Dialogo sull’ecologismo di facciata delle aziende

Buonasera cari lettori, e benvenuti alla consueta rubrica di ambientalismo da strapazzo. Abbiamo qui con noi un’azienda. Un’azienda redenta, pentita delle sue malefatte, ha deciso di contribuire alla difesa della natura, ed è qui per spiegarci come concilierà le esigenze del marketing con il suo irresistibile e disinteressato impulso a proteggerci dall’apocalisse e dalla natura che (giustamente) ci odia.

Si accomodi, cara azienda, e ci istruisca.

Allora, cominciamo a dire che non so lei, amico pezzente, ma io grande azienda mi son messa a Impatto Zero. Ossia: continuo a inquinare come una bestia, e a produrre tonnellate di anidride carbonica qui in Italia, come tutti, però ho ordinato a certi amici miei di piantare degli alberelli in un luogo sperduto del Brasile, e in questo modo pareggio il conto.

Insomma, cara azienda, ricapitoliamo. È venuto da lei un tizio e le ha detto: ciao, se mi dai dei soldi io ci faccio un giardinetto in un paese lontano lontano, così tu ti ritrovi a posto con la coscienza, io faccio la cresta e siamo tutti più felici.

Esatto. E  posso vantarmene col prossimo. Con i clienti e con voi plebei.

Sì ma lei è sicura, cara la mia azienda, che questi alberelli esistano sul serio? Voglio dire, magari gli amici suoi si sono presi i danari e non hanno piantato alcunché. Insomma, ha controllato? Li ha visti, gli alberelli?

Bè, io no. Non di persona. Si tratta di un posto fuori mano, in mezzo a una ex foresta disboscata. Mica c’ho tempo di andar fin là.

Ah ecco.

Però mi fido. Eppoi mi hanno mandato delle foto, le osservi. Vede? Un pino.

Sì, un pino in Amazzonia. Come no. Ma dai. E comunque, con le foto sono capaci tutti. Adesso vado al parchetto comunale, fotografo un trifoglio e poi le dico di averlo coltivato io per lei. Andiamo avanti.

Quindi noi aziende abbiamo compiuto la nostra parte: ora tocca a voi poveri cristi, con i vostri piccoli gesti.

Glielo faccio il piccolo gesto: tiè! Ah ah.

Sciocco, cosa ha capito. Intendevo dispensarle saggi consigli di ecologia d’avanguardia circa le piccole attenzioni quotidiane del popolino, quelle che possono salvare il pianeta.

Ti pareva. Stai a vedere che alla fine la responsabilità ricade non sugli industriali ma su noi che non siamo abbienti.

Ho qui un arguto decalogo, lo leggo. Ad esempio. Spegnere la luce quando si esce da una stanza.

Idea originalissima, complimenti.

Aspetti. Ascolti questa: non lasciare rubinetti aperti.

Mai sentita prima. Certo, se tutti noi milioni di terrestri che notoriamente passiamo le giornate a lasciare i rubinetti aperti dalla mattina alla sera la smettessimo, allora la data dell’Armageddon si allontanerebbe.

Bravo. Veda, noi aziende siamo poche, voi morti di fame ignoranti senza il becco di un quattrino, invece, siete molti. Meglio se ci pensate voi a ‘sta roba del senso di colpa e al terrore del futuro. Ne vuole sapere un’altra?

Sì, mi stupisca.

Fare la doccia anziché il bagno nella vasca.

Stia tranquillo, io a casa la vasca non ce l’ho neppure.

Quando carica la lavastoviglie o la lavatrice, la riempia per bene.

Basta così grazie. Arrivederci.

23 commenti su “Dialogo sull’ecologismo di facciata delle aziende”

  1. Mio caro Ckf, ma proprio per quello trattasi di rubrica di “ambientalismo da strapazzo”, altrimenti non se ne sarebbe andato indenne, no?

    Anzi, mi è giunta voce che la Confuso s.r.l. abbia firmato un accordo di licenza con l’Azienda summenzionata per produrre borsette in materiale ecologico di scarto ultrariciclato a marchio Personalitaconfusa che saranno vendute a prezzi esorbitanti. Ma forse siamo noi malfidati, bisogna essere disposti a pagare qualunque prezzo pur di salvaguardare l’ambiente….

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  2. Io ho mandato una mail di entusiasmanti congratulazioni a questa fantastica multinazionale petrolifera perchè avevano seguito il suo consiglio – imprenditori antesignani – nel piantare migliaia e migliaia di alberi.

    Poi sono andato a fare una foto a questa stupenda foresta.

    E gli alberi erano di plastica (che risparmio!).

    Se volete vi do l’indirizzo così a natale siete a posto.

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  3. Signorina Lottapia, ckon il rickavato di una rapina in farmacia ne prenderò una per la mia ragazza, a me la roba eckologissima di sckarto cke ckosta quanto un rene mi fa impazzire

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  4. Firmato Ckf, se ami la tua ragazza e la roba ecologicissima allora puoi regalarle anche una rosellina come questa: @>-,-

    Non devi manco sprecare i proiettili…

    Picchu#5: geniale, di plastica sono ancora più ecologici perché non serve innaffiarli, in effetti! Vado a scrivere una mail di complimenti anch’io. Speriamo che non la stampino, però.

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  5. Mancava la domanda all’impresa edile: li famo davvero sti edifici antisismici oppure no?

    Tuttavia, centra anche la politica. Quindi, prossima intervista al politico. Olèèèè!

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  6. io volevo dire una cosa…poi ho visto il 18 e sono in crisi diabetica e niente.

    ahssi…lavorare in bicicletta o a piedi. ahahahaha non ma mi vedo gran bene tutte le mattina sul ponte della libertà.

    che bel consiglio, stupida io.

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