Dialogo con l’ortolano sotto casa

– Signor ortolano, buonasera.

– Oooh, buonasera, carissimo. Finalmente si è deciso. Mi creda, non ci speravo più.

– Lo so, è la prima volta che passo da lei. La trascuro, vado sempre al supermercato. Eppure lei sta proprio sotto casa. Mi spiace, ma cosa vuole, è una questione di fretta, di tempo. Quelli fanno orario continuato. E poi là ci trovo tutto, dall’insalata ai detersivi.

– D’accordo, caro signore. Ma la mia insalata è più buona. Viene dal campo, è colta a mano. Mica quelle insalate coltivate in una serra con i concimi chimici velenosi.

– Ha ragione, ha ragione.

– La qualità, capisce? E poi: vuol mettere il rapporto umano? L’allegria, il piacere di parlare con il commerciante, di chiedergli consigli. Il negozio come piccolo luogo di ritrovo del quartiere, contrapposto alla reificazione alienante e massiva della grande distribuzione.

– Parole sante, caro ortolano, parole sante.

– E al supermarket le tocca arrangiarsi da solo. Indossare quei guanti di plastica, strappare i sacchetti dal rotolo, pesare sulla bilancia elettronica: un lavoro! Qui invece la servo io. La intrattengo, la saluto quando entra, chiacchiero con lei. Mi confido. Le chiedo come sta la famiglia. Le sono amico.

– Adesso però basta sennò mi commuovo.

– Dunque, mi dica. Cosa desidera di buono? Guardi che primizie.

– Allora, caro ortolano, vorrei un mazzetto di quei bei spinaci freschi.

– Mani in alto!

– Come dice, signor ortolano? Perché mi sta puntando addosso la pistola?

– Mani in alto, stronzo!

– Ehi, signor ortolano, che modi sono, cos’è questo cambio repentino di registro?

– Sbrigati! Dammi ‘sto portafoglio!

– Ortolano, le dà di volta il cervello?

– Molla il portafoglio o ti sparo in faccia!

– E gli spinaci?

– Quelli mettili nella tua borsa.

– Ah, capisco: è una compravendita, non una rapina. 

– Ecco, bravo. Svuota le tasche e nessuno si farà male. Tutti i soldi voglio! Tutti!

– Va bene, va bene, ma metta giù quell’arma. 

– Anche il bancomat e la carta di credito!

– La prego, non gridi.

28 commenti su “Dialogo con l’ortolano sotto casa”

  1. una rapina? 😀

    Ckaro sig. Ckonfusa, quando vado io dall’ortolano lo sorprendo puntandogli per primo la pistola, vedrà cke al prossimo acquisto se segue il mio ckonsiglio le farà un forte sckonto e se insiste le regalerà ancke l’inckasso

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  2. Fantastico la classica “rapina a mano armata”.

    A me accadde nel ’78 quando sotto casa chiesi al contadino ino ino, un mazzo di basilico fresco.

    Un cazzo di casino.

    La pula aveva scoperto il nome in codice e ci diedero 3 anni per spaccio.

    Ora però sono libero e ho smesso col chiamarlo basilico.

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  3. Ho visto rapinatori travestiti da medici, avvocati, notai e banche.

    L’ortolano rapinatore fa molto naif.

    Seguono a ruota il panettiere, il macellaio e il salumiere.

    Mi permetto di pubblicizzare qui la mia fine arte con ago e filo con cui confezione deliziosi costumi carnevaleschi.

    Molto richiesto è il costume del pescivendolo-rapinatore col pescespada sotto l’ascella.

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  4. L’unico modo per averla vinta con un ortoloano è minacciarlo con un cetriolo acquistato al discount (se vuoi dominare la conversazione da subito devi entrare nel negozio tenendolo in tasca e facendo fuoriuscire solo la punta, facendo attenzione che lui lo noti)

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  5. A questo punto sei?

    Non riuscire a distinguere un ladro da un ortolano?

    Sei proprio messo male! Comunemente si dice: “sei alla frutta”.

    Poi, ricorda, per tua norma e regola, che in tasca non hai l’ombra di un centesimo, perchè c’è chi pensa a derubarti, quotidianamente e legalmente; di sicuro non è un poveraccio di ortolano o facente funzioni.

    Ma la tua, ormai, è una paranoia: sbeffeggiare i deboli, oppure scribacchiare di ridicolaggini, che fanno rigirare anche gli estinti.

    Vivi tranquillo, “stagion lieta e cotesta”; continua ad essere confuso: in sostanza, sei salito sulla giostra giusta.

    E’ questa l’arte dei nostri tempi!!!

    Anonimo

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  6. prego il sig. Ckonfusa di eliminare i ckommenti di anonimo, cke è un vigliackcko perckè non si firma e perckè mancka gli accenti alle è (i bambini a ckasa potrebbero imparare a sckrivere male)

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  7. Oh Confuso adoro le tue inchieste sur genere Roberto Gatto all’espresso. eh:)

    Per non parlare della situazione dal dentista, che invece delle mani in alto ti popone lo strozinaggio dilazionato.

    “Non si preoccupi signora zauberei Putipù non mi deve dare tutto adesso.

    Ci mettiamo d’accordo”.

    “Ci.”

    Una parola forte.

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  8. Caro Confuso,

    hai ragione, e pensare che in certi quartieri c’è chi si lamenta per la presenza di quegli onesti ortolani che vendono quell’ erba confezionata in bustine…ormai in confronto fanno prezzi stracciati.

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  9. si sbaglia ckara Lottapia, è gente ckome l’ortolano cke danneggia gli onesti rapinatori ckome me e ne mina la ckredibilità e la qualità del servizio. è alla ckamera un disegno per ckreare l’ordine dei rapinatori e scippatori, aiutateci

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