DIALOGO CON UN PARCHEGGIO A PAGAMENTO
DEL CENTRO STORICO

Oooh ecco un bel parcheggio, che fortuna. Meno male, qui in centro credevo di girare a vuoto per giorni, e invece.
Fermo lì. Lei non può parcheggiarmi addosso così senza passarla liscia. Le vede le mie strisce blu?
Embé?
Io sono un parcheggio a pagamento: mica mi vendo gratis al primo che passa.
E ma che palle. Va bene, dove si paga? Li do a lei i soldi?
Per carità. Io, se non lo capisce, sarei un semplice rettangolo verniciato per terra. Puro spazio, immobile e bidimensionale. Non posso accettare danaro.
Ah. E allora?
E allora, buonuomo, si rechi alla più vicina rivendita di biglietti per parcheggi a pagamento. Ad esempio, là in fondo, al distributore automatico, ce li ha gli spiccioli?
No.
Poco male, tanto quell’affare era rotto. Provi ad acquistare da un umano, il tabaccaio laggiù in fondo, per esempio.
Obbedisco. Però nel frattempo la macchina la lascio qui sopra di lei. Un minuto.
Preghi iddio e la madonna che proprio in quel minuto non le diano la multa.
Ma solo qualche secondo, dai.
Non garantisco nulla. Se vuol rischiare il carro attrezzi, s’accomodi.
Corro. E lei non chiami la polizia per favore.
Va bene, ma soltanto per stavolta.

Alla buon’ora. Dunque, il tabaccaio?
Niente. Era chiuso.
Tenti col giornalaio, sta più avanti, la quarta traversa a sinistra.
Già fatto, dice che lui i tagliandi non li tiene più, gli hanno levato la licenza.
Mi spiace. Le confesso: in realtà siamo tutti d’accordo. Io, il tabacchi, il giornalaio: una bella contravvenzione, in termini economici, vale molto di più di un biglietto del parcheggio.
Quindi?
A questo punto lei dovrebbe andarsene a casa.
Ma come?
Qui ogni dieci minuti passa una ronda di vigili assetati di sangue e quattrini, e per la sosta vietata non hanno pietà. Le conviene sparire e portarsi via il suo rottame.
No, tutto ‘sto viaggio a vuoto fino al centro no! Senta, sa che faccio? L’auto la piazzo là, sopra il suo collega disegnato di giallo.
Bravo, sul posteggio per i residenti: lui è ancora più stronzo di me. E dall’aspetto lei non mi pare affatto un residente. Giusto?
No, arrivo dalla periferia.
Ecco, ci torni, in periferia. Lì i parcheggi sono sempre bianchi, ossia gratis, visto che siete tutti dei pezzenti.
Ma come osa, scusi?
Non la prenda sul piano personale. Lo vede quel signore appostato alla finestra? E’ un residente. Appena lei si allontana, lui scende e le spezza i tergicristalli per ripicca.
Complimenti.
Guardi, questa cosa di domandarle dei soldi io lo faccio a fin di bene: così la prossima volta se proprio deve venire qui da noi dei quartieri alti, prende il tram e non inquina.
Il tram da me passa ogni tre ore.
Ebbasta, si vuole levare dai piedi o no? Sto lavorando perdìo. Ho già altri clienti che aspettano.

16 Comments
  1. PICCHU

    Le strisce blu sono i cugini di Tremonti

  2. essered

    nella mia città stanno sperimentando metodi alternativi di pagamento.
    sembra che funzioni, dato che con gli operatori siamo già al secondo naso rotto.

  3. utente anonimo

    oggi ho avuto una discussione lunghissima con un gratta e posteggia sul significato mistico delle Meteore in Grecia.

    Lofoten

  4. liczin

    Ci sono città in cui per trovare la periferia con parcheggi gratis bisogna uscire dalla provincia. Allora basta spezzare la spina dorsale a un parente e procurarsi così un permesso invalidi e si può parcheggiare dappertutto (e senza neanche bisogno di portarsi dietro l’invalido che dà pure fastidio a lamentarsi, basta il contrassegno).

  5. PlacidaSignora

    Consolati, qui nella tua Zena riguardo i parcheggi è decisamente peggio (i nostri proprio non ti rivolgon manco la parola). Viei giù? Quando vieni giù? Eh? ;-* 

  6. gmai

    ma le strisce blu…non dovevano loro parlare in azzurro?

    (io una volta misi un cartello sul cruscotto:
    "colonnina rotta, rivenditori sforniti. Messa tutta la buona volontà, giuro. Ora prego voi mettere mano sulla coscienza. Ho una visita qui di fronte…già pagherò 150€ al medico"
    O non sono passati o mi hanno graziato)

  7. utente anonimo

    Io ne avrei da dire anche sulle strisce bianche. Ce ne sono alcune che ti lasciano parcheggiare accogliendoti con un profluvio di belle parole e poi appena giri l’angolo cacciano fuori il divieto di sosta perché dopo due ore c’è la partita. Ma che modi sono questi?!?

  8. FirmatoCkf

    io ho messo in allerta il mio amico vigile urbano, gli ho chiesto di farle una bella rimozione per sosta non consentita il 24 dicembre, buon Natale 🙂

  9. cptuncino

    a me oggi han suonato il campanello di casa due volte (ring ring) era un messo comunale, sapeva il mio nome e cognome e mi ha fatto firmare.
    io so cosa ho fatto.

  10. utente anonimo

    Ho visto strisce zebrate parlare del più e del meno con doppie strisce continue (chepperò avevano la puzza sotto il naso).

    Lofo

  11. profondoblog

    meglio la bicicletta anche se nella mia città ormai i vigili sequestrano quelle parcheggiate ai muri e lasciano stare solo quele che stanno in piedi da sole per aria al di fuori dello spazio aereo.

  12. utente anonimo

    Vara, di solito mi tocca posteggiare in culo ai lupi, perchè nel mio paese sono tutti a pagamento i posteggi.

    O sennò sfrutto mio nonno…tanto lui può posteggiare ovunque, in quanto disabile 😀

  13. utente anonimo

    Io posso parcheggiare sotto casa a patto che torni dopo mezzanotte, escluso il week-end.

  14. essered

    per operatori intendevo quelli che vanno in giro ad infilare pseudomulte sotto i tergicristalli.
    mi dispiace per i loro nasi, sono solo strumenti del sistema, ma lo trovo un grande gesto di giustizia sociale.

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