Sarà capitato anche a voi, poveri pivelli che come me non sapete manco svitare il tappo della benzina, di tornare alla vostra auto, provare ad accenderla ed accorgervi che non parte. La batteria è muta, spirata. Forse avete dimenticato le luci interne accese, o le doppie frecce, la radio.
A questo punto:
1) Verrete colti da una sensazione di paura, costernazione, raccapriccio: che fare? Nominare invano una divinità? Bene, ma non basta. Chiamare l’elettrauto e implorarlo di venirvi a soccorrere? Non è possibile: è notte, o è domenica, è troppo tardi e oramai avrà chiuso. Che fare?
2) Domandare dunque aiuto ai passanti? Idea già migliore, specie qualora nei pressi disponiate di amici esperti o almeno automuniti. Soprattutto automuniti, proprietari di auto: questa loro caratteristica risulterà fondamentale ai fini della soluzione del problema. Il resto, vi verrà spiegato nelle prossime righe: se anche il salvatore fosse un imbranato del tutto digiuno, come voi, di questa materia, poco importa. Unico oggetto indispensabile: i cavi. I cavi della batteria. Quelli colorati di rosso e di nero, con i morsi. O voi o l’imbranato, qualcuno fra voi due dovrebbe averli, nel bagagliaio, forse ancora impacchettati nel cellophane dal giorno dell’acquisto della vettura.
3) Posizionate le due auto vicine, una di fronte all’altra, muso contro muso. Scoperchiate i motori, aprite il cofano. Sapete come farlo? Sotto il cruscotto, o lì vicino, da qualche parte, c’è un pulsante. No, non quello, quello serve a staccare il volante: l’altro. Ecco.
4) Ecco, il cofano è aperto. Una molla gli impedisce di chiudersi e tranciarvi le mani di scatto. Là dentro, sotto il cofano, si cela l’orrore: un insieme di tubi e apparecchi misteriosi. Non perdetevi d’animo. Vedete la batteria? È una scatola scura, un parallelepipedo che sembra una grossa pila. Ogni auto ne ha una. L’avete individuata? Sicuri? D’accordo, speriamo sia quella.
5) Andate al cofano dell’auto del vostro sodale imbranato quanto voi. Fingendo fiducia in voi stessi, attaccate il cavo rosso al piolo rosso della batteria carica. Poi collegate l’altro estremo del cavo rosso al piolo rosso sulla batteria del vostro veicolo in apparenza defunto.
Attenzione, basta il minimo errore (perno sbagliato, o cavo nero anziché rosso) per rimanere folgorati, appiccare il fuoco a entrambi i veicoli, andare all’altro mondo o cose del genere.
6) Ripetete l’operazione con il cavo nero. Prima il piolo nero sulla macchina buona, poi quello nero sulla macchina non funzionante. Mi raccomando, non sbagliate, se non volete essere investiti da un’ondata di scintille che in un millisecondo friggerà i vostri abiti con voi dentro, facendovi ardere vivi insieme ai due motori e al vostro amico.
7) Girate la chiave nella vettura carica e dopo (solo dopo) in quella scarica. Per carità non invertite quest’ordine: rischiate di provocare un corto circuito e incendiare le due auto. Fatto? Come va?
8) Tutto bene? Siete sopravvissuti? Ottimo: è già qualcosa. L’auto risorge? Tossisce? Emette suoni? Riprovate, non si sa mai. Dai e dai, et voilà, è ripartita. Evviva. Lasciatela accesa. Staccate i cavi, ricoprite i motori. Ora viene il bello: per l’amor di Dio, non spegnete il motore – dovreste ripetete tutto daccapo, con seri pericoli per l’incolumità vostra e dei passanti – ma salite a bordo, salutate e andate. Guidate, andate via. In questo modo, la batteria si autoalimenta, si rigenera. Andate lontano, girate a vuoto su strade autostrade almeno per una mezz’ora o più.
9) E adesso? Siete sotto casa, in salvo. Proviamo: spegnete e riavviate il motore.
10) Se udite il rumore dell’automezzo rinato, complimentatevi con voi stessi e ringraziate con un mazzo di fiori spedito a domicilio l’anima pia che vi ha offerto quel poco di energia elettrica necessaria. Se invece la macchina tace di nuovo, dovrete ripetere il procedimento dal punto 1).
Assito a una discussione tra un'amico (maschio) e un'amica (femmina) su donne e motori. Lui sostiene che noi donne non ne sappiamo mezza, e chiedeinferocito: – E se ti si buca una ruota, cosa fai, cosa fai? – E lei, serena: – Mi sbottono fino a che non si ferma qualche camionista galantuomo.
Mai cambiato una ruota in vita mia, credo di non avere nemmeno il cric. 🙂
Inutile ripetere il procedimento, è l'ora di porgere 130 euro all'elettrauto.
Beh, più che friggere, ardere ed essere folgorati, può capitare che, se metti il cavo nero sul pirolo rosso (o viceversa) fai secca anche la macchina sana, oltre che la tua… 🙂
Potevi collegare, oppure, la batteria del cellulare!
Se invece la macchina tace di nuovo… domattina alle 8 si chiama l'elettrauto e si cambia la batteria ormai defunta.
io semplicemente al punto 1 ho preso l'autobus e al 2 ho chiamato l'elettrauto una volta aperto.
firmato ckf
ci sarebbe anche il sistema dell'amico forzuto che ti da "una spintarella".
frank
Mi sono ritrovata in codesta situazione giusto poche settimane fa in una traversa di Via XX settembre in quel di Zena (penso che abbia presente, sciô Confuso).
Con un moto di orgoglio ed improvvisandomi genio della meccanica ho quindi spinto la vettura per circa quindici metri al fine di imboccare la suddetta via e ripartire nel modo che i nostri padri ci insegnano mentre un gentile concittadino si premurava di insultare coloro che invece di fermarsi a darmi una mano mi superavano strombazzando in malo modo. Però, nota a margine, non ha spinto nemmeno lui.
In seguito ho scoperto che avviando a spinta si rischia di danneggiare irreparabilmente la marmitta catalitica. A maggio ho la revisione e vivo nel terrore di doverla cambiare.
Mi dica lei se questo è progresso, Signor Confuso!
è una vergogna che nessuno ci abbia detto che la spinta non è più utile. dopo tutta quella fatica, poi.
Io mi sono sbottonata finchè non è passato un camionista gentile che si è sbottonato pure lui.
Spero per te che quello che hai scritto corrisponda ad esatte istruzioni.
Ho stampato il tutto e dato ai miei allievi di scuola guida.
è una vergogna si. però adesso ho capito perchè alla mia macchina non vogliono fargli più il bollino blu
frank
#13: pessima idea, aspettiamoci una serie di casi come quelli descritti da Lindamirr
Un semplice grazie per l'esistenza di questo blog, una vera oasi di pace e intelligenza in confronto a quello che sta succedendo altrove.
Confuso, mi pare una pratica terrorizzante. Io sono quella che quando riaccende la macchina li fiori li mannano l'artri perchè – grazie alla sua perizia – è saltata in aria.
Corone di fiori, intende?
ma andare in bici mai,eh?
no:spetta:i nuovi ciclisti che la guidan come l'auto,guardando a destra
mentre van a sinistra colle dita nel naso mentre cercan di leggere il giornale in curva col rosso e il bebè piazzato come ariete disperati
perchè non è la rabbia che fa la velocità…col casco che non è certo come quello della moto senzaltro si sentiran più riparati dai loro pensieri
paurosi come "non aprite quella porta"…hahaha
che paura vera,porca miseria piove