuso, non sono facili da piazzare…

  10. zauberei dicono:

    Lo sapevo lo sapevo lo sapevo che me facevi Picasso!
    In ogni caso, sono ammirato dalla potenza del Nostro, che cominciava il novecento, seduceva signorine bene, seduceva signorine male, procreava future capitanesse di industria, e ner tempo libero faceva anche dei belli piattini.

  11. E indossava terrificanti magliettine a righe. Si legga il commento numero 7, che pare corrisponda al vero.

  12. gramuglio dicono:

    per fortuna non è ancora passato il classico "ma quelle le disegno anche io"

  13. E comunque non basta, bisognava anche essere lì 103 anni fa.

  14. utente anonimo dicono:

    il nonno di picasso era di sori e friggeva frisceu da edo's

  15. FreeFlight dicono:

    i critici d'arte sono artisti falliti (citazione letta non ricordo dove)

    mi viene una rima da chiave del 12
    che futuro decretiamo per quest'imbianchino?
    un atelier? i commenti di confuso? un abbaino?

    futurismo puro

  16. simonzella dicono:

    anche Caravaggio non era capito….. e Umberto Bindi? stessa sorte. Alda Merini? stesso trattamento…..l'essere incompresi riguarda i migliori talenti, il talento ha i tempi lunghi…in Italia ovviamente sono lunghissimi e si trascinano dopo la morte del diretto interessato :D ciao

  17. debostrange dicono:

    ma… però per quanto mi ricordo
    Picasso fù l'unico artista a godere davvero delle proprie opere,
    l'unico a cui vennero riconosciute mentre era ancora in vita
    e l'unico a poter vivere della propria arte.

    insomma, forse non subito, ma è stato comunque fortunato.

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